Le fortune dell’Empoli nascono dal vivaio

Fare pronostici non è mai semplice, spesso e volentieri ci si imbatte in figuracce. Per questo sono orgoglioso di aver indicato a inizio stagione l’Empoli tra le squadre rivelazioni della stagione, in grado di poter disputare i playoff. Nonostante la partenza shock della squadra toscana, le potenzialità c’erano davvero tutte, specie grazie ai giovani presenti nella rosa, moltissimi dei quali provenienti direttamente da un vivaio locale che ormai da decenni è tra i migliori d’Italia.

lodi

Due finali Primavera ravvicinate, entrambe perse, e fior di giocatori emersi sin dagli anni 80 testimoniano di uno stato di grazia della società di Corsi, e del settore giovanile in particolare che da qualche tempo si avvale della competenza e della professionalità dell’ex giocatore simbolo Massimiliano Cappellini.

Se in passato ho già ricordato la generazione dei Caccia, dei Montella, Melis, Birindelli, Galante, Ficini, oggi provo a focalizzare l’attenzione su altri cicli interessanti. Tra gli 84 e 85 molte erano le promesse, alcune assolutamente mantenute come Francesco Lodi, ormai da tutti riconosciuto come il secondo miglior regista della serie A, dietro solo all’immenso Pirlo. Un altro che ce l’ha fatta a emergere, nonostante sia più in infermeria che in campo è il difensore centrale Coda, per il quale si attendeva una grande carriera.

Poca fortuna invece ebbe il centravanti di quel biennio, Luca Mariotti, cecchino infallibile nelle giovanili e piuttosto prolifico anche da professionista, dove ha sempre giocato in periferia, tra terza e quarta serie, fino a scegliere la serie D, dove da anni ormai fa la differenza.

Tra gli 86 meritano una citazione almeno il portiere Pelagotti, ormai nel giro dei titolari, dopo qualche stagione in prestito e il jolly Baldanzeddu, esploso come difensore alla Juve Stabia, dopo i primi approcci da mediano.

La generazione 87/88 è arrivata in finale nel torneo Primavera, sfoderando talenti assoluti che però non stanno giocando ad alti livelli. In particolare destavano impressione i tre davanti: Pellecchia, mancino velocissimo che stazionava a destra del tridente, Cesaretti che ad alcuni ricordava l’ex doriano Enrico Chiesa, nei movimenti e nella capacità di concludere e soprattutto l’ex azzurrino Arcidiacono, fantasista tascabile, dotato di una tecnica cristallina e di un cambio passo importante. Cesaretti con dignità prosegue una carriera in Lega Pro, dopo aver toccato la serie B ma risultando poco prolifico, mentre Arcidiacono dopo alcune interessanti stagioni di apprendistato, è stato protagonista di un episodio extra calcistico che lo ha portato alla squalifica. In pratica ha fatto vedere una maglietta dopo il gol in cui mostrava solidarietà alla famiglia del ragazzo che aveva ucciso l’ispettore Raciti. Lui ha detto che si è trattato di un semplice gesto di solidarietà nei confronti di un ragazzo che conosceva bene ma alla fine ciò che ne emerse fu un putiferio, con il suo club, il Cosenza che si è dovuto adeguare ai provvedimenti disciplinari che hanno colpito Arcidiacono. Io mi auguro che al termine della squalifica possa tornare a giocare come sapeva lui e riguadagnare posizioni.

 

Detto pure di Caturano, agile punta del 90 e protagonista di tante nazionali giovanili azzurre, e dei difensori Angella, Mori e Tonelli (ormai pedina insostituibile in difesa per il tecnico Sarri) veniamo al ciclo dei 91 e 92, anch’essi giunti a un passo dallo scudetto primavera, perso in finale contro il Genoa di El Shaarawy, Ragusa e Perin.

Riccardo Saponara

Riccardo Saponara

In pratica rappresentano l’ossatura della squadra di Sarri, visto che per molti di loro le possibilità di esprimersi tra i titolari sono elevate. A cominciare dal fiore all’occhiello del gruppo, quel Riccardo Saponara che si sta rendendo grande protagonista della serie B e futuro rossonero. Trequartista sopraffino, assist man e ben strutturato fisicamente, può diventare un big del nostro calcio. Promette molto bene anche l’italo venezuelano Signorelli, centrocampista dai piedi buoni, più volte schierato da Sarri nell’11 base. Per lui grande senso tattico e capacità di inserimento. Io sono pronto a scommettere anche su due terzini, attualmente in Lega Pro, Mazzanti e Tognarelli. Abili difensori, forti a sostenere l’azione offensiva, meritano di salire di gradino, così come il regista tascabile Guitto, attualmente al Sorrento. In lui visione di gioco e tecnica sono connaturate, deve solo migliorare sul piano fisico per potersela giocare alla pari con gli armadi della B.

Chiudo questa piccola rassegna col più giovane di tutta la covata, essendo un 94! Sto parlando dell’albanese Hysaj, che dopo poche apparizioni è riuscito a convincere l’esigente allenatore a concedergli sempre più fiducia nel ruolo di terzino sinistro, tanto che ormai da molti mesi è padrone assoluto di quella fascia e sta attirando, gara dopo gara, sempre più osservatori dei grandi club.

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