PELLEeCALAMAIO ospita la scrittrice Cristina Lattaro

E’ un piacere per me intervistare nel mio blog una scrittrice che non ho remora di chiamare “amica”: Cristina Lattaro. Insieme abbiamo condiviso le emozioni di un esordio targato Nulla die a poca distanza l’uno dall’altra e tuttora stiamo perseguendo nel nostro cammino letterario cercando di inserire mattoni pesanti nella costruzione del nostro “sogno”.

“Ciao Cristina, ho accennato brevemente al tuo esordio da scrittrice con il bel volume “La saggezza dei posteri”, edito da Nulla die. Puoi riavvolgere il nastro della memoria e raccontarci gli stati d’animo che hanno preceduto e accompagnato questa nuova avventura?”

Ciao Gianni, innanzi tutto grazie per l’ospitalità. Anche io non ho remore nel chiamarti “amico” e spero di non averle a lungo! Gli stati d’animo di allora in parte li abbiamo condivisi visto che abbiamo aspettato insieme che uscisse il nostro libro d’esordio.  L’attesa è stata lunga e snervante, devo dire, sebbene la tua di qualche mese più breve. Ho avuto il primo contatto papabile con la Nulla Die nel  febbraio 2011, a maggio ho firmato il contratto e il 6 dicembre 2011 c’è stata l’uscita. Non conoscevo affatto il mondo dell’editoria, non che lo conosca neanche oggi, ma avevo solo compreso l’essenziale, tuttavia. Che c’erano le case editrici non a pagamento, quelle che potevano chiedere contributi agli autori e quelle che i soldi le chiedevano sempre. Aver esordito con una CE free era quanto mi bastava e quanto volevo, nulla di più e nulla di meno.

“Da aspirante scrittrice ad autrice “pluri – pubblicata”… so che avevi già un paio d’anni fa diversi libri nel famoso cassetto, e a quanto pare molti di essi sono poi stati pubblicati, con diverse case editrici. Hai dovuto rimetterci mano prima di proporli agli editori o erano già “maturi”, pronti per essere immessi nel mercato?”

Allora, avevo due libri nel cassetto oltre a La saggezza dei posteri. Il volo di carta è stato il primo libro che ho scritto in assoluto. Avevo impiegato due anni per la sua stesura ed era enorme. Motivo per cui avevo compreso quanto sarebbe stato controproducente proporlo come libro d’esordio. L’ho rivisitato l’anno scorso e ho avuto l’opportunità di farlo uscire diviso in due ebook pubblicati da una CE che mi ha garantito tre elementi. La serietà nella selezione testimoniata dalla qualità del catalogo, il prezzo molto basso e il possesso dei diritti per lo sfruttamento del cartaceo. Ho considerato il romanzo come battezzato e l’ho impiegato come veicolo per diffondere il nome. Il riscontro, inoltre, mi ha dato l’energia sufficiente per intraprendere la via dell’autopubblicazione (la prossima settimana il cartaceo sarà disponibile su youcanprint) e il lusso di un prezzo di copertina pari a 23 euro per 750 pagine rilegate filo refe. L’altro libro che avevo nel cassetto è molto distante come stile da come scrivo adesso ed è pure abbastanza corposo. Quindi l’ho accantonato per il momento, in attesa di avere il guizzo giusto per riprenderlo in mano. Non l’ho abbandonato, l’ho solo parcheggiato.

il romanzo d'esordio della prolifica scrittrice Cristina Lattaro

il romanzo d’esordio della prolifica scrittrice Cristina Lattaro

“Da “Lusores” a “Milites”, passando per romanzi più di tipo fantastico, seppur sia comunque un termine un po’ improprio nel tuo caso, cosa è cambiato? Noto che, nonostante sfumature diverse, ricorrono temi come l’omosessualità e la vita militare, riferendomi pure al già citato “La saggezza dei posteri”. Hai attinto a esperienze personali o che comunque conosci da vicino o sono meri frutti della tua fantasia di scrittrice?”

Conosco la vita calcistica grazie alla prepotenza dei mass media e alla frequentazione di mia madre e di mia sorella che sono accese tifose della Lazio. Conosco la vita militare perché  mio padre era sottufficiale dell’aeronautica e anche i quattro fratelli di mia madre hanno indossato la divisa per mestiere. Tuttavia non ho mai saputo in presa diretta di storie d’amore gay sebbene io abbia poi avuto l’esigenza di raccontarne due. Ci tengo comunque a dire che l’elemento fantastico, che menzioni, è sempre presente nei miei scritti. È importante sottolinearlo poiché il corso degli eventi nei plot non è stato concepito per ricalcare la vita vissuta, ma per parlare della vita vissuta contaminata dal magico con effetti imprevedibili, soprattutto nel finale.

“Con l’esperienza acquisita di questi anni, come è cambiata la tua percezione sul fenomeno legato alle piccole pubblicazioni? Tu poi hai pubblicato con diverse di queste, sia cartaceo che in digitale. Qual è l’aspetto che maggiormente fa la differenza nel constatare la validità o meno di una casa editrice piuttosto che un’altra?”

Il mondo della piccola editoria è davvero vario e complesso. Per quel che mi riguarda pochi sono i fattori che secondo me, e per me, fanno la differenza. Naturalmente parliamo di case editrici completamente free.  La selettività del catalogo, innanzi tutto. Il prezzo di copertina, poi, poiché annotare un titolo troppo caro è frustrante. La presenza nei festival nelle fiere, poi, che sono una vetrina per l’autore.

 “Da tempo conduci un interessante programma su una tv locale del Lazio dedicata all’editoria, dove dai giustamente molto spazio alle pubblicazioni un po’ “nascoste”. Come è nata questa collaborazione?”

È nata per caso, come accade spesso per le cose della vita. Sono riuscita a parlare con l’allora responsabile dei palinsesti della RLTV, un’emittente reatina che trasmette in diretta nel Lazio su digitale terrestre e via streaming su web. Le è piaciuta la mia idea di parlare in tv dell’editoria sconosciuta ai grossi mass media. A corredo, ho trovato una giornalista seria, preparata e intelligente con cui è stato tutto subito facile.

“Ultima domanda… prima di chiederti quali sono i tuoi obiettivi (abbiamo ben capito che non sei in grado di stare con le mani in mano), non pensi che le troppe pubblicazioni quasi simultanee possano creare “confusione” nei lettori o che i tuoi interessanti libri si possano “perdere” nel marasma delle uscite?”

Gianni, ti ringrazio per questa domanda. Quello delle molte pubblicazioni è un aspetto che ho valutato e che spero di gestire con la varietà dei generi. Se consideriamo le uscite di inizio anno, ho pubblicato una storia d’amore omosessuale, un fantastico psicologico e un erotico. Insomma, ho cercato di non saturare con la varietà. L’ultimo libro che ho scritto è un noir… Gli obiettivi non li conosco ancora, vediamo che succede!

A presto, e in bocca al lupo per tutto, Cri

Grazie Gianni, crepi e in un grosso in bocca al lupo anche a te!

cris

 

 

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