Aspettando la Lazio, il Catania vola a – 3 dalla zona Champions League!

Da anni alcune squadre italiane non fanno più notizia. Parma, Cagliari, Chievo e Catania ormai sono realtà ben consolidate, man mano che passano i campionati. Cambiano gli allenatori, ma le rose paiono consolidate, forti di cicli che stanno contribuendo a garantire risultati. Ma se Parma, Cagliari e Chievo fanno i conti con salvezze che poi, più o meno agevolmente, riescono in effetti a raggiungere, il Catania da tre stagioni a questa parte sembra aver alzato imperiosamente l’asticella delle ambizioni, issandosi sino a posizioni davvero insperate e raggiungendo le migliori prestazioni di tutta la sua lunga storia.

Artefice dei miglioramenti è stato lo scorso anno un tecnico in ascesa come il giovane Montella, ma quest’anno Rolando Maran, se possibile, sta ancora facendo meglio, forte delle esperienze maturate a Brescia, Trieste e soprattutto Varese.

Meno spettacolare, forse, del collega napoletano, ma più pragmatico e continuo. Forse è anche una questione legata al “ruolo” di provenienza in campo: Montella, l’Aeroplanino, è stato una punta tra le migliori italiane della sua epoca, un enfant prodige nel ruolo di attaccante, mentre Maran ha vissuto una carriera, seppur dignitosa, certamente lontana dalle luci ribalta, solido difensore di un Chievo che non era ancora quello “dei miracoli”.

il regista Lodi e il fantasista tascabile Gomez: i due pezzi pregiati di uno splendido mosaico

il regista Lodi e il fantasista tascabile Gomez: i due pezzi pregiati di uno splendido mosaico

Ma il merito, come anticipato, va suddiviso tra le parti: una società modello che, pur non contando più sull’esperto ds Lo Monaco . che fuori da qui comunque sta combinando pochino – si avvale di persone come il patron Pulvirenti e il direttore generale Gasparin, uno che il calcio lo conosce davvero in profondità; e poi, ovviamente, vengono i giocatori, più o meno gli stessi da 3/4 anni a questa parte.

La squadra rossoazzurra, più volte definita una colonia argentina per l’elevato numero di atleti provenienti da lì, gioca a memoria un calcio fantasioso, grintoso, consolidato, efficace e piacevole a vedersi. Non c’è un leader, ma tanti buonissimi calciatori che stanno concorrendo al raggiungimento di un sogno, se è vero che la squadra dell’Etna, nel momento in cui scrivo (con la Lazio che deve recuperare una gara) si trova a – 3 dalla zona Champions League, dal terzo posto ora appannaggio del Milan. E in una classifica così corta, dove dal terzo posto in poi, sembra mancare la componente della continuità nella maggior parte delle squadre in corsa per l’Europa, proprio il Catania potrebbe, sorretta da un tangibile entusiasmo, mettere a segno il colpo grosso!

Ecco i protagonisti di questa splendida realtà provinciale, emanazione comunque di una città molto popolata.

ANDUJAR come il portiere della Samp Romero, fa parte della rosa della nazionale argentina. E’ ritornato sicuro di sè e più consapevole dei suoi notevoli mezzi, dopo il breve allontanamento. Gran fisico e capacità di guidare al meglio la difesa

ALVAREZ poco reclamizzato il terzino tutta grinta, che può alla bisogna ben figurare anche a sinistra. Un “tracagnotto” che in campo non molla mai l’osso, come Andujar ha vissuto una stagione lontana da Catania, ma una volta rientrato non ha più lasciato il suo posto come terzino destro

SPOLLI per anni ha composto con Silvestre (poi smarritosi nella metropoli Milano) una delle migliori coppie di centrali di tutta la A. Ormai pronto per grandi palcoscenici, anche se mi verrebbe difficile vederlo con indosso un’altra casacca

LEGROTTAGLIE ne ha vissute di vite calcistiche il buon Nick e anche a Catania riesce a fare la differenza, con la sua lunghissima esperienza ad alti livelli maturata, il suo equilibrio, la sua tecnica. 37 anni e non dimostrarli, forse raggiungerà l’amico Del Piero a Sydney

MARCHESE letteralmente esploso a Catania, dopo le timide esperienze a Torino e Chievo, tra le altre. Ha soffiato il posto a Capuano, quando il napoletano era infortunato, ma poi non ha più lasciato il ruolo di terzino sinistro, diventando uomo mercato, col suo contratto vicino alla scadenza.

IZCO tra i più “vecchi” come militanza, da dodicesimo uomo, classico jolly utile a coprire più ruoli, da un paio d’anni si è appropriato stabilmente della fascia destra. Col suo temperamento e la sua condizione atletica al top, riesce ad aiutare il centrocampo, a inserirsi, correndo spesso e volentieri per due

LODI uomo mercato conteso dalle big, a quasi 30 anni Francesco è probabilmente – escluso Pirlo – il miglior regista della serie A. Grande talento sin da quando aveva 16 anni e vestiva da leader le maglie della nazionali giovanili azzurre. Il ruolo a metù tra centrocampo e attacco lo ha penalizzato ma piazzato davanti alla difesa fa letteralmente la differenza. E nei calci di punizione è efficace quanto Mihajlovic, tra l’altro ex tecnico della squadra.

ALMIRON un centrocampista esperto, figlio d’arte, la cui formazione calcistica è avvenuta in Italia, quando giunse giovanissimo all’Udinese. Molte le casacche cambiate, con possibilità di emergere ad alti livelli fallita alla Juventus, ma sembra che la dimensione migliore per le sue qualità e la sua personalità sia proprio quella delle provinciali, visto anche quanto bene ha fatto a Bari. Lo paragonavano a Veron, non ha la stimmate di quel fuoriclasse ma ormai è un campione di affidabilità

BARRIENTOS un sogno inseguito a lungo, con l’argentino spesso fermo ai box ma mai abbandonato dalla società che è sempre stata convinta delle immense qualità tecniche di questo fantasista. Non segna molto, non è nemmeno tanto veloce. appare assai gracile ma tocca il pallone in maniera incredibile, non spreca una palla e sa sempre dove lanciare il pallone, quale giocata sia la migliore da fare in un determinato momento

BERGESSIO centravanti atipico per il calcio italiano, uno di quelli che non si risparmia, che apre varchi, che corre, mettendo in campo anima e cuore. Non segna tantissimo ma i suoi gol sono sempre “d’autore”, titolare indiscusso con ogni allenatore

GOMEZ insieme a Lodi è forse il giocatore del Catania più monitorato e visionato della squadra, visto che da anni garantisce giocate spettacolari mai fini a sè stessi, un talento innato e una forza, una determinazione che il fisico assai minuto (alla Giovinco) non ha mai penalizzato. Dribbla quando occorre, inventa assist a ripetizione e spesso e volentieri coglie marcature di rilievo.

Ma tutta la rosa sembra ben attrezzata, a cominciare da quei giocatori in grado sempre di farsi trovare pronti, su tutti la bandiera Biagianti, che pure aveva esordito in Nazionale, prima di incappare in una lunga serie di problemi fisici, il difensore Bellusci, paragonato al giovane Cannavaro e la punta Castro, che si è inserito con un’incredibile naturalezza e spesso funge da titolare nel tridente offensivo.

Non si sa dove arriverà alla fine il Catania ma certo è doveroso rimarcarne le imprese, visto che, al di là dei risultati, ciò che colpisce è la splendida alchimia tra giocatori, titolari e riserve, tecnico e società… e poi gli 11 di Maran giocano un calcio davvero bellissimo

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