Antonio Maggio vince con merito Sanremo Giovani… l’augurio è che possa costruirsi una carriera “vera”

E così il Festival di Sanremo 2013, edizione Giovani, va in archivio con la vittoria, a mio avviso meritata, di Antonio Maggio.

Concordo pure negli altri premi assegnati ieri, a cominciare da quello intitolato a “Sergio Bardotti”, per il miglior testo, assegnato al Cile, mestamente eliminato una volta esibitosi mercoledì.

Difficile arrivare da favoriti e andarsene precocemente, il premio lo risolleva e mi sembrava sincero e visibilmente emozionato quando ha detto, ricevendo il premio, che per lui era già una sorta di vittoria essere giunto sin lì.

Nonostante mi aspettassi un po’ di più da lui, ammetto che il testo non è male, anche se mantiene un registro poetico molto affine a “Cemento armato”, la hit che lo aveva fatto conoscere e conquistare le classifiche.
Piccola nota a margine… il Cile è stato eliminato dal televoto, a questo punto immagino che i suoi numerosi fans non guardino il Festival, altrimenti con tutti i dischi che ha venduto sinora non so spiegarmi come mai abbia raccolto così pochi voti!

Premio della Critica “Mia Martini” assegnato invece a Renzo Rubino – giunto poi terzo nella gara – , e anche qui c’è poco da eccepire: il ragazzo, su cui già alla vigilia si erano mossi paragoni importanti, ha stoffa e personalità e ha portato sul palco un tema attuale, senza cadere nella retorica.

Quarti i poco accessibili Blastema e seconda Ilaria Porceddu, vince quindi Antonio Maggio, premiato dalla giuria di qualità, scesa in campo per la prima volta ieri sera e presieduta dal compositore di fama internazionale Nicola Piovani.

Non mi sono nascosto nei giorni scorsi nel dire che Maggio era il mio favorito, sia perché lo ricordo bene negli Aram Quartet, sia perché possiede un indubbio talento vocale e autoriale.

Ma qui inizio la mia riflessione… Antonio Maggio appunto era già salito agli onori della cronaca musicale con la sua meritata vittoria nella prima edizione di X Factor, quella che vide in gara Giusy Ferreri e la stessa Porceddu (la quale però ha fatto una vera metamorfosi, presentandosi al Festival).

un commosso Antonio Maggio riceve i due premi dalla giuria come vincitore dell'edizione 2013 di Sanremo Giovani

un commosso Antonio Maggio riceve i due premi dalla giuria come vincitore dell’edizione 2013 di Sanremo Giovani

Il quartetto vocale salentino era indubbiamente dotato (spiccava anche la voce di Michele Cortese, il capellone del gruppo, anch’egli all’inseguimento di una carriera solista, lontana però dai riflettori), basti raffrontare la loro versione di “Per Elisa”,  primo singolo estratto dal disco d’esordio, dopo l’exploit televisivo con quella impersonale delle “amiche” Emma e Annalisa ascoltata ieri nella serata di omaggio alla storia del Festival.

Eppure gli Aram, una volta scaduto il contratto “televisivo” si ritrovarono appiedati e fine dei sogni di gloria. Lo stesso si può dire di un altro gruppo fuori uscito da quel programma: i rocker trentini The Bastard Sons of Dioniso, che ho avuto modo di conoscere, avendo amici comuni (i Camp Lion dei grandi Leonardo, Davide e Nicola).

Ragazzi semplici, sorretti da genuina passione, sfruttarono alla grande l’onda lunga del programma, partecipando a eventi rock, televisivi o meno (come l’Heineken Jammin Festival) e raccogliendo consensi fino alla scadenza del loro contratto.

Continuano a fare la loro musica con grande dignità, ma da un po’ sono tornati tra le loro montagne e vivono ai margini del mercato discografico.

E la rossa Nathalie? Fece egregiamente il suo, partecipando a Sanremo tra i Big ma poi non si può certo dire che sia stata adeguatamente supportata dalla sua casa discografica e di lei si sono perse presto le tracce.

Non contesto il talent in sé (alla fine rappresentano, per chi vuole proporre la propria arte musicale, un contesto quasi ineguagliabile per provare a emergere) nel mentre, contesto il dopo, quando giovani artisti vengono lanciati, spesso allo sbaraglio, nel mercato, fino all’arrivo del nuovo vincitore, sul quale poi investire.

Che poi non sempre funziona così, se pensiamo al caso dell’ultimo vincitore di Amici, l’acerbo Gerardo Pulli che, nonostante il grosso seguito conquistato durante la sua permanenza televisiva, non ha avuto nessuna spinta promozionale dalla sua casa discografica (la Sony), non essendo uscito nemmeno un suo video clip.

A questo punto chi resta nel tempo dimostra di avere una marcia in più (penso a Emma o alla Amoroso) ma a che prezzo? Sono da anni sempre in tv, sotto i riflettori, non si possono permettere di sbagliare alcuna mossa.

Per questo mi auguro che Antonio Maggio possa avere almeno una possibilità di carriera, di crescere artisticamente, perché le doti ci sono tutte.

Quello chiedo a questo pazzo mercato discografico: che agli artisti sia concesso evolversi, maturare, progredire, insomma, farsi una carriera. Che non significa essere al top per 20 anni (quello accade a pochissimi e gli ingredienti per il vero “successo2 di massa sono molteplici, non conta solo il puro talento o la bravura), ma poter fare il proprio percorso.

Non mi riferisco solo ai talent… quanti bravi artisti, emersi prepotentemente tra gli anni 80 e 90 sono finiti ai margini della discografia, scoraggiati nel constatare che i loro dischi quasi non hanno più senso di esistere?

Ma cavoli, non si può mica sempre primeggiare! Fate uscire un singolo, qualcosa in rete e farete felici i vostri fans.

Casi invece come quello di Antonio Maggio dimostrano che la forza di volontà, la determinazione e il credere in sé stessi possono ancora ripagare. D’altronde lui c’aveva provato senza successo anche lo scorso anno e veniva appunto da un successo di qualche anno, senza però grosse soddisfazioni.

E’ stato in grado di ripartire, di rimettersi in gioco e sono contento per la sua vittoria.

Ps non entro nel merito della puntata di ieri, di certo sui generis, visto che si omaggiava il Festival, ma almeno una parola mi piace spenderla per Stefano Bollani, un vero fenomeno tutto italiano, uno che non ha nulla da invidiare ai migliori compositori e pianisti del mondo. E,come sempre, si è dimostrato simpatico e umile: questi sono i veri Artisti, quelli con la A maiuscola.

 

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3 risposte a “Antonio Maggio vince con merito Sanremo Giovani… l’augurio è che possa costruirsi una carriera “vera”

  1. Splendida e lucidissima analisi, complimenti davvero. Quanto talento gettato alle ortiche, negli ultimi dieci – quindici anni della musica italiana. Ragazzi validissimi non supportati da adeguati progetti artistici e nei confronti dei quali non c’è stata la dovuta pazienza, la volontà di farli crescere senza fretta e senza pressioni. E’ proprio nella situazione delle nuove leve che si vede maggiormente la crisi paurosa della discografia: per un Cile che è riuscito ad emergere, sperando che Maggio lo segua a ruota, quante grandi promesse si son perse per strada! L’anno scorso sul palco dell’Ariston c’erano tre giovani di indubbio valore come Erica Mou, Celeste Gaia e Marco Guazzone: è prestissimo per tirare le somme, il futuro è ancora dalla loro parte, ma in questi dodici mesi non sono successi sfracelli, sembra che la loro carriera abbia subìto un brusco rallentamento. Sono tempi cupi senza dubbio, forse bisognerebbe imparare a sfruttare maggiormente i mezzi messi a disposizione dall’era digitale, la rete, i social network…
    PS: sull’eliminazione del Cile ho avuto i tuoi stessi pensieri: mi aspettavo una spinta poderosa dal televoto,e invece… Mah!

    • grazie mille caro Carlo, troppo buono! però io credo sempre in quello che scrivo, mi pare il minimo e la questione del mercato discografico mi sta a cuore, avendo vissuto tempi migliori in merito. Guarda che pure lo stesso Mengoni, a sentir lui, si sentiva abbandonato e lasciato solo al suo destino, Sanremo sembrava un’ultima deriva per lui. Gli è andata bene ma occorre cambiare la mentalità

  2. poi concordo in pieno su Guazzone e Erica Mou (un po’ meno sulla Gaia), grandi talenti ma poi non li ho mai più visti ospiti in qualche programma musicale (non che ce ne siano poi molto ancora in vita in tv) o alla radio. spero vadano avanti, si meritano di fare strada

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