Blur live in Italia: si va di britpop!

Dopo i Pulp, visti l’anno scorso a Pordenone, è la volta dei Blur che torneranno in Italia per una mini serie di concerti. E tutti i fans del gruppo, come me, non possono che gioire, visto che si tratta di un gruppo che assolutamente ha fatto la storia – non solo del pop rock di matrice inglese anni ’90 – ma di tutto un periodo musicale davvero unico, se si pensa che in quel decennio ci furono pure l’esplosione del grunge e la definitiva consacrazione dell’hip hop. Ma un nuovo rinascimento inglese lo si era avuto proprio grazie al quartetto di Colchester, che ha saputo, partendo dal movimento baggy, progredire vorticosamente album dopo album, fino all’epocale “Parklife”, manifesto di un’intera generazione brit-pop. Poi ci fu la rivalità con gli altri super big del genere, gli Oasis dei fratelli Gallagher e la svolta totale da un punto di vista musicale, con la rinuncia alle facili melodie beatlesiane in favore di suoni più sporchi, più rock ma in un certo senso più articolati, più “artistici” sulla falsariga di ciò che, in modo assai più grezzo, producevano quando da giovanissimi ancora si facevano chiamare Seymour.

I Blur ai tempi d'oro, negli anni 90

I Blur ai tempi d’oro, negli anni 90

Un grande gruppo quello di Damon Albarn, poliedrico frontman, Graham Coxon, geniale e schivo chitarrista, Alex James, il bassista glamour e Dave Rowntree, che tutto sembrava tranne che un batterista rock.

La sigla Blur era stata in qualche modo congelata, ma già dopo la dipartita dell’irrequieto Coxon, che mal sopportava le luci accecanti del successo e del music business, di fatto non esisteva più, con i componenti della band tutti protesi verso altri progetti.

Soprattutto il leader Albarn, l’intellettuale del gruppo, si era dato un gran daffare in questi anni, sia alla guida dei Good, Bad & Queens, poliedrico gruppo pop orchestrale, fautori di un album che sapeva di colonna sonora morriconiana, sia come mentore e factotum della sigla Gorillaz, dietro la quale appunto si celava il suo genio creativo. Band virtuale, composta da personaggi fumettistici, assieme al produttore Dan Nakamura e al disegnatore Jamie Hewlett, ha messo insieme una miriade di singoli pop dance elettronici, in grado di scalare le classifiche internazionali grazie al sound dall’indubbio appeal.

Graham aveva continuato a pubblicare validi album lo-fi, mentre Alex si era prodigato sopratutto come autore e conduttore tv, famoso soprattutto per un suo documentario sul trattamento della coca in Colombia.

La reunion dei 4 era già avvenuta fragorosamente nel Regno Unito, con splendide e acclamate esibizioni nei Festival più prestigiosi di Inghilterra; poi era stata la volta di un paio di nuovi brani, più vicini alle atmosfere degli ultimi Blur a dire la verità, più che di quelli freschi e orecchiabili dei tempi belli, ma è stato pur sempre una grande gioia risentirli in studio.

Ora finalmente l’ufficialità delle date italiane e… noi ci saremo, in prima linea! Con gli amici di sempre, appassionati incalliti brit pop, con la nostalgia che scorrerà a fiumi, con la felicità che si leggerà nei nostri occhi, con le canzoni da mandare a memoria, in cori sfrenati. Immensi Blur, ci vediamo a luglio!

I Blur di nuovo insieme, versione 2013

I Blur di nuovo insieme, versione 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...