Dopo Marco Benassi, che ha esordito brillantemente in serie A con l’Inter, quanti dei suoi compagni lo seguiranno presto?

Che l’Inter sia una delle società più attente al vivaio, settore per cui investono fiori di milioni all’anno, è sotto gli occhi di tutti, indipendentemente dalle (tante) vittorie susseguitesi negli ultimi 10 anni nelle varie categorie Giovanissimi, Allievi e Primavera, ultimo lo scudetto del 2012 del campionato intitolato a Facchetti, grazie a Longo, Livaja, Mbaye, Crisetig e Romanò.

A livello giovanile le gerarchie ovviamente sono meno marcate, e squadre come Empoli, Perugia, Lecce, per non parlare di Atalanta e Torino che, per tradizione, possono vantare il miglior vivaio in assoluto, possono assolutamente competere con le big quali le milanesi, le romane o la Juventus. Di recente si sono issate sul gradino più alto della Primavera anche le due genovesi o il Palermo, e i giovani fuoriusciti da lì soltanto in tempi recenti si stanno in qualche modo affermando.

Ma il trend da quest’anno, come scritto in altri post, sta cambiando e a guidare le fila di una nuova generazione c’è l’Inter, che ha il merito di aver pure promosso in prima squadra Stramaccioni,  l’allenatore che aveva condotto i suoi giovani alla conquista della “Champions League dei giovani”.

L’annata del ’94 è una delle più fulgide, con ragazzi che già si sono messi in luce vincendo il campionato Allievi un paio d’anni fa. Di quella nidiata, è approdato già precocemente in prima squadra il regista/mediano Marco Benassi, invero a metà ancora con il Modena, squadra dove è cresciuto, in tutti i sensi.

il regista della primavera dell'Inter, Marco Benassi, ha esordito brillantemente in serie A

il regista della primavera dell’Inter, Marco Benassi, ha esordito brillantemente in serie A

Benassi sta mettendo sù centimetri e muscoli, e da preciso e ordinato mediano sta facendo valere doti atletiche che sembravano solo potenziali. Una sicurezza, tanto da indurre l’attuale mister della Primavera Daniele Bernazzani ad arretrare al centro della difesa il regista Sala, figlio d’arte, che nella pulizia del tocco, nel lancio lungo e preciso ricorda sin troppo da vicino il celebre padre, regista dell’Udinese ai tempi di Zico.

Ma dell’annata ’94 fanno parte altri prospetti molti validi, come il terzino di spinta Bandini, capitano in pectore, dotato di spiccata personalità e capacità di interpretare le due fasi di gioco nel migliore dei modi. A sinistra in difesa c’è Ferrara, ancora forse un po’ fragile, mentre da tenere d’occhio sono soprattutto l’italo – brasiliano Yago Del Piero, giunto da Treviso e, stando a radiomercato, destinato a giorni al Cesena, in B e il trequartista Garritano, autentico satanasso delle difese, che riesce a sconquassare con la sua tecnica e i suoi cambi di gioco. In attacco, in quegli Allievi vincenti, ci stavano pure Terrani, seconda punta mobile e imprevedibile e Monachello, ora al Parma, implacabile bomber da area di rigore. Sta maturando decisamente negli ultimi due anni anche il laterale destro, ma di piede mancino, Belloni. Il fantasista toscano deve mettere più grinta nelle sue giocate, essere meno timido, ma i numeri di alta scuola che mostra sull’out destro, quel suo modo di sfuggire via ai difensori con finte e controfinte ne certificano il purissimo talento.

Insomma, non si sa quanti di questi giovanissimi under 20 finiranno a giocare tra i “grandi” come accaduto a Benassi, ma compito dello staff dell’Inter sarà quello di non dilapidare un autentico tesoro trovato in casa.

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