Sanseverino (che bell’esordio in A!), Bollino e Vassallo: la salvezza del Palermo potrebbe passare da giovani di indubbio valore

Il Palermo sta vivendo una stagione oltremodo negativa dopo aver sfiorato anche traguardi importanti nelle scorse stagioni in massima serie. A poco sinora è servito l’innesto in panchina di un tecnico qualificato come Gasperini, anche se forse ancora scottato dalla breve e infausta parentesi alla guida dell’Inter.

Il calciomercato porterà ancora degli acquisti e certamente Zamparini non ha intenzione di veder rompersi il giocattolo dalle mani, dopo tanti sacrifici fatti negli anni.

Giulio Sanseverino e Mauro Bollino, talenti emergenti del Palermo, già pronti per la dire la loro in serie A

Giulio Sanseverino e Mauro Bollino, talenti emergenti del Palermo, già pronti per la dire la loro in serie A

Ma accanto a giocatori nuovi, ce ne sono alcuni che potrebbero sbaragliare le carte partendo… da casa! Ieri nella sfortunatissima gara disputata contro il Parma e persa all’ultimo secondo dei minuti di recupero, ha esordito da titolare il laterale di centrocampo Giulio Sanseverino e per molti addetti ai lavori è stato tra i migliori della squadra rosanero, prendendo la sufficienza piena al cospetto di giocatori esperti e navigati. Soluzione estemporanea e/o dettata dalla “disperazione”, oppure il tecnico si è accorto da tempo di avere tra le mani un potenziale campioncino già noto a tutti gli esperti di calcio giovanile italiano? Classe ’94 unisce corsa, personalità e senso tattico e costituisce con il più tecnico Bollino e il più combattivo Vassallo un terzetto di sicuro avvenire, probabilmente ad alti livelli.

Mauro Bollino è più un fantasista/regista, classico 10 e protagonista di tutte le nazionali under azzurre, e ieri sedeva in panchina, in attesa di esordire, come successo appunto a Giulio, e per giunta da titolare. Francesco Vassallo, invece, di un anno più grande, attualmente è a Foligno, voluto dall’ex Giovanni Tedesco. Mediano tutto polmoni e grinta, sorta di neo Gattuso, ha colpito addirittura Arrigo Sacchi, che ha indicato in lui un esempio di come si debba pressare lungo i 90 minuti.

Insomma, con un po’ di coraggio nel lanciare i suoi giovani migliori, forse il Palermo potrebbe trovare la panacea dei propri mali. Un male oscuro, se è vero che la rosa, pur privata negli ultimi due anni di gente di qualità come Pastore e Silvestre (tanto per fare due nomi) certamente non sarebbe da retrocessione sulla carta.

Ma si sa che alla fine a parlare è sempre il campo, e allora chissà che non possano davvero dire la propria, nel contesto di una rivoluzione tecnica in atto, i giovani talenti di casa. In fondo da anni la società opera bene a livello giovanile, come attestato da uno splendido scudetto primavera di qualche anno fa, quando in rosa spiccavano elementi come i difensori centrali Terranova (ora valido protagonista nel lanciatissimo Sassuolo) e Cossentino, la mezzapunta Misuraca o il centravanti Mbakogu, ora alla Juve Stabia che ricordava in tutto e per tutto Didier Drogba.

Da queste parti, in fondo, c’è gente che se ne intende, e parecchio!

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