Nuovi portieri italiani crescono: ecco la generazione dei fenomeni Perin, Bardi, Leali, Colombi e il rinato Fiorillo

Dopo qualche stagione interlocutoria in fatto di giovani portieri – antica e rinomata scuola calcistica tutta italiana – con Buffon a imperversare e a candidarsi come miglior interprete di ogni epoca, assieme al monumento Dino Zoff, e gli altri a raccogliere briciole e a sottostare a una pletora di portieri esteri, campioni e non, quali Julio Cesar, Dida, Taffarel, Frey ma anche Kalac, Lobont, Carrizo ecc… ora finalmente si sta assistendo a un progressivo ma imponente ricambio generazionale, con autentici talenti destinati a lasciare tracce profonde in questa nuova era calcistica.

Inutile e forse dannoso tirare in ballo l’etichetta di “Nuovo Buffon”, anche se poi l’appellativo viene sovente buttato nella mischia da giornalisti senza fantasia, ma è innegabile che laddove hanno convinto a metà Sirigu, Viviano e Marchetti, i migliori tra i nati fra l’83 e l’87, ora possono invece farcela a conquistarsi spazio e gloria gente come Perin, Bardi, Leali, Colombi o il rinato Fiorillo.

Mattia Perin, già titolare in serie A col Pescara

Mattia Perin, già titolare in serie A col Pescara

Di Perin abbiamo imparato ben presto ad apprezzarne in particolar modo le doti atletiche, quella sua agilità e velocità che lo fanno rassomigliare a un portiere “di carta” quale il mitico (lui sì davvero!) Ed Warner del manga Holly e Benji. Capelli lunghi, sguardo furbo e già una buona esperienza sin qui maturata, con moltissime presenze nelle rappresentazioni giovanili (ha partecipato da titolare a un Mondiale Under 17), una vittoria nel campionato Primavera col Genoa, società in cui è cresciuto e vinto insieme al fenomenale El Shaarawy e già titolare in A a Pescara dopo l’apprendistato della scorsa stagione a Padova, nonostante abbia già subito molti gol nella massima serie è in grado altresì di distinguersi con una personalità strabordante e grandi parate.

Bardi, estremo difensore del Novara

Bardi, estremo difensore del Novara

Bardi, passato da giovanissimo (come la punta Dell’Agnello) dal Livorno all’Inter per poi tornarvi da professionista in B, è come Perin un validissimo portiere del ’92, sempre nel giro delle nazionali azzurre e rispetto al suo collega molto più prestante e quadrato. Quest’anno a Novara sta dimostrando di possedere molta stoffa tra i pali, infondendo la giusta sicurezza ai compagni di reparto. Quasi scontata la sua presenza in una squadra di serie A nella prossima stagione.

Colombi del Modena

Colombi del Modena

 

Meno reclamizzato l’ex atalantino Colombi (91) che quest’anno a Modena è quello che maggiormente ha fatto passi in avanti dopo le buone prove mischiate a qualche imbarazzo nella passata stagione, la sua prima in B. In un contesto di grande affidabilità, come la difesa dei canarini, Colombi pare deciso a far guadagnare molti punti alla sua squadra.

Nicola Leali, il più giovane del lotto

Nicola Leali, il più giovane del lotto

E veniamo al “Nuovo Buffon” (a rieccoci, ci sono cascato anch’io), Leali, attuale portiere del Lanciano che la Juventus ha acquistato, strappandolo a una nutrita concorrenza al Brescia. Più giovane tra i portieri citati (è un 93) dopo le timide escursioni da professionista nella squadra lombarda, prima che il tecnico puntasse sull’esperienza del solido trentaquattrenne Arcari, sta disputando una splendida stagione in Abruzzo, nonostante sia un campionato alquanto complicato per la squadra di Gautieri, matricola assoluta della cadetteria. Alterna prodezze a qualche inevitabile ingenuità ma la bilancia pende nettamente dalla parte delle prime. Ne sentiremo parlare a lungo, basta che non si monti la testa, viste le notevoli attese suscitate.

Vincenzo Fiorillo, campione ritrovatosi a Livorno

Vincenzo Fiorillo, campione ritrovatosi a Livorno

Infine il migliore del lotto (parere ovviamente personale), uno di quelli che appunto dopo le meraviglie dei campionati giovanili, trascorse da autentico predestinato del calcio italiano, a poco più di 20 anni sembrava quasi perso per il grande calcio. Sto parlando di Vincenzo Fiorillo, attuale portiere del Livorno, autentico enfant prodige dei settori giovanili azzurri, vincitore ai tempi della Sampdoria di uno splendido scudetto primavera con gente come Poli, Marilungo, Jonathan Rossini e Mustacchio fra gli altri.

Fisico imponente, buona reattività, quasi insuperabile fra i pali e ricco di personalità, non ha mai spiccato il volo, perdendosi fra incomprensioni, qualche goffo intervento, al limite della “papera” (ma a chi in fondo non è capitato?), fino alle discussioni sul suo reale valore, le accuse da più parti di scarsa indole al professionismo che hanno finito per minare la sicurezza nei propri notevoli mezzi tecnici. Dopo un peregrinare infruttuoso di squadre e categorie (finendo in panchina in Lega Pro allo Spezia) quest’anno sta trovando a Livorno, in una squadra lanciatissima verso il meritato e clamoroso (alla vigilia) ritorno in serie A, quella continuità di rendimento che gli era sinora incredibilmente mancata. E così al Picchi si sta rivedendo il portiere promettente su cui tutti gli addetti ai lavori erano pronti a scommettere.

Il ruolo del portiere è forse il più difficile per un giovane, e molti maturano tardi rispetto ai pronostici. Occorre avvertire la fiducia di una squadra che deve necessariamente affidarsi a te, che detieni un ruolo estremamente importante all’interno della rosa. Sei l’ultimo baluardo, l’estremo difensore, un tuo errore può compromettere l’intera posta in palio della gara. Per questo la personalità è d’obbligo, ma questa la si affina anche e soprattutto con l’esperienza, la stessa che quest’anno Perin, Bardi, Colombi, Leali e Fiorillo stanno giustamente acquisendo in maniera positiva.

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2 risposte a “Nuovi portieri italiani crescono: ecco la generazione dei fenomeni Perin, Bardi, Leali, Colombi e il rinato Fiorillo

  1. Col tutto il rispetto di questi giovani, che stanno crescendo bene (soprattutto Perin e Fiorillo), vorrei ricordare che Federico Marchetti, classe 1983, da qualche anno è superiore sia a loro che a Sirigu e Viviano e, in non poche occasioni che in Nazionale maggiore dovrebbe essere presente prima ancora di De Sanctis e Sirigu. Ma naturalmente anche il mio è ‘un parere ovviamente personale’.

    Un saluto.

    • ciao Alessandro, e grazie per il tuo intervento. Ovviamente qui la lente d’ingrandimento era rivolta ai giovani under 21, visto che si tratta di una generazione piuttosto interessante. Su Marchetti ho speso in più occasioni parole d’elogio. A mio avviso, dopo Buffon è il miglior portiere italiano, con la sola “sfortuna” di aver partecipato, da titolare, alla disfatta di Sudafrica 2010. Mi spiace che, a causa di quel Mondiale, abbia in pratica perso il treno giusto, e che abbia perso tempo prezioso a Cagliari, rimanendo fermo un anno. Ma si tratta di un portiere dalle doti fuori dal comune, hai fatto benissimo a rimarcarlo

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