Che bella squadra il Bologna di Pioli

Giunti quasi al termine del girone d’andata del campionato di serie A, di molte squadre si è già detto di tutto e di più, nel bene e nel male: dalla Juventus nuovamente e meritatamente padrona del gioco, al Milan in ripresa sotto la guida del talento purissimo El Shaarawy, all’Inter di Strama che, come il Napoli, sul più bello stenta a fare il gran salto, fino alla consolidata Lazio e alla pimpante Fiorentina di un tecnico in grande ascesa come Montella. Poi, il vuoto, con squadre allineate tra una zona “tranquilla” e un’altra più melmosa, ma con grandi differenze.

Gilardino e Diamanti, i trascinatori del Bologna 2012/2013

Gilardino e Diamanti, i trascinatori del Bologna 2012/2013

Per questo oggi ho voglia di scrivere di una compagine poco reclamizzata ma in grado di mostrare sempre bel calcio, anche al cospetto di squadre che sulla carta le sono superiori: il Bologna.

Sì, la squadra felsinea che da diverse stagioni a questa parte, un po’ come Cagliari e Chievo non fa più notizia nella conquista di salvezze in serie piuttosto comode, quest’anno era partita con buoni propositi ma non di certo sospinta dal valore dei risultati… questo fino al recente exploit in quel di Napoli, dove gli 11 di Pioli hanno sfoderato un partitone, giustamente concluso con una notevole vittoria, coronata da spettacolo e bei gol.

Una squadra finalmente a trazione anteriore con le due punte – il rinato Gilardino, non certo vecchio ma che sembrava sul viale del tramonto dopo la precoce gloria e l’emergente Gabbiadini, invero assai poco prolifico fino alla passata stagione – più il genio e concretezza rappresentato da Diamanti e dispensato in dosi sempre maggiori, gara dopo gara.

Come Baggio, Signori e Di Vaio, infatti anche Alberto, ex grande bomber della nazionale, sta ritrovando gli antichi splendori, i gol e la personalità necessaria a caricarsi sulle spalle il peso offensivo della squadra. In difesa, il modulo varia a seconda, non tanto degli avversari, ma proprio dei vari momenti di gioco. Dai tre centrali (prima di Portanova, appena rientrato dopo squalifica, spesso e volentieri erano Antonsson, il giovane ex bianconero Sorensen e Cherubin) più due stantuffi laterali come Garics (o Motta) e Morleo alla linea classica a 4, che privilegia i due mediani in mezzo al campo e le incursioni di gente come Konè, decisivo al San Paolo con i suoi guizzi imperiosi.

In mezzo una batteria di giocatori interessanti, dal redivivo Guarente, tornato finalmente in Italia, al talentuoso Taider, appena ventenne ma che giostra da regista o da mezzapunta con la maestria di un veterano, dal roccioso ed esperto Perez al finalmente recuperato dai vari infortuni Krhin. L’ex interista, tutto polmoni e senso tattico, è uno dei miei “pallini”, sin da quando giocava (e vinceva) in un’Inter primavera, composta da gente come Super Mario Balotelli, Biabiany, Siligardi e Bolzoni.  Finalmente sembra avviato alla consacrazione.

Insomma, una gran bella realtà, capace di mettere in difficoltà chiunque con la qualità dei singoli interpreti, nel contesto di un gioco di squadra molto collaudato. Certo, il campionato è equilibrato e, se non si fanno risultati, è facile rimanere risucchiati nel fango della zona retrocessione, ma sotto le due Torri quest’anno ci sono davvero tutti i presupposti per far divertire il pubblico e conseguire ottimi risultati.

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7 risposte a “Che bella squadra il Bologna di Pioli

  1. Sono fondamentalmente d’accordo con te, anche se a ben guardare emerge comunque una certa modestia tecnica al centro e soprattutto in retroguardia, con alcune eccezioni che tu hai sottolineato. Però Pioli ha dato una buona impronta di gioco, e quei due satanassi lì davanti sono un lusso per la lotta salvezza. Per quanto mostrato finora, il Bologna è la squadra che più di tutte meriterebbe la permanenza. .

    • sì, come spesso accade involontariamente ho agito da “gufo” 🙂 non me ne vogliano i tifosi rossoblu ma proprio dopo questo post celebrativo è arrivata l’inopinata sconfitta casalinga (e per di più nel derby col Parma!) ma resto fedele alle mie parole. Sono convinto che il Bologna abbia più qualità spendibile in campo rispetto ad altre compagini impelagate nella melma della lotta per non retrocedere

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