Eugenio Corini può condurre il Chievo all’ennesima salvezza in serie A

Eugenio Corini è un predestinato del nostro calcio, anche da allenatore, e poco importa che i suoi precedenti non siano molto incoraggianti, visto il fallimento a Portogruaro e le poco felici esperienze cadette con Crotone e Frosinone. Dico questo perchè il Genio, anche da calciatore aveva abituato i tifosi e gli addetti ai lavori a continui sali e scendi, fino alla – magari – tardiva ma altresì fragorosa e clamorosa consacrazione con la maglia gialloblu del Chievo, lui che in gioventù a 20 anni si era ritrovato a dirigere il traffico nientemeno che alla Juventus, la stessa che aveva appena acquistato il nazionale azzurro del momento, il campionissimo Roby Baggio, giunto a Torino a far coppia con Totò Schillaci, dopo il boom di Italia 90. Tanta strada calcata da allora, con alterne fortune, ma senza mai smarrire la fiducia nei propri notevoli mezzi tecnici e consapevole che prima o poi la sua personalità debordante e la sua maestria nel guidare le squadre, da vero allenatore in campo, avrebbe avuto la meglio su episodi infelici e inciampi di carriera. Meritava l’azzurro, questo il vero cruccio per Corini, probabilmente il miglior regista della sua generazione, anche più forte dell’amico Demetrio Albertini che invece seppe imporsi al primo colpo nel Milan, squadra in cui era cresciuto e puntualmente lanciato titolare, dopo lo splendido apprendistato padovano.

il tecnico del Chievo, Eugenio Corini

il tecnico del Chievo, Eugenio Corini

Corini quest’anno ha davanti un’impresa difficile, ma non titanica, quella di condurre alla salvezza la sua squadra del cuore, il Chievo. E pazienza se magari non sarà una salvezza comoda, come quella centrata da alcuni predecessori come Di Carlo o Pioli. In una stagione, in cui la squadra della diga pare ridimensionata o indebolita, lui ha saputo ridonarne le caratteristiche principali, dei tempi in cui giocava lui: la voglia di continuare a sognare, o volare, riferendoci a quell’appellativo, i “Mussi Volanti”, simpaticamente tirati in ballo dagli ultras rivali cittadini dell’Hellas, quando davvero pareva impensabile che le gerarchie a Verona potessero ribaltarsi. Con un Paloschi finalmente ristabilito fisicamente, un Pellissier sempre leader indiscusso, guerrieri mai domi come Luca Rigoni, il vecchio Luciano e uomini di indubbio talento come Andreolli o il francese Thereau, Corini – puntando sul bel gioco – può davvero segnare un altro punto di svolta per la società modello del calcio italiano, regalando al campionato italiano un altro derby cittadino… sempre che l’Hellas mantenga le promesse e i pronostici di tornare finalmente in serie A.

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