Splendida serata a Pedemonte con i Northern Uproar e le giovani Lovecats

Venerdì sera ho assistito, o meglio partecipato, a una splendida esibizione live di uno dei gruppi maggiormente rimasti nel cuore degli appassionati britpop: i Northern Uproar, in quel dell’osteria Panevino di Pedemonte, splendida seconda volta con un appuntamento legato al revival inglese anni ’90 dopo l’exploit dell’anno scorso con Pete Fijalkowski, leader dei mai dimenticati Adorable.

Il fatto che a capo dell’organizzazione dell’evento ci fossero amici veri come Ricky, Elisa e Claudio e che di fatto ci si sia ritrovati in un clima di piena socievolezza e spontaneità, ha conferito al tutto un’aurea ancora più magica all’evento, già di per sè imperdibile. In duetto i Northern Uproar da Manchester hanno gettato l’anima nello spazio adibito al concerto, “maltrattando” le chitarre acustiche nel tentativo di ricreare le sferragliate elettriche dei brani che li resero celebri una quindicina d’anni fa, quando sul filone degli Oasis, si buttarono nella mischia con il loro efficace “pub rock”, come spesso veniva definito dai media inglesi quella splendida miscela di melodia e irruenza giovanile.

Invece, in questa veste, a risaltare sono state soprattutto le fresche melodie, mai smielate, ma comunque intense e romantiche, nonostante all’apparenza i due non paiano proprio dei modelli di bon ton, pur essendosi dimostrati invero disponibilissimi, alla mano e per nulla altezzosi.

Ad aprire il concerto ci hanno pensato le Lovecats, interessante duo veronese, in cui a colpire sono soprattutto l’omogeneità e il grandissimo equilibrio non solo formale e musicale, ma pure di impatto visivo delle due giovanissime cantautrici, le quali hanno interpretato tutti brani autografi. Simpatiche, sbarazzine e per nulla a disagio, mostrano piena consapevolezza mischiata a una normale stesura acerba dei propri pezzi, e non potrebbe essere altrimenti, essendo loro nate nel ’94. Si prospetta un futuro roseo per le due, in possesso di una voce flebile, ma accompagnata da una grinta e una personalità già ben definite, come si evince pure dal modo di interagire col pubblico. L’impianto è quello tipico del folk, secondo un atteggiamento chiaramente lo-fi.

Come non concludere sottolineando il grande impegno di Riccardo, Elisa e Claudio nell’essere riusciti a organizzare questa mini tourneeè che vedrà impegnati i Northern in altre due date ravvicinate. Bello, accogliente il locale e sempre stupendo immergersi in un mondo britpop che ha caratterizzato la nostra crescita e passione musicale e che è stato in grado di unire persone così diverse, ma accomunate da identiche istanze musicali, soprattutto nell’approccio al disco, al concerto, alla scena. E a 35/37 o 45 anni si può ancora chiudere gli occhi, inserire un disco dell’epoca nel lettore cd, pardon mp3 e tornare a ballare come fossimo a Camden.

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