Due destini incrociati: la storia di El Shaarawy e Carraro, i due migliori ’92 del calcio italiano

Analizzando uno degli inizi di campionato più malinconici – per non dire deprimenti – della storia recente del Milan, è impossibile non notare come, in una situazione obbiettivamente complicata, stia emergendo in maniera prepotente tutto il talento di Stephen El Shaarawy, non solo stella conclamata dei rossoneri orfani di Ibra e Thiago Silva ma, a mio avviso, uno dei migliori ’92 del panorama calcistico mondiale. Eppure per chi mastica calcio giovanile, non dovrebbe più di tanto stupire il clamoroso exploit del Faraone, per quanto siano sempre molte le incognite nel caso di giovani campioncini nel passaggio tra i Professionisti.

Ciò che colpisce dell’italo-egiziano è la grande maturità dimostrata in campo, di partita in partita, la forte personalità e la capacità di assumersi le responsabilità in un momento difficile come quello che sta attraversando il Milan, fino a diventare nel momento in cui scrivo, il capocannoniere solitario della serie A.

Io conosco il giovane attaccante dai tempi del suo precocissimo esordio in serie A, a 16 anni con la gloriosa maglia del Genoa, nel  quale, lui savonese, è cresciuto calcisticamente. Da sempre nelle nazionali azzurre, anche nel fornito serbatoio rossoblu Stephan ha sempre fatto egregiamente la sua parte, bruciando oltremodo le tappe, oltre all’esordio, essendo stato lui il protagonista di uno scudetto Primavera, quando giocava assieme a compagni di 2/3 anni più “vecchi”. Al Mondiale Under 17 fece bene, pur se in ballottaggio con l’altro grande talento, finora incompiuto, Federico Carraro.

El Shaarawy, lo dico sin dalle prime partite in cui lo vidi all’opera, mi ricorda il primo Del Piero, con la sua grande tecnica, la sua velocità, la capacità di trovare il gol, spesso scegliendo soluzioni poco comode. A Padova – altra similitudine con Pinturicchio, fece benissimo, incantando specie nel girone di ritorno i tifosi biancoscudati che ancora lo ricordano con affetto, e ora sta conquistando pure l’esigente tifo rossonero.

Invece Carraro, più volte da me citato in articoli sul calcio giovanile, sta ancora aspettando il suo momento, vive una situazione di opprimente stand-by, sinora snobbato dai vari tecnici che lo stanno allenando da pro… a Modena fece solo una comparsata e a gennaio, quando la Fiorentina si decise a dargli un’altra opportunità in prestito, finì alla lanciatissima Pro Vercelli, non trovando di fatto uno spazio adeguato, seppure mise in mostra sprazzi di classe purissima, di cui è in possesso a grandi dosi. Io continuo a puntare su questo esile trequartista veneto, l’ho visto giocare troppe volte per non azzardarne una fulgida carriera: magari ci metterà qualche anno, probabilmente dovrà pure ritrovare fiducia nei propri notevoli mezzi tecnici, ma sento che Federico può ancora ambire a traguardi importanti, in termini di carriera… in fondo è un ’92 e si sa che per i classici numeri 10 la trafila è ancora più lunga, tra tentativi di trasformazione in play bassi (sorta di “moda” degli ultimi anni, come se fosse facile per un Pirlo che ce l’ha fatta, divenendo per un decennio il miglior regista del mondo, non riscontrare il Valdes che si ritrova sballottato da un ruolo all’altro del centrocampo e trequarti).

Io credo che Carraro debba poter esprimersi dietro le due punte, o al limite in appoggio al centravanti. In ogni caso, siamo di fronte – per ora – a una di quelle storie parallele, come molte se ne vedono nei campi da calcio: due talenti simili, di cui uno esplode ai massimi livelli e l’altro si ritrova a dover affrontare molte difficoltà per vedere riconosciuto il grande talento. Carraro.. un consiglio: non abbatterti, lotta, datti da fare in allenamento, tira fuori gli attributi quando occorre e vedrai che verrai ripagato!

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2 risposte a “Due destini incrociati: la storia di El Shaarawy e Carraro, i due migliori ’92 del calcio italiano

  1. Interessante l’accostamento fra questi due talentini dai percorsi, finora, molto diversi. Da genoano, El Shaarawy lo conoscevo da tempo e già si sapeva che in poco tempo sarebbe esploso, certo mi aspettavo un impatto un po’ più laborioso con la realtà Milan, invece già l’anno scorso regalò sprazzi di classe cristallina e in questi primi mesi di stagione, beh…. Anche meglio di Balotelli, l’ultimo giovane italiano di cui ricordo un esordio spavaldo, positivo e decisivo. Carraro non l’ho mai visto giocare ma, da come ne parli, non dubito che prima o poi riuscirà a farsi largo, l’età è dalla sua parte, l’importante è che non si deprima per queste difficoltà iniziali e che non trovi dirigenti e allenatori miopi.

    • ciao Carlo, è un piacere rileggerti. Ho parlato di Carraro perchè è un talento unico, finora incompiuto, ma dalle indubbie qualità tecniche. Sta pagando il passaggio tra i professionisti, quello sì, ma chiunque lo abbia visto all’opera negli anni delle giovanili della Fiorentina o delle Nazionali Giovanili (quando era il numero 10, leader indiscusso a livello tecnico della spedizione azzurra) ne è fermamente convinta sui suoi mezzi. Classico trequartista, ha una tecnica davvero superlativa, abilissimo nei calci di punizione a giro, ha trascinato la Viola alla conquista del Campionato Allievi Nazionali in coppia con la punta Iemmello, attualmente come lui alla Pro Vercelli ma maggiormente inserito tra i titolari. Sul Faraone, che aggiungere? Mi sembra lampante che ci troviamo di fronte a un ragazzo serio che può davvero segnare un’epoca, sperando che non abbandoni prematuramente la serie A come Macheda, Mannone, soprattutto Verratti e Balotelli

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