L’eclettismo di Paolo Nutini, straordinario talento dei giorni nostri

Era un po’ che volevo dedicare un post al cantautore scozzese (ma di chiare origini italiane) Paolo Nutini. Questo perchè lo stimo molto, ascolto tanto la sua musica e apprezzo quel suo eclettismo, quel suo muoversi agevolmente tra le varie forme musicali, alla ricerca di un sound eterogeneo ma coeso per quanto riguarda strutture musicali e, soprattutto, varietà di atmosfere.

Se col primo album “These Streets”, targato 2006, quando il Nostro aveva appena 19 anni, ha esordito alla grande, raccogliendo da subito consensi unanimi, specie grazie a una proposta di qualità ma forse eccessivamente commerciale, col successivo “Sunny Side Up”, Nutini ha sbaragliato le carte in tavola, manifestando un talento strabordante. Ad appena 22 anni Paolo ha sfoderato un album dal sapore “classico”, composto da dodici pezzi davvero uno diverso dall’altro, a livello di arrangiamenti e pervaso da umori cangianti. Uno scarto qualitativo imponente rispetto al pur interessante debutto, costellato comunque di un pop facile all’ascolto e pompato da un’immagine del giovane cantautore sulla stereotipata linea “belloccio tormentato”.

Infatti “Sunny Side Up”, sin dall’apertura, mostra come le coordinate stilistiche siano cambiate: bastano pochi accordi e si scatena il gioioso reggae di “10/10” e con il susseguirsi della scaletta ci imbattiamo in un poderoso mix vincente di pop sofferto e tendenzialmente malinconico (il singolo “Candy” e “Worried Man” dall’incedere REMiano), il soul caldo di “Coming Up Easy”, il mio brano preferito, in odor di Motown, il folk di matrice irlandese – scozzese di “Growing Up Beside You” e “Chamber Music”, quasi da camino mentre fuori cadono i fiocchi di neve, il country di “High Hopes” e “No other Way”, più roots, il jazz spruzzato di swing della scatenata “Pencil full of lead”. Insomma, un caleidoscopio di suggestioni e la conferma che Paolo Nutini, anzichè perdersi in un marasma di soluzioni poco affini tra loro, sia riuscito a destreggiarsi alla grande nel misurarsi con generi diversi e attitudini per lui inedite. Sono passati altri 4 anni nel frattempo e ora è doveroso aspettarci un ulteriore salto di qualità da parte sua, anche se sembra che la svolta sia quella di potenziare l’ambito “folk”, popolare, r’n’b piuttosto che puntare su un pop da classifica. In ogni caso, nell’attesa, questo è assolutamente un disco da riscoprire e da ascoltare attentamente

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...