Paris St Germain: e se i petroldollari non bastassero per vincere?

E’ da un po’ che ho in testa questo post, ma ho tentennato sinora per il sospetto che qualcuno potesse tacciarmi di anacronismo o di voler fare il gufo della situazione.

Parlo del Psg, lo so, ormai se ne legge ovunque, direi che ha superato in popolarità persino il City, che nel giro di due anni era diventato il club più chiacchierato al mondo.

Lo so che non si possono arrestare le volontà di sceicchi multimilionari che hanno ben capito che, attraverso il calcio, ci si può addirittura arricchire ulteriormente. Tralasciamo pure che tra loro, pochi sapranno che la palla è pure rotonda, ma a me ciò che proprio non va giù è che questi signori trattano questi club, anche gloriosi o in ogni cosa tutti con una storia da salvaguardare, come dei giocattoli, degli sfizi, facendo da una parte capitolare anche il tifoso più nostalgico (perchè dubito che qualche sostenitore dei Citizens quest’anno abbia per un solo attimo rimpianto gli anni in cui boccheggiavano a metà classifica, lontani anni luce dai cugini ricchi dello United) e dall’altra attraendo anche ogni agente del pianeta terra, pronto a considerare il fatto di poter far firmare al proprio assistito il contratto della vita.

E in campo poi? Che succede se una squadra fallisce un obiettivo? D’altronde non doveva il club della periferia di Parigi dominare anche l’anno scorso un torneo – da tutti considerato poco più che modesto  –  come la Ligue 1?

Invece il colpaccio l’hanno fatto i poverissimi del Montpellier, dominando il campionato, in testa in pratica dalla prima all’ultima giornata e dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il buon artigianato può produrre ancora risultati soddisfacenti.

Non lo so, in due anni il Paris St Germain ha setacciato in particolar modo il tanto bistrattato campionato italiano, prendendosi dapprima Pastore, Menez, Sissoko, Sirigu e poi in serie Thiago Motta,  Lavezzi, Verratti, addirittura i due campionissimi Thiago Silva e Ibra!

Tutto questo avrà un termine o Leonardo continuerà a trattare giocatori come fossero mandorle ai banchetti delle sagre paesane? D’altronde con tutti i soldi di cui può disporre in sede di mercato ha davvero da sbizzarrirsi. Lasciatemi però concludere con un messaggio che non piacerà ai cugini d’Oltralpe (non me ne vogliano ovviamente i parigini, visto che tra l’altro letteralmente adoro la loro città): io spererei che dopo tutto questo profluvio di petroldollari a vincere fossero ancora quelli del Montpellier! E ora prendetemi pure per scemo! 🙂 Tornando seri, almeno in Francia non ce ne sarà per nessuno, ma siamo sicuri come dice il mercenario Ibra che il Psg sia già pronto a sbancare la Champions League? Ho sinceramente più di un dubbio al riguardo!

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4 risposte a “Paris St Germain: e se i petroldollari non bastassero per vincere?

    • anch’io! so che è una gufata e almeno in Francia avranno probabilmente filo da torcere, però anche quando al Real arrivarono in un sol colpo CR7, Kakè e Benzema ci si aspettava i fuochi d’artificio eppure la Champions è diventata un miraggio

  1. Non lo so… Come ho scritto oggi su FB, se Ancelotti perde il campionato anche quest’anno, gli sceicchi lo crocifiggeranno in sala mensa, e non avranno tutti i torti! 😉
    Scherzi a parte: certo, queste squadre “all stars” sono difficili da assemblare, il passaggio da accozzaglia di fenomeni a formazione strutturata e organizzata richiede spesso tempo e lavoro certosino, ma nel momento in cui si trova l’alchimia giusta penso che fallire l’obiettivo scudetto sia qualcosa ai limiti dell’inverosimile, davvero da cacciata a pedate nel sedere. Diversissimo il discorso per la Champions, in cui non basta essere gli ultimi arricchiti del lotto ma entrano in gioco innumerevoli altri fattori, basti vedere quanto tempo ci ha messo il Chelsea per imporsi.
    In Ligue 1 non tifo per nessuno, è un torneo che mi ha sempre trasmesso pochissima emozione; rimane il fatto che questi sceicchi e magnati russi hanno stravolto meccanismi codificati da anni, che avevano creato e alimentato il fascino più genuino del football: hanno fatto venir fuori la venalità latente nei calciatori (che una volta un occhio al palmarès dei club in cui andavano lo buttavano, oggi guardano solo il contratto e il numero di zeri in esso contenuto, si pensi ad Eto’o e al suo passaggio al misconosciuto Anzhi, e lo stesso PSG, squadra di modesto appeal internazionale se guardiamo ai risultati del passato, è un esempio calzante); hanno portato uno squilibrio devastante, con tutti i migliori fuoriclasse del globo riuniti in una cerchia ristrettissima di club (magari a mugugnare per il turn over, che tuttavia sapevano benissimo di dover affrontare nel momento in cui hanno firmato per un club “sovraffollato”) e tutte le altre squadre a far nozze coi fichi secchi.
    Tutto questo non è giusto, e non mi si venga a dire che è sempre stato così, che in Italia da una parte c’erano gli Agnelli e i Berlusconi (ci sono ancora, ma sono le controfigure dei loro tempi d’oro) e dall’altra i peones, perché la proporzione (anzi, la sproporzione) non era come quella attuale, e ogni tanto la provinciale di turno cicciava fuori a vincere il campionato. Temo che quella del Montpellier sia destinata a rimanere a lungo l’ultima favola di provincia… fino a quando gli sceicchi non si stuferanno (perché accadrà, credo) e decideranno di investire sul basket o sul golf. Allora rivedremo un calcio più povero e più vero: quello che, spero, possa vedersi d’ora in poi nella nostra Serie A.

    • sì carlo, concordo con la tua analisi. Logicamente anch’io credo che il Psg vincerà a mani basse la Ligue 1 (e ci mancherebbe), però il passaggio alla Champions potrebbe non essere indolore. Giustamente hai citato il Chelsea e io aggiungo pure la corazzata City quest’anno… poca gloria in Europa! in ogni caso, vedremo, anche perchè penso che sky, dopo aver levato con mio dispiacere il campionato francese qualche stagione fa, quest’anno riacquisterà quei diritti.. d’altronde se lo ha fatto per il mediocre campionato russo solo perchè c’era andato spalletti 🙂 a me la ligue 1 non dispiace, sinceramente.. assomiglia al torneo portoghese, è un’autentica fucina di talenti!

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