Quante emozioni hanno saputo regalarmi i Pulp di Jarvis Cocker!

Questa non sarà una recensione con tutti i crismi, perchè peccherei di scarsa oggettività… e allora preferisco provare a rimettere in ordine le emozioni, tante, che mi hanno pervaso venerdì prima, durante e dopo il concerto di uno dei miei gruppi preferiti inglesi, i Pulp di Jarvis Cocker.

Giunti per la prima volta in Italia (esclusa una ormai rarissima esibizione da Red Ronnie, e l’amico Aurelio c’era pure lì, MITICO!), dopo la reunion di poco tempo fa, la cosa rappresentava un’occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata. Al resto, cioè a quasi tutto, c’ha poi pensato il caro amico e gemello britpop per antonomasia Riccardo Cavrioli che mi aveva in tempi non sospetti (due mesi fa per il mio compleanno) regalato un biglietto per la data di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone.

Non proprio dietro l’angolo, ma partendo attrezzati, per tempo, muniti di ogni fondamentale cosa in vista di una lunga giornata (compresi gli spray per le zanzare che io non posso nemmeno mettere) e fermandosi talvolta in Autogrill, ecco che la situazione si fa da subito favorevole, complici pure le splendide compilation di Ricky da gustarsi in macchina lungo il tragitto. Compagni di viaggio, altri due miti, un altro Riccardo, ex chitarra degli eroi locali veronesi Radiguet e il Tave che non vedevo dai tempi gloriosi dell’Università.

L’attesa si fa spasmodica, parcheggiamo vicino al buon Carnieletto che avrà probabilmente venduto qualche bullone in più, vista la pletora di gente accorsa allo stand sin dal pomeriggio. Giusto il tempo di camminare per banchetti di dischi e libri usati (ritrovando il vecchio Reggiani, altro ex compagno universitario), cosa che a me e Ricky piace particolarmente ed ecco che, dopo ottimo rinfresco a base di stuzzichini e prosecco (che non potrei bere, ma per un bicchiere non succede nulla!), arriva il tempo delle prime note, sparate in aria dai modesti Orange che, se non avessero il Nongiovane come frontman difficilmente sarebbero cagati da alcuno. Poi è la volta dei Mystery Jets che ripropongono in mille salse, ma con poca originalità, una summa del pop inglese. Assai compassato il loro leader che preferisce esibirsi seduto su una sedia, manco fosse Tom Waits o Neil Young.

E’ la volta infine dei Pulp! Il posto ormai è gremito, e questo ci fa capire quanto il britpop non sia stato di nicchia, nemmeno in Italia. Ci si riconosce, c’è poco da fare, tra fan della musica pop inglese. Ora lo spacciano per indie, ma è un termine sin troppo evasivo e generico. Negli anni ’90 invece si cercava di riscrivere la storia del pop, e band come quella di Jarvis Cocker (qui quasi nella formazione di “Different class”, l’album della vera svolta verso la conquista delle classifiche, mancava solo il grande Russell Senior alla chitarra solista) ci riuscì benissimo grazie alla commistione tra melodie trascinanti, ballabili, struggenti, suoni moderni eppure vintage, una personalità fuori dal comune e testi che seppero pure inquadrare certe istanze sociali dell’epoca.

L’attacco con una della mie canzoni preferite (se non LA mia preferita in assoluto), “Do you remember the first time?” è più che un positivo presagio sulla magia e la passione che ci pervaderà nel contesto di una serata magica! Carrellata di hit ma anche riproposizioni stupende come l’oscura e drammatica “This is hardcore”. La classe e l’istrionismo di Cocker toccano vette altissime durante le hit come “Common People” e “Mis Shapes” ma ottime sono pure Bar Italia e l’immancabile Disco 2000, sorta di inno dance di tutto il movimento britpop.

E poi, oltre al concerto atteso da anni, alle emozioni sprigionate ad ogni nota, è inevitabile trasfigurare il tutto e riportarlo a quei fantastici anni, i ’90, durante i quali sono cresciuto, diventando da un semplice ragazzo con la testa sulle nuvole e i sogni a guidarmi a uomo nel pieno della consapevolezza. A 35 posso dire che la mia passione è intatta, che certe canzoni hanno ancora una immensa forza evocativa e riescono a farmi rivivere emozioni profonde. Se venerdì’ chiudevamo gli occhi, bastava davvero poco per tornare ad avere 18 anni e pensare di stare a Camden.

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2 risposte a “Quante emozioni hanno saputo regalarmi i Pulp di Jarvis Cocker!

    • eh sì, caro Ricky! citazione d’obbligo per te, d’altronde è merito tuo se ho potuto godermi una giornata simile! grandi Pulp! e ora aspettiamo James il giallo

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