Heineken Jammin Festival Contest: quale futuro per le band finaliste?

Con la rosa dei finalisti dell’Hjf Contest e il lotto delle band da cui poi usciranno coloro che se la giocheranno sull’enorme palco di una delle maggiori manifestazioni estive nostrane, l’Heineken Jammin Festival, ancora una volta mi sorge il dubbio sull’effettiva validità o utilità della cosa. Utilità è una parola grossa, e poco corretta, me ne rendo conto, che dà l’idea di fare musica per uno scopo ben preciso. E al di là di ogni legittima voglia di sognare delle centinaia di band che hanno preso parte ai casting di Rock Tv, diretti dal valido Mario Riso, mi sembra che sulla genuina passione e la voglia di suonare per divertirsi non si possa discutere. Questo contest alla fine poco o nulla ha a che spartire con certi talent, dove si fanno annusare contratti milionari in base al rumore dei gridolini delle ragazzine.

(nella foto sotto i No More Speech della cantante Alteria, volto noto a Rock Tv)

Qui si fa musica seria, rock, cattiva, artistica… Tuttavia, e parlo da sostenitore di iniziative del genere e da appassionato fruitore di una certa tipologia di proposta musicale, non so quanto, al di là della soddisfazione  di essere finiti a suonare su “quel” palco, ti possa rimanere. In tanti anni, pochi gruppi non dico hanno fatto il salto, ma proprio sono rimasti attivi e sono entrati almeno in qualche circuito rock di nicchia. Prendiamo una band solida, talentuosa e nemmeno poi alle prime armi come i Danka, vincitori solo 12 mesi fa. A parte un video leggermente trash che passava per Rock Tv, non li ho visti progredire da un punto di vista dell’audience o della visibilità. Sicuramente macineranno chilometri di concerti ma mi sembrano tornati al punto di prima. E lo stesso dicasi per altri vincitori degli anni passati. E sì che di gruppi validi se ne sentono, anche solo a spulciare tra le 30 band finaliste che si stanno mettendo in mostra nelle trasmissioni apposite della Tv più rock del satellite. Vedremo se il vento quest’anno cambierà, ho notato tuttavia che l’età media dei musicisti è aumentata, non ci sono band di ragazzini tra i finalisti, mentre l’anno scorso ricordo i ventenni A Memorable Day, sorta di Sum 41 in salsa nostrana.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti, anche se quest’anno non starò sotto al palco a Milano. Il cartellone non mi convinceva sinceramente, e allora mi rimarrà il ricordo dell’alluvione di Venezia che mi impedì di assistere al concertone dei Green Day.

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4 risposte a “Heineken Jammin Festival Contest: quale futuro per le band finaliste?

  1. E PER FORTUNA CHE ANDAVI IN VACANZA GIANNI!!!
    SONO MITRAGLIATO DALLE MAIL DEL TUO BLOG!! UN GIORNO ANCHE IO FARò UN CD E SPERO IN UNA TUA ONESTA RECENSIONE… ROCK IT…
    CIAO ALLA PROSSIMA SETTIMANA
    STEFANO

    • ciao caro collega!!! sono tornato da poco e ho scritto qualcosina… vorrei dedicare anche un post sui luoghi di vacanza appena frequentati.. siamo stati da dio, veramente! tra poco arriverà anche la recensione del gruppo di tuoi amici, cd davvero notevole dopo vari ascolti.. bravi ragazzi!!! e tu datti da fare, visto che sei un bravissimo polistrumentista! a presto Pego

  2. L’Heineken è una buona iniziativa, ma così com’è strutturata adesso è incompleta: necessità di maggior visibilità, di battage pubblicitario. Ma battage vero, non attraverso riviste e canali tv di nicchia, o qualche notizia flash in coda ai telegiornali. Spiace dirlo, ma ormai da anni è fondamentale il sostegno mediatico, senza il quale anche gli eventi più lodevoli e ben fatti rimangono al palo.

  3. in effetti Carlo, hai ragione. Pur essendo il Festival tra i più grandi in Italia, non c’è il giusto risalto, forse perchè comunque a fare da protagonisti sono nomi importanti ma pur sempre di una musica meno commerciale rispetto ad altre manifestazioni. Il rock c’è ed è declinato in più forme. A volte gli organizzatori prendono degli abbagli, come quello di dare una serata head liner ai quasi defunti, artisticamente parlando, Prodigy. Allargando il discorso alle band emergenti invece lì spesso purtroppo si tratta della cosiddetta chance alla Andy Warhol… 15 minuti di celebrità e poco altro. Rimane la soddisfazione, un punto di arrivo per tante band provenienti da lunghissime gavette, ma raramente un vero punto di partenza verso una carriera più consolidata.

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