Fuochi d’artificio con Zeman alla Roma

Il mercato si direbbe appena iniziato ma nell’aria già si avverte l’attesa di sconti di fine agosto. Da tempo ormai, troppo, le rose consegnate agli allenatori il giorno del raduno sono raffazzonate, o al contrario extra large, e il tutto si traduce in gran confusione, se non perdita di energia mentale. Non parliamo di ritiri o delle famose amichevoli pre- season, un tempo da svolgersi quasi esclusivamente contro impavidi dilettanti delle regioni montanare e ora invece organizzate a suon di sponsor e milioni di euro in luoghi esotici, dalla Cina agli USA agli Emirati Arabi.

Finisce poi la fase dello “sgobbo”, del ritiro in alta quota e, pum, la squadra spesso viene rivoltata come un calzino con acquisti e cessioni (sempre più ormai camuffati da prestiti, parametri zero o scambi tra società) nel bel mezzo della preparazione.

Come rimpiango il periodo in cui il mercato aveva scadenze davvero fisse, e poco importa che poi sotto banco si lavorasse nell’ombra. Io negli anni ’80, al seguito del calcio club di mio padre, mi vedevo i ritiri e già si poteva stringere mani ai tuoi giocatori preferiti, farsi foto, ipotizzare formazioni e magari fantasticare sul tipo di campionato a cui saresti andato incontro.

Sentire Galliani dire la solita tiritera che il mercato chiude ad agosto, che l’anno scorso alle 13 ancora non immaginava che sarebbero giunti in rossonero Aquilani e Nocerino mi dà a noia, perchè è evidente che non si costruiscono in questo modo le squadre: con i saldi ti può andare bene un anno, forse due al Milan, in quanto i suoi dirigenti sono tra i migliori su piazza a fiutare il colpo ma spesso mi sembra di assistere a delle performance che riguardano più che altro l’aspetto puramente commerciale della questione, la promozione di un marchio vincente, quale in tutti questi anni si è dimostrato essere quello rossonero.

In attesa quindi di vedere “se” Ibra e Thiago Silva resteranno, “se” verrà aggiunto qualche tassello all’emergente e talentuoso Acerbi, “se” si potrà riaprire una nuova fase della telenovela Tevez, il mercato vero lo stanno facendo in pochi, tra mancanza di liquidi, idee o progetti che attanagliano più squadre. Tra queste si è mossa decisamente la Vecchia Signora, e potrebbe non essere ancora finita. Dopo gli udinesi Isla e Asamoah che vanno a rimodellare un centrocampo a questo punto sontuoso, e non solo per la serie A, dopo aver fiutato l’affare modello Galliani ingaggiando l’esperto Lucio, invero appannato nell’ultima stagione interista (ma chi non lo è stato tra i nerazzurri l’anno scorso?), è pronta a dare l’assalto a Jovetic, probabilmente il miglior giocatore under 25 del nostro campionato. Nonostante le tante rassicurazioni del buon Pradè, ds viola, sembra davvero che, sferrando il colpo decisivo, si possa arrivare al montenegrino, che in bianconero andrebbe a ripercorrere le orme di un altro grandissimo ex gigliato. Sì, state pensando giusto: Roberto Baggio. E io sono anni che affermo che Jovetic mi sembra possedere quelle stimmate del campione di Caldogno, la stessa classe, la stessa tecnica, velocità.. la stessa propensione agli infortuni, potrebbero pensare i maligni, ma per quanto riguarda un discorso meramente legato al campo, beh, Stevan potrebbe diventare il vero crack di stagione, capace di rimpolpare il già buon bottino di gol (14) e crescendo ulteriormente in personalità. Certo, i fiorentini scongiurano, sarebbe un’ulteriore beffa vedere il proprio idolo rifare quel percorso ma le sirene di mercato si fanno giorno per giorno sempre più convinte.

In stand-by l’Inter, sulla quale aspetto a dare giudizi, in quanto mi sento di fidarmi del mister Stramaccioni. Sarà rivoluzione vera? Mah, non lo so, certo che c’è modo e modo di farla e in questo i dirigenti rossoneri si sono dimostrati dei signori con i suoi giocatori simboli, dando a tutti l’opportunità di valutare in modo sereno il loro futuro al termine dei contratti. In casa nerazzurra invece stop forzato a giocatori emblemi di vittorie e trionfi, come Julio Cesar e Stankovic, ma presto anche Cambiasso o altri potrebbero avere il benservito. Capisco le esigenze tecniche ma qui si tratta di mettere al muro i giocatori e la metodologia non mi sembra corretta. Chi ha fatto firmare contratti lunghissimi e faraonici d’altronde? E ora devono per forza di cose rescindere o perdere un anno, come successo a Grosso e Amauri in bianconero. Lascio trascorrere qualche settimana ancora e poi farò una carrellata su tutte le partecipanti al prossimo torneo di serie A, ma per il momento mi preme sottolineare la mia curiosità nei confronti della Roma, che il suo “top player” l’ha già acquistato, vale a dire il boemo Zeman.

Da sempre il tecnico fa discutere ma io che lo seguo da inizio carriera, non mi sono mai soffermato sui trofei vinti! Solo alla Roma e alla Lazio aveva tra le mani buone squadre (ma non fenomenali) e ha fatto il suo nel migliore dei modi, seminando per chi poi, a suon di acquisti ha portato lo scudetto (Capello alla Roma) e mostrando grande calcio. A Foggia tutti sappiamo di cos’è stato capace, a Lecce pure, solo la squadra scudettata dell’anno (la Juve) ha fatto più gol quell’anno, nel contesto di una salvezza comoda comoda. A Foggia due anni fa in Lega Pro, con una rosa di under 20 ha quasi centrato i play off (lanciando in attacco una super coppia, Sau e Insigne, 41 gol in due) e a Pescara ha fatto letteralmente sfracelli, ma questa è storia recente. I flop, che nella carriera di un tecnico navigato ci stanno (è successo al Trap, a Capello bis nel Milan, allo stesso Lippi in Nazionale al Mondiale sudafricano) ci stanno, ma solitamente se Zeman viene ingaggiato in estate non sbaglia i suoi obiettivi, capace com’è di plasmare davvero le sue squadre secondo il suo ormai famoso credo calcistico.

Nonostante i mugugni di capitan Totti, credo che la Roma sia a posto così. I brasiliani Dodò (reduce da un grave infortunio) e Castan (reduce dalla vittoria in Libertadores con il Corinthians) possono rivelarsi campioni a tutti gli effetti, il greco Tachtsidis, visto per tutto l’anno a Verona, è un grande prospetto, così come l’americano Bradley, se davvero dovesse arrivare. E ricordiamo che a centrocampo c’è già in rosa gente come De Rossi, Pjanic, gli esperti Taddei e Perrotta, il riscattato Marquinho. In avanti poi sarà vero show! Già mi immagino le triangolazioni, i giochi offensivi di gente come Lamela, Bojan, Borini (qualora non finisse a Liverpool dal suo mentore Rodgers) e Osvaldo. E se Totti avesse ancora fiato e arrivasse anche Destro, beh… non avrei difficoltà a prevedere una Roma seria concorrente della Juve per la lotta al tricolore. Ecco, l’ho detto… mi sono giocato a metà luglio il mio primo pronostico 🙂

alle prossime puntate con nuove argomentazioni sul calcio mercato!

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3 risposte a “Fuochi d’artificio con Zeman alla Roma

    • questa volta Berlusca tentennerà e allora ne uscirà con l’immagine pulita, di colui che ha provato “con il cuore” a trattenere Thiago Silva, ma che poi dinnanzi a certe offerte non ci si può tirare indietro vista la crisi.. come se lui la sentisse davvero sta crisi economica! stesso teatrino visto con l’affaire Kakà a suo tempo, sono giochi di mercato alla fine. In ogni caso, sportivamente parlando, se reinvestiti bene (e diamo atto alla dirigenza rossonera di essere tra le migliori in assoluto da anni) il Milan potrà davvero rivoluzionare il mercato. ciaooo

  1. Sono in larghissima parte d’accordo con te, a parte l’impavido accostamento Baggio – Jovetic (il montenegrino potrà giocare per tre vite ma mai arriverà ad eguagliare il Divin Codino: se poi sarò smentito, complimenti a te e soprattutto a lui!).
    Ciò che sta avvenendo in questo triste calciomercato è il segnale definitivo di una crisi generalizzata: i nostri club, e parlo dei più ricchi e blasonati, quelli con caratura internazionale, non sono assolutamente più in grado di competere con le altre grandi europee (e non solo: adesso persino il calcio cinese e quello brasiliano, un tempo poverissimo, catturano grandi campioni, per il momento campioni al tramonto, ma è solo questione di tempo…). Se non arriva uno sceicco o un magnate russo, ci aspettano tempi veramente grami, perché se attendiamo che si inizino a costruire gli stadi e che si potenzi il marketing rischiamo di diventare vecchi. E gli sceicchi non verranno, perché investire da noi è poco fruttuoso per ragioni fiscali e di situazione economica generale.
    Il mercato rimane aperto così a lungo proprio perché non ci sono soldi e si cerca di tirare fino al 31 agosto per strappare un campione (più o meno autentico…) a prezzo di saldo. Per il resto, prestiti e scambi a go go. Le contraddizioni del nostro calcio: quando le rose erano già fatte a fine luglio, il campionato iniziava a metà settembre; ora che ci sono le “rose aperte” fin quasi a fine estate, si inizia ad agosto, col risultato che fino a ottobre – novembre la Serie A non mostra mai il volto autentico delle squadre.
    Detto questo, la Juve, a parte le odiose arrampicate sugli specchi riguardanti stelle e stellette, si è mossa benissimo e le manca davvero poco per essere competitiva ai massimi livelli internazionali; l’Inter sta affrontando una rifondazione che porterà via, temo per lei, parecchi anni; la Roma, sì, dopo il “rodaggio” dell’anno scorso può essere la squadra sensazione dell’anno: se lo meriterebbe per la fiducia data a Zeman e per il coraggio nel puntare sui giovani.

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