Quanto mi mancano le giocate di Holly e Benji!

Diciamolo chiaramente: finora lo spettacolo offerto dalle squadre impegnate negli Europei non è stato proprio eccelso. Ok, siamo all’inizio e nella fase a gironi capita di assistere a partite senza scossoni (tranquille Francia e Inghilterra: non sto parlando di voi 🙂 ), ma resto fiducioso per il futuro, specie quando inizieranno le gare ad eliminazione diretta.

Ultimamente capita di sentire telecronache o commenti molto spinte, con epiteti che nemmeno Maradona e Pelè si sarebbero sognati. Si declamano meraviglie che poi alla resa dei conti non figurano neanche sul taccuino di fine gara, ci si incanta per pseudo giocate spesso fini solo a sè stesse e ci si aspetta sempre chissà che, come se le Nazionali rappresentassero davvero il massimo che si può vedere in tv. Ma le selezioni, per forza di cose, non sono come le squadre di club, dove i giocatori condividono anni assieme, l’allenamento quotidiano, gioie e dolori… Una Nazionale, a meno che non si poggi quasi sempre su uno stesso nucleo di giocatori, non deve e in un certo senso non può sperimentare, cercare il calcio spettacolo. Per questo molti ct ancora si affidano per competizioni come l’Europeo a un concreto e lineare 4-4-2 perchè è il modulo considerato più “universale”, specchio tattico non di una sola squadra vincente, ma di un movimento trasversale, tra l’altro neanche difficile da far applicare a campioni che si ritrovano assieme solo per poche partite all’anno.

Dai vari Ronaldo, Ribery, Robben, Iniesta, Ibra, ci si aspetta sempre la zampata vincente, la giocata da campione che possa infiammare lo stadio, il pubblico. Quasi come se stessimo alla Playstation o se a giocare ci fossero i mitici Holly e Benji. Sì, proprio di loro mi sono perso a parlare ieri sera con mio fratello Nico, assistendo alla partita tra Polonia e Russia.

Quella serie era bella di per sè, ma è entrata nella mitologia proprio per i suoi eccessi (Mark Landers che spacca rete e muro dietro con una cannonata delle sue), per le sue genialate  (come dimenticare le parate di Ed Warner stile karate o la “catapulta infernale” dei gemelli Derrick) e per le palesi incongruenze (campo di calcio lungo chilometri tanto da far durare un’azione di gioco 5 puntate con Holly impegnato nel frattempo a pensare a tutt’altro).

Quando ci fu il raduno della Nazionale, il ct decise furbescamente di assoldare TUTTI ma proprio tutti i più grandi talenti giovanili del campionato, che giocavano nella New Team, nella Muppett, nella Mambo, nella Flynet, nella Toho, con qualche concessione alle squadre minori ma che avevano dato modo comunque di far emergere dei campioncini (come nel caso della Hirado).

Per quelli della mia generazione (ho… 35 anni…) quei nomi sono famosi alla stregua di un Messi, di un Kakà o di un Del Piero! Quasi tutti attaccanti o giocatori offensivi, alla faccia del modulo equilibrato, in Nazionale ci stavano tutti, lasciando in pratica il solo Bob Denver, arcigno stopper vecchio stampo, a difendere. Philippe Callaghan, 10 della Flynet (quelli che si allenavano sulla neve) nel Giappone era un libero moderno; il fenomenale Julian Ross, a mio modesto avviso pure più forte del super cannoniere Holly Atton, giocava invece a tutto campo, anche se in Nazionale, causa problemi cardiaci, non ha mai reso come nel club. Non mancavano, oltre ai citati Holly e Landers (avanzato però a centravanti nel Giappone), altri talenti offensivi come Tom Becker, giocatore moderno e tecnico ma non un grande goleador, e il più giovane Denny Mellow, forse più un’ala di raccordo. E i citati gemelli Derrick, tra l’altro bruttissimi con i loro dentoni, che posto occupavano nella selezione giovanile? Ma chiaro: terzini! Occupavano il binario destro, sovrapponendosi, un po’ come i gemelli Filippini nel Brescia 🙂

Una grande squadra, veramente! Ci fossero loro nell’Italia sarei più tranquillo in vista del passaggio del turno e magari mi vedrei pure dei coast to coast o dei gol segnati in coabitazione tra più calciatori (sì, è successo anche questo!).

Per i più giovani che avessero perso le splendide serie dei ragazzi (che poi crescono, continuando a vincere), ricordo che con la Gazzetta dello Sport era possibile collezionare tutte le puntate in uno splendido cofanetto! Peccato che di collezioni ne faccio già a sufficienza e che non possa spendere troppi soldi in queste raccolte (cavoli, ho pure quella dei Peanuts da completare!), altrimenti non mi sarei tirato indietro. Per fortuna, esiste ebay! 🙂

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3 risposte a “Quanto mi mancano le giocate di Holly e Benji!

  1. Forse non ti ho mai detto che, fra i tanti miei interessi, c’è anche l’enorme passione per gli anime. Dal ’78 all’85 ho trascorso non so quante miriadi di ore davanti alla tv a godermi i vari Goldrake, Danguard, Mazinga, Astroganga, ma anche Candy, Lady Oscar, Flo la Piccola Robinson, Mimì… Mi sono fermato proprio quando la tv italiana cominciò a passare Holly e Benji: che quindi è un mito per la mia generazione ma, incredibilmente, io non ho mai visto se non a spizzichi e mozzichi. All’epoca mi era scoppiata la passione per la musica e la tv, poi si è aggiunto il calcio che mi ha assorbito per anni e anni; a metà anni Novanta, in pieno periodo universitario, di ritorno da una lezione un tardo pomeriggio mi sono soffermato su Tmc2 che ritrasmetteva alcuni dei cartoni della mia infanzia: allora la passione, che non si era spenta ma solo assopita, è riesplosa e perdura ancora oggi…
    Parlando di calcio e cartoni, io sono molto più legato ad “Arrivano i Superboys”, noto anche come “Soccer boy”, trasmesso in Italia (all’interno del neonato Bim bum bam) poche settimane dopo i Mondiali di Spagna ’82. Shingo Tamai, Kamioka Go e compagni rimangono per me degli idoli. La sigla di quell’anime era “Goal!”, che fu inno ufficiale dell’Europeo di calcio del 1980.
    Vero quello che dici sui telecronisti inutilmente esaltati: stavo seguendo la sintesi di Portogallo – Danimarca (che oggi non ho potuto vedere) e i due commentatori gridavano esaltati aggettivi come “meraviglioso” al normalissimo gol di Helder Postiga.

    • Carlo.. non conosci Holly e Benji????aaahhhhhrrrrrggggg! Scherzo ovviamente, però fidati che per i bambini/ragazzi amanti del calcio era un appuntamento davvero imperdibile e, che a detta di tutti, ha contribuito e non poco allo sviluppo del calcio del Sol Levante. Una serie pazzesca, stupenda! Non ricordo invece quella che hai detto tu, avevo 5 anni nell’82 e iniziai col calcio in modo serio l’anno successivo, quando al seguito di mio padre cominciai ad andare tutte le domeniche allo stadio. due anni dopo, nell’85 ero già quasi un esperto 🙂 mi sono goduto l’anno dello storico scudetto dell’Hellas veramente col massimo del trasporto e, con la mia ingenuità da bambino, pensavo che si potesse agevolmente replicare gli anni successivi e invece, a distanza di quasi 30 anni mi rendo conto di aver assistito a qualcosa di assolutamente unico per la mia città!
      Altri manga li guardavo eccome, dagli immortali Remi e Heidi ai robot giapponesi, i miei miti erano Voltron (regalato a Natale, emozione unica 🙂 ) e il meno celebrato Vultus 5, dalla splendida sigla (“vortice di luce tra le stelle, col suo spirito ribelle sta arrivando Vultus Five!”), e poi ammiravo persino Megaloman, lo guardavo tutti i giorni e mi prendeva proprio! Non posso citare tutti i cartoni che ho guardato ma una menzione speciale lo meritano Pollon, un mito, i cartoni strappalacrime che guardavo con la mia splendida nonna (Pollyanna, Lovely Sara.. tristissimo!!!!, Sui monti con Annette, Belle e Sebastien), poi quelli di magia con la stupenda Magica Magica Emi e ovviamente quelli sportivi, come Lotti e il golf, Sampei dalle orecchie a sventola, Mila e Shiro… stupenda anche la Corsa Pazza (Wacky Races) con Dick Darstardly e il suo cane malefico e i mille partecipanti alla gara, uno più fuori dell’altro. Mi fermo qui Carlo, se no mi metto a parlarti pure dell’altra passionaccia… i fumetti! La musica invece ha sempre viaggiato di pari passo con il calcio e già da bimbo conoscevo artisti, compravo musicassette, aspettavo impaziente le classifiche! Che bei tempi!!!!

      • Ciao Gianni!! Preciso solo che Holly e Benji li conosco eccome, e li conoscevo già all’epoca della prima messa in onda, perché i miei compagni di scuola (prima media) ne andavano matti, mentre io, come detto, proprio in quel periodo mi ero indirizzato verso altre passioni. Ma è un mito di cui sono ben consapevole!
        Guarda, il periodo fra l’80 e l’82 è stato davvero un paradiso per gli appassionati del genere. Ti mettevi davanti alla tv e rischiavi di non staccartene più, erano anime a getto continuo. Nel 1982, mentre la nostra Nazionale era impegnata sui campi spagnoli, la Rai proponeva capolavori assoluti come Astroboy (che ridanno in questo periodo sul canale digitale Anime Gold, 273) e Galaxy Express 999, ma anche Tom Story, ossia Tom Sawyer alla giapponese. E sulle private c’era di tutto: da Belle e Sebastien che hai giustamente citato a Blue Noah..
        Insomma, mentre gli adulti guardavano quelle partite epocali, io buttavo sì un occhio al calcio (e mi rendevo conto perfettamente di ciò che stava accadendo, della Nazionale che vinceva, del trionfo finale) ma ero soprattutto concentrato sui miei adorati cartoni. E alla fine dell’estate, come detto, arrivarono altri capolavori, come Mimì e le ragazze della pallavolo e questo “Arrivano i superboys” di cui ti ho parlato.
        Più avanti, Pollon e L’incantevole Creamy hanno rappresentato per me il canto del cigno di quell’epoca irripetibile. Poi, come detto già, la passione è risorta molti anni dopo…

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