Intervista ad Alessandra Gismondi dei Pitch, storica band anni ’90

PELLEeCALAMAIO è lietissimo di ospitare una vera voce rock italiana… Alessandra Gismondi dei Pitch, storica band anni ’90 tornata in pista cinque anni fa

Ciao Alessandra, ti ho seguita attentamente sin dagli anni ’90, epoca in cui esordivi con i tuoi Pitch. Un rock genuino, viscerale, poco incline ai compromessi e mi sembra legato agli anni eroici, come i ’70. Ma al di là del rock delle origini, pure all’epoca del vostro debutto discografico girava ottima musica. Quali erano le tue maggiori influenze?

Ho sempre ascoltato tantissima musica fin da bambina: dalla musica classica che rimane al momento il mio ascolto preferito,  al post punk degli anni ’80 alla new wave sia inglese che americana.

Un cantato rock femminile in Italia è sempre particolare, e so che molti furono colpiti dalla tua attitudine sul palco e dai testi sinceri e diretti. In qualche modo pensi di essere stata penalizzata nel confronto con i tuoi colleghi rocker maschili o si era già in una fase di transizione, verso una cultura musicale che avrebbe poi lanciato fior di artiste internazionali?

Non ho mai pensato di essere penalizzata in nulla anzi al contrario a me  è stata data una possibilità bellissima quella pubblicare 2 album con Vox Pop e BMG.  Di gruppi ce n’erano a palate ma  noi proponevamo  un alternative rock molto “naif”  e spontaneo che ci  dato modo di distinguerci dalla massa dandoci la  possibilità’ di cavalcare un’onda musicale ed un periodo fantastico.

Chiudendo con questo argomento, all’epoca apprezzavo tantissimo anche Soon, Scisma, Divine o Mira Spinosa, tutti gruppi a forte tinte rosa, ma pure i Csi associavano l’angelica voce di Ginevra di Marco a quella cavernosa di GL Ferretti. Che ricordi hai di queste band?

Ricordi bellissimi, perché erano anche i gruppi italiani che prediligevo e partecipando ai festivals ho avuto la possibilità’ di conoscerli tutti personalmente.

La collaborazione con gli Afterhours, dopo l’album uscito su Vox Pop e le dritte di Manuel Agnelli ha portato anche a una canzone tra le più applaudite dai fan della band milanese: “Lasciami leccare l’adrenalina”, dove la tua impronta è evidente. Lì in molti nell’ambiente (all’epoca collaboravo a RadioPopolareVerona) auspicavano un decollo dei Pitch, sull’orma ad esempio dei Prozac +.. so che non esiste una formula magica per il successo, ma nel vostro caso mi sembra che gli ingredienti dosati al punto giusto ci fossero tutti, a partire dalle belle canzoni. Invece dopo soli due album e un hit alternativa come “Nei Young” (con ottima Selen, mi sento di precisare) addirittura lo scioglimento. Ti va di riavvolgere per i lettori del mio blog il nastro della memoria?

La scelta di sciogliere il gruppo solo dopo due album è stata dettata dal fatto che all’interno della band non c’era più la grinta e la sintonia perfetta per poter proseguire alla realizzazione di  un terzo album. A quel punto ho preso la decisione di  raggiungere mia madre che viveva in Australia e mi sono presa una bella vacanza. E’ stata una scelta coerente con la mia filosofia di “vita musicale” perché suono e canto per  passione e non ho mai auspicato a raggiungere successi sanremesi.  Tra l’altro anche i prozac + si sono sciolti dopo una manciata di dischi, la stessa storia che hanno vissuto tanti altri gruppi, proprio gli stessi che hai citato sopra.

Nuova line up e ritorno in pista, anche se sono cambiate diverse cose, a partire dall’utilizzo della lingua inglese e da un sound meno punk, per così dire.. ma nel 2007, anno d’uscita di “Violet dinner”, terza fatica discografica i tempi per la discografia paiono davvero cambiati.. sei una di quelle nostalgiche o pensi che sia meglio ora che grazie al supporto tecnologico e ai social network è facile far arrivare la propria musica ovunque?

Il primo ep dei Pitch autoprodotto era in lingua inglese, solo successivamente grazie alla vicinanza di Manuel sono stata incuriosita a cantare in italiano. Ho sempre vissuto tra Inghilterra, Stati Uniti e Australia (mia madre ci ha vissuto per un ventennio) per questo motivo mi riesce più facile esprimermi musicalmente in  lingua inglese. Non è stata una decisione forzata ma solo una scelta  stilistica e di gusto personale. A partire dall’uscita di “A violent dinner” del 2007 ad oggi sono successe tante cose e progetti musicali. Ho militato in 3 bands, Pitch in primis e poi Schonwald un progetto electro-wave con il quale ho  pubblicato nel 2008 un album che mi  ha dato la possibilità di intraprendere 4 tours europei  (entro il 2012 e’ prevista l’uscita del nuovo disco per Hozac Records di Chicago) mentre nel 2009 ho formato insieme a due membri dei Giardini di Mirò il progetto Vessel che mi ha dato la possibilità di spaziare in sonorità psichedelic folk e più’ soffici e con i quali ho suonato  fino a tutto il 2010.

Nel 2011 ho pubblicato il quarto album  Pitch “Comme un Flux” supportato dal tour che ha toccato i maggiori rock club e festivals  del nord e sud Italia.

Ho sempre prediletto  sia il vinile che il cd a scapito degli mp3 ma per quanto riguarda il supporto tecnologico è sicuramente una finestra sul mondo che da modo alla musica di essere fruita più velocemente avendo così un bacino più’ ampio di utenza ed insieme ai social networks creano una rete  che offre una buona visibilità ed ottimi riscontri soprattutto nell’ambito in cui una band si colloca.

Sei sempre in formissima e la tua passione pare davvero intaccata… ma è giusto che artisti che propongono musica come la tua abbiano così pochi spazi “ufficiali” per esprimersi?… Possibile che in Italia non si riesca a creare dei canali alternativi, delle radio o degli spazi giusti per band di qualità? Sentire i discografici ringraziare Amici e X Factor per aver risollevato le sorti della musica italiana mi mette molto tristezza!

Se per spazi ufficiali intendi quelli televisivi sono daccordo  con te e ti confermo che per “noi” non ce ne sono ma ritengo che per quanto riguarda la strada alternativa esistono radio soprattutto web, siti, blog sia italiani che esteri che supportano in maniera importante ed intelligente quello che è una proposta diversa da quello che è il “mondo di Amici”.

un caloroso saluto a una grande artista, piena di passione e talento. In bocca al lupo per i tanti progetti

(qui sotto  il video di uno storico brano dei Pitch)

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4 risposte a “Intervista ad Alessandra Gismondi dei Pitch, storica band anni ’90

    • grazie Loredana… la cosa che mi fa maggiormente piacere è quando ritrovo o intervisto artisti a cui sono stato legato dai tempi dell’università e della radio. Alessandra non l’aveva conosciuta personalmente ma avevo ben seguito la sua storia musicale. Si è dimostrata davvero disponibile e carica di passione.

  1. Mediocre artista, che ha lasciato ben poco il segno per fortuna. Alternative Rock “naif”? Oh dio. Il disco del 2011 è veramente brutto, quegli degli anni 90 ascoltati ora fanno quasi compassione da tanto ingenui erano. Cosa c’entra poi nominare i Prozac+, che sono durati ben più dei Pitch, e non una manciata di album come scrive lei, con canzoni decisamente migliori, mah. Idee un pò confuse la poveretta.
    Ps…Loredana, intervistare i Pitch non vuol dire essere mostri di musica, vuol solo dire che tu ne sai veramente poco. Non lodare quando non serve.

  2. beh, nel mio blog c’è libertà di parola ma non ammetto molto le offese. Tu hai esposto il tuo pensiero, tuttavia credo che quel “poveretta” sia alquanto gratuito e poco simpatico. Alessandra non se la tira per niente, non ha esaltato il suo gruppo o denigrato i Prozac, anzi. Detto questo, è vero che la band di Pordenone ha avuto più successo, ma dopo i primi tre album (tra l’altro fatti con lo stampino) è iniziato il lento e inesorabile declino. Insomma, non mi sembra che se devi prendere a modello di paragone un gruppo di successo, il caso dei Prozac sia quello più illuminante. Erano diventati molto “di moda”, pur partendo da un genuino pop/punk! Ma la qualità sta da un’altra parte, a mio avviso. I Pitch non hanno cambiato la storia della musica italiana, ma stavano benone in quel decennio, con la loro proposta. alle prossime

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