Torino… manca solo un punto!

La matematica non è un’opinione, una frase sin troppo ovvia utilizzata in più ambiti della nostra esistenza. Associata al calcio, però diviene formula atta a rassicurare o scoraggiare intere schiere di tifosi che, spesso si affidano a conti, pronostici e scommesse – in senso buono – per trarre bilanci e opinioni definitive.

Dunque, la matematica… quella che, a dire la verità, manca ancora al Torino per poter festeggiare, anche se “quel” punticino che ancora manca sembra non spaventare più di tanto il popolo granata, solitamente così scaramantico da ridurre facili entusiasmi. Ma se persino il sobrio Ventura si è concesso il lusso di festeggiare in mezzo al campo tra tifosi in delirio e giocatori ebbri di gioia, forse è il caso di gridare, cantare, saltare e riconoscere che il grosso del lavoro è stato davvero compiuto egregiamente.

Troppi anni separavano il Toro dalla massima serie, la B sembrava ormai assimilata, anche se mai digerita dall’esigente pubblico granata, che convive da sempre con un destino beffardo, quello di non aver mai potuto gioire del tutto dei successi, visto che il fato, la storia, la leggenda è sempre dietro l’angolo.

Torino, nonostante l’agguerrita concorrenza, ce l’hai davvero fatta e i meriti sono da dividere a tutti i giocatori della rosa, sapientemente guidata da un tecnico navigato ma ancora innovativo, curioso, moderno nell’interpretazione della gara e abile nella capacità di saper far giostrare al meglio i suoi giocatori, esaltandone le caratteristiche.

Protagonisti attesi e nuovi, vecchi e giovani hanno confezionato il campionato (quasi) perfetto, forte di esperienza, grinta, tecnica e concretezza, più che di spettacolo puro.

Ecco il mio omaggio a un gruppi di  calciatori che ha contributo a questo splendido traguardo:

1 Davide Morello – poche volte chiamato in causa, il portiere che Ventura conosceva dai tempi di Pisa è il classico dodicesimo esperto e affidabile, sempre pronto alla bisogna

3 Danilo D’Ambrosio – parte col freno a mano tirato, rincalzo di Darmian ma, specie nel girone di ritorno, ha modo di farsi valere, segnando gol pesanti e correndo sulla fascia destra come ai tempi del primo anno granata. Rivalutato in extremis

4 Migijen Basha – l’atipico biondo svizzero sfodera prestazioni maiuscole, prediligendo atletismo e dinamismo alla pura qualità, che pure è in grado di assicurare. Seconda promozione consecutiva dopo quella di Bergamo: portafortuna.

5 Valerio Di Cesare – se ai tempi del suo precoce passaggio al Chelsea sembrava l’erede di Nesta, con gli anni ha dimostrato la sua affidabilità, pur non avvicinandosi a simili vette.

6 Angelo Ogbonna – l’orgoglio granata, prodotto del vivaio, insuperabile, pronto per una Grande, anche se il sogno di un tifoso sarebbe quello di vederlo diventare davvero grande con la sua squadra del cuore. DEVE andare agli Europei, non ci sono in Italia tanti difensori migliori di lui

7 Mirco Antenucci – abile sia in attacco che sulle fasce, dove appare un po’ sacrificato, lui così affine con le reti avversarie. Non lesina mai impegno e volontà, un grande!

9 Rolando Bianchi – a livello realizzativo il Capitano non incappa nella sua migliore stagione ma resta un simbolo della squadra, un leader, oltre ovviamente a un grande attaccante che si merita una carriera da protagonista in A, come ai bei tempi di Reggio

10 Alessandro Sgrigna – in avanti per lunghi tratti vigeva il turn over più ferreo ma Sgrigna ha fatto valere più volte la sua tecnica cristallina, da vero fantasista offensivo. Ha onorato la maglia numero dieci, che qui a Torino ha davvero un significato particolare.

11 Manuel Iori – poco appariscente ma terribilmente efficace il play granata, che come un diesel non si ferma mai. Ordinato e preciso, mai una giocata fuori posto

16 Luciano Zavagno – altro fedelissimo di Ventura, che l’ha scelto per la sua esperienza e affidabilità, non ha praticamente mai giocato.

19 Alen Stevanovic – super talento della serie cadetta, ormai pronto per grandi palcoscenici da conquistare sotto la Mole. Una furia sulla destra, un giocatore trasformato rispetto al timido laterale visto all’opera l’anno precedente. Determinante in più occasioni

20 Giuseppe Vives – giocatore universale, esperto, opera in tutta la zona mediana ma all’occorrenza anche sulle fasce. Concede poco alla platea ma il suo lavoro si sente eccome

22 Stefano Guberti – a lui va l’oscar della sfortuna! Pezzo pregiato della campagna acquisti si rompe subito per infortunio. Torna quando la squadra è già ben oliata ma come lui pochi sanno giocare sulla fascia, visto come riesce ad abbinare perfettamente qualità e quantità.

23 Sergio Suciu – il giovane rumeno, torinese d’adozione, da sempre colorato di granata, gioca poco ma mostra doti interessanti, non più mezzapunta come nelle giovanili ma vero e proprio regista. Confidiamo nel suo pieno recupero e in un maggior minutaggio.

25 Kamil Glik – probabilmente andrà all’Europeo e parte del merito è anche di Ventura che lo ha sponsorizzato a dovere. Grezzo, apparentemente lento ma pure fortissimo nel gioco aereo e mai a disagio, possedendo una forte personalità

27 Giuseppe De Feudis – preziosissimo gregario, quando gioca fa bene la sua parte di disturbatore silenzioso. Corre come un robottino, si appiccica al regista avversario, riuscendo spesso e volentieri a limitarlo. Averne di riserve così!

28 Alessandro Parisi – il terzino sinistro, già in Nazionale, è un altro degli uomini di Ventura. Ormai ultratrentenne limita le discese in fascia, una volta innumerevoli, ma garantisce grande rendimento.

30 Salvatore Masiello – anche lui a Bari (ma non solo) con il tecnico, si è fermato a lungo per infortunio. Può giocare su tutta la fascia mancina, bravo sia come terzino che come laterale offensivo.

33 Juan Surraco – meno arrembante del contraltare Stevanovic, ma dotato di maggior tecnica, quando gioca mostra spesso numeri d’alta scuola. Non ancora esploso secondo le sue potenzialità ha esaltato spesso i tifosi con i suoi dribbling alla Claudio Sala

34 Ferdinando Coppola – portiere affidabilissimo, si infortuna gravemente nella seconda parte della stagione, cedendo giocoforza il suo posto a Benussi

36 Matteo Darmian – sembrava timido e acerbo nel ruolo di terzino destro, invece si è fatto trovare pronto. Umile, volenteroso, il classico bravo ragazzo che però sa anche tirar fuori gli artigli quando occorre, come tradizione granata insegna.

50 Francesco Pratali – non ha giocato moltissimo l’esperto centrale ex empolese, ma fisicità e tecnica gli appartengono e non si tira certo indietro quando viene chiamato in causa

69 Riccardo Meggiorini – arrivato a gennaio dopo la delusione novarese, ha una voglia matta di riconquistarsi sul campo la massima serie. Entra nel cuore dei tifosi con la sua grinta, il suo furore e i suoi gol sempre decisivi.

77 Christian Pasquato – mezzapunta che in B può fare la differenza, con un magico piede destro, specie su punizione, si è inserito bene nei meccanismi della squadra, pur contribuendo poco in termini di gol

90 Nnamdi Oduamadi – il talento è innegabile e la carta di identità gioca certo a suo favore. Per l’ex milanista una serie di belle giocate, soprattutto nel girone di andata, la giusta esperienza che va accumulandosi per diventare sempre più protagonista

92 Simone Verdi – per il ventenne prodotto delle giovanili del Milan una bella stagione, fino all’arrivo di tanti validi interpreti nel reparto offensivo che hanno finito inevitabilmente per sopravanzarlo nelle scelte del mister. Ala destra o sinistra velocissima, in possesso di buona tecnica.

99 Francesco Benussi – scende di categoria per contribuire alla grande alla promozione del Toro. Ricco di personalità, in grado di guidare la difesa da leader.

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2 risposte a “Torino… manca solo un punto!

  1. Non entro nel merito delle pagelle, tu li hai seguiti costantemente e quindi sai senz’altro cos’hanno dato. Resta il fatto che questa splendida lotta a quattro prima o poi doveva lasciare per strada qualcuno: il ritmo impresso al torneo da Toro e Pescara nelle ultime settimane è stato devastante (non fanno testo la sconfitta dei granata con i super abruzzesi e il crollo di questi ultimi col Livorno, retaggio di un altro e ben diverso momento del campionato), giusto che siano loro a salire direttamente; il Sassuolo, soprattutto, e un po’ meno il Verona hanno resistito alla grande, ma penso che gli ultimi risultati condannino queste due squadre ai playoff. Dove dovranno fare molta attenzione alla Samp, di cui non ho difficoltà a riconoscere la forma smagliante e lo strepitoso girone di ritorno: tuttavia giustizia vorrebbe che a salire fosse una delle due compagini che hanno avuto il rendimento più regolare e hanno sempre sostato nelle prime quattro posizioni.

    • beh, Carlo.. ammetto l’enfasi – forse eccessiva – delle pagelle, ma il motivo meritava un tono così, una promozione, anche se pronosticata da più parti, si deve sempre conquistare sul campo e le partite in B non sono mai facili per nessuno. Direi che Torino e Pescara, seppur diversissime nell’interpretazione del gioco, se lo sono meritate.. ora il cuore vorrebbe l’Hellas come terza promossa ma la squadra di Mandorlini sta pagando caro a livello fisico. Hallfredsson, Ferrari, Tachtsidis non sono più quelli di un mese fa, manca poi chi fa gol con una certa regolarità.. insomma, la vedo dura, anche se la promozione sarebbe meritata. Il Sassuolo è molto quadrato, ordinato e esperto, con tanti giocatori di categoria ma è pure stato asfaltato dal Toro, ha passato ben poche volte la metà campo. La Sampdoria è la favorita, inutile nascondersi. onore al Varese certamente ma credo che uscirà da Hellas e Samp la terza squadra regina del campionato

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