Recensione di un vecchio concerto che tengo nel cuore: Fiorella Mannoia a Verona il 25/10/2010

Posto più che volentieri una mia vecchia recensione che Ricky postò poi sul sito di RadioPopolare e che il Dalse inserì sul portale di yastaradio.

La ripropongo a distanza di anni perchè quel concerto ce l’ho ancora negli occhi e nelle orecchie. Fu l’ultima data del tour che poi fu raccolto in un cd- dvd live. Proprio la data veronese, all’interno dello splendido e suggestivo Teatro Filarmonico è stata immortalata nel video, cosicchè in più parti facciamo capolino io, la mia ragazza Mary e la nostra amica Elena, visto che eravamo in prima fila e che durante i bis avevamo la Mannoia a meno di due metri. Abbiamo cantato “Il cielo d’Irlanda” assieme a lei!

La settimana scorsa ho avuto modo di assistere alla seconda data di Fiorella Mannoia al Teatro Filarmonico, grazie al caro amico Riccardo al quale, tra le innumerevoli diciture per definirlo ora dovrei aggiungere pure “neo papà”, che, in occasione del mio recente trentatreesimo compleanno  ha pensato di regalarmi due biglietti, intuendo che potesse essere di gradimento anche per la mia ragazza.

Mary infatti era felicissima e io ho accolto bene l’invito anche perchè 30 anni di onorata carriera di musica leggera vorranno pur dire qualcosa.

Ecco quindi il mio dettagliato resoconto della serata:

Un concerto bellissimo, emozionante, all’insegna della classe e della raffinatezza, elementi che da sempre caratterizzano la musica di Fiorella Mannoia.
Che si affidi a famosi parolieri o che interpreti brani editi da altri artisti, il risultato non cambia: la Mannoia prende i pezzi, li plasma, li fa propri, grazie ad un’intensità interpretativa davvero fuori dal comune.
Molti dei brani in scaletta provengono dall’ultimo lavoro di studio, compostointeramente da cover, a dire il vero, nemmeno troppo ricercate, nel senso che si tratta soprattutto di brani molto famosi e relativamente recenti.
Un’operazione di recupero simile a quello realizzato da Laura Pausini, lontano invece da altri rifacimenti più “concettuali”, come possono essere stati i cd “Fleurs” di Battiato o l’album di Morgan interamente dedicato ad un famoso lavoro di De Andrè.
Si inizia subito nella cornice splendida, piena ma non gremita (è pur sempre la seconda data consecutiva in città) del Filarmonico con tre pezzi che il pubblico conosce bene e dimostra di apprezzare: “Le tue parole fanno male”  di Cremonini, “Cercami” di Renato Zero e la celebre “Ho imparato a sognare” dei Negrita, scelto come singolo per lanciare l’ultimo album. Si tratta di una canzone che ha guadagnato in grazia, mantenendo lo spirito “sognante” del pezzo (resta tuttavia incomprensibile la “censura” sul verso “quel prete palloso… ” scambiato con un più rassicurante “quel prete noioso”…il Vaticano ringrazierà).
Fiorella Mannoia dimostra, dall’alto della sua quasi trentennale esperienza (il tempo per lei sembra non essere passato) di saper usare la propria voce in modo egregio, alternando performance più intime ad altre di più ampio respiro, nelle quali la cantante esprime anche con forza il suo punto di vista su questioni sociali e il suo malcontento sull’attuale governo e  sull’opposizione.
Sempre attenta alle parole che canta, come ci spiega prima di un brano notevole, scritto per lei dagli amici Laura Pausini e Tiziano Ferro (“La paura non esiste”), vuole sentirsi a suo agio con quello che trasmette, ci mette la faccia e guarda il proprio pubblico dritto negli occhi.
Ci sono in scaletta brani più vecchi come “Luna spina”, “I treni a vapore”, il primo momento di pieno abbraccio con il pubblico che ha sempre manifestato grande ammirazione per quel pezzo.
“Sorvolando Eilat” chiude il primo set con una coda arabeggiante, e la stessa Mannoia ad accompagnare con strumentazione etnica il giovane percussionista.
L’emozione sale alle stelle, l’esecuzione del brano è una vera perla.
Da sempre debitrice e riconoscente a cantautori come Fossati e Pierangelo Bertoli, del quale nel finale interpreta, tra le ovazioni del pubblico la sempre attuale “Il pescatore” la Mannoia dimostra di essere attentissima  anche ai nuovi talenti e, come era accaduto su singolo, propone in coppia con una visibilmente emozionata Noemi, la super hit “L’amore si odia”. Il paragone tra la pur brava ma ancora acerba cantante uscita da X Factor (che sembra voler emulare la stessa Mannoia e Nada) e l’impeccabile Fiorella appare ancora improbabile ma la passione con cui le due voci si incrociano lascia ben sperare per eventuali altre collaborazioni tra le due amiche, come le stesse si sono
definite.
C’è spazio pure per gli attesi bis, i brani che più hanno caratterizzato la carriera della Mannoia: due manifesti, diversissimi tra loro ma ben rappresentanti delle due anime dell’interprete, quella romantica e quella sociale.
“Quello che le donne non dicono” e “Il cielo d’Irlanda”, cantata all’unisono con e in mezzo al pubblico sono degli autentici classici della musica leggera italiana, oltre che pietre miliari della sua produzione.
Un concerto senza alcuna pecca, ben suonato da una band d’eccezione con quartetto d’archi, piano, mandolino, chitarra e ottima sezione ritmica con due mostri sacri come Paolo Costa e Lele Melotti.
Fiorella Mannoia a gestire il tutto con maestria e autorevolezza, magnetica nei suoi sfavillanti abiti classici e molto disponibile con il pubblico, loquace, pronta a confrontarsi col sorriso, come quando dice che non gliene frega niente se qualcuno filma, fotografa, mette filmati su you tube… fate pure voi! Anche così riesce a guadagnarsi ulteriori applausi e simpatie da parte dei fans… una schiera di gente molto composita: giovani e meno giovani, signore di mezza età in abito da sera vicine a ragazzi alternativi che da sempre la apprezzano, anche per certe scelte fatte durante la carriera, all’insegna di brani di facile ascolto ma non biecamente commerciali.
La qualità dei brani non si è mai misurata da un genere specifico e Fiorella Mannoia, interpretando pezzi come “Estate” dei Negramaro e soprattutto “Sally”, che ha fatto commuovere persino lo stesso Vasco, autore del brano, ha dimostrato ancora di più quanto possa contare sentire sulla propria pelle certe canzoni e riuscire a trasmettere alla gente quel tipo di emozione.

 

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2 risposte a “Recensione di un vecchio concerto che tengo nel cuore: Fiorella Mannoia a Verona il 25/10/2010

  1. Sempre interessanti le tue recensioni…Fiorella Mannoia poi è una delle kie cantanti preferite.
    Ma non riesco a capire perché posso accedere al tuo blog dalla posta e non dal link del mio blog…mistero 🙂
    Un caro saluto
    Loredana

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