Stupendo bis del Borussia Dortmund in Bundesliga

Storica impresa dei gialloneri del Borussia Dortmund, riuscito a bissare lo splendido campionato scorso, quando dominò in lungo e in largo la Bundesliga. Quest’anno il titolo ha un sapore diverso, ancora più dolce, sia perchè gli avversari – su tutti ovviamente il super Bayern Monaco, come sempre favorito alla vigilia in Germania – si erano decisamente rinforzati, sia perchè si sa che ripetersi è molto più difficile, specie in un periodo storico come questo, dove i cicli sembrano destinati a durare non più di qualche stagione. E pensare che, a inizio campionato, i maligni e i detrattori del “nuovo” modo di intendere calcio del Dortmund erano già pronti a salutare la caduta della squadra, incasellando il trionfo precedente come frutto del caso. Complice poi la cessione milionaria di uno degli uomini-chiave come il regista Sahin, passato in estate al Real Madrid di Mourinho e le sconfitte e i punti persi delle prime giornate, l’argomentazione appariva tutt’altro che infondata. Mettiamoci inoltre il serio infortunio occorso alla stellina Mario Gotze, conteso da tutte le big europee e capirete come mai il bis del Borussia abbia dell’incredibile. Meritatissimo titolo, conquistato a suon di partite sontuose, a mille all’ora, condite da gol e autentici sprazzi di calcio spettacolo, che nulla ha da invidiare a quello del Barcellona, che può dal canto suo vantare i migliori interpreti su scala mondiale. Ciò che ha fatto Klopp invece è stato più complicato, visto che con una squadra di “gregari” e talenti emergenti è riuscito a creare, lui sì, una macchina perfetta, dove l’11 titolare gioca davvero a memoria. Escludendo il ruolo di capitan Kehl, sovente in ballottaggio col giovane Bender davanti alla difesa, gli altri hanno sempre giocato, compreso il polacco Lewandowski, finalmente esploso ai massimi livelli dopo le ottime promesse giovanili, che quest’anno ha scalzato dal ruolo di centravanti il paraguaiano Lucas Barrios e Kuba Błaszczykowski, prima riserva del quartetto offensivo ma quest’anno molto spesso decisivo al posto dell’infortunato Gotze. Meno qualità per lui ma forse più ardore, più concretezza e la squadra alla fine non ha risentito della pesante assenza del gioiellino di casa.

Piene conferme dal quartetto difensivo, se escludiamo la partita pazza contro lo Stoccarda (4-4) che avrebbe potuto costare il titolo e ringalluzzire i bavaresi, invece si è trattato solo di un episodio, nel contesto di un torneo bellissimo, quasi impeccabile da parte dell’esperto portiere Weidenfeller, mai a questi livelli, i terzini tutto sprint e tecnica Piszczek e Schmelzer per tutta la stagione non si sono mai fermati da un frenetico andirivieni sulle fasce, la cerniera centrale formata dal concreto e insuperabile nelle palle alte Subotic e il delizioso, emergente Hummels, scartato dal Bayern e regalato al Dortmund tre anni fa col risultato che ora è uno degli uomini nuovi di tutto il panorama europeo (mi ricorda il primo Nesta, tecnico, elegante ma tremendamente efficace). A centrocampo, oltre all’esperienza di Kehl, ha giganteggiato il piccolo, solo di statura, Gundogan, parso verso la seconda metà del girone di ritorno, ancora più forte e completo di Sahin.

A dir poco fondamentale il contributo del giapponese Kagawa sulla tre-quarti, un campioncino che risolve le partite da solo, che si fa sempre trovare pronto, che regala spunti in velocità da fenomeno e che segna come un attaccante puro; conferme per Grosskreutz, in odor di Europei, mentre di Lewandowski si è già detto: dopo anni di attesa è finalmente sbocciato uno dei migliori terminali offensivi europei, secondo forse solo a Mario Gomez, l’implacabile goleador dei rivali del Bayern.

E proprio il big match contro i bavaresi, ancora in piena corsa per la Champions League – a sostegno della tesi secondo cui la Bundesliga, a differenza della nostra serie A, è sempre più in ascesa e competitiva – vinto in scioltezza, al di là dello striminzito punteggio di misura, ha consegnato al Borussia le certezze che stava accumulando per tutto il torneo.

Ora sarà il tempo a stabilire se sarà l’inizio di un grande ciclo, come quello che a metà novanta portò il sogno della Champions (ai danni della Juve di Lippi e Del Piero) oppure il mercato impazzirà letteralmente sui tanti big messi in mostra in questo biennio da una squadra fantastica. Certo, sarebbe triste vedere smantellata una creatura così ben armoniosa e con potenzialità ancora maggiori rispetto alle meraviglie messe già in mostra.

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