PELLEeCALAMAIO intervista ALESSANDRO CASTELLAN, ex talento dell’ Hellas Verona

Con me su queste pagine Alessandro Castellan, prodotto delle giovanili dell’Hellas che si è lasciato alle spalle, a soli 23 anni, una già avviata e promettente carriera da calciatore professionista.

 

“Ciao Alessandro, dico bene? E’ così? Quanto ti ha deluso questo tuo stop forzato dopo le vicissitudini al Celano, squadra attualmente ultima (e quasi spacciata alla retrocessione) in seconda divisione Lega pro?”

Questo stop forzato mi ha deluso molto perchè pur sapendo delle varie problematiche che riguardano la lega pro ,non pensavo, dopo aver disputato una buona stagione di rimanere senza contratto a causa dei problemi economici e delle regole sui giovani. Mi dispiace per il Celano ma francamente immaginavo che la stagione fosse molto dura per loro.

“Andando a ritroso della tua carriera, ti ricordo esordiente ma già piuttosto sicuro nei tuoi primi approcci in Prima squadra. Non erano tempi buoni per l’Hellas e la sua società. Come viveva un giovane come te quei momenti? In fondo nelle giovanili eri considerato uno dei più forti della squadra, di sicuro avvenire. Non hai mai pensato che saresti potuto essere utile per il Verona in quel momento?”

A Verona sono stato sempre bene come hai detto tu mi sentivo considerato da tutti e gia a 17 18 anni Ficcadenti cominciò ad aggregarmi alla prima squadra e a portarmi spesso in panchina in serie b. Ero molto contento perchè stavo bene e appunto mi sentivo apprezzato.Poi dopo la retrocessione in c1 e con l’ arrivo di Colomba in panchina l’ Hellas mi ha fatto un triennale e il mister mi considerava molto, penso che avrei avuto un discreto spazio in quella stagione travagliata se non avessi avuto quel grave infortunio. il 31 agosto del 2007 mi sono rotto il legamento crociato e 2 menischi,mi sono operato dopo 3 giorni per recuperare a stagione in corso ma la sfortuna ha avuto la meglio e ho preso una grave infezione in sala operatoria che mi costrinse ad operarmi ancora dopo un
mese e quindi la stagione è andata completamente buttata. Almeno sono riuscito a fare una partita al Bentegodi che, fin da quando sono arrivato al Verona a 14 anni, era un sogno.

“Ci parli delle tue prime esperienze da professionista, dalla vicina Rovigo alla lontanissima Olbia (mi pareva sulla carta una gran squadra e invece fu una stagione assai tribolata, se non erro) alla locale Sambonifacese fino all’approdo in Abruzzo dove in un primo momento le cose ti andavano molto bene”

A Rovigo mi sono trovato bene: abbiamo avuto un inizio di stagione pessimo poi abbiamo cambiato mister ed è ritornato Carmine Parlato di cui ho molta stima ed è andata molto meglio il girone di ritorno anche se non è bastato e siamo retrocessi. Con lui ho sempre giocato,sentivo la fiducia e questo mi ha aiutato a superare un momento duro in cui ho sofferto moltissimo il recupero problematico del ginocchio e il fatto di essere andato via in prestito dall’ Hellas circa un anno dopo le parole di Colomba che non voglio dire. Tuttavia
credo che avrei avuto una storia diversa senza quell’  infortunio.
Poi ho avuto una buona proposta dall’ Olbia e da qualche altra squadra sempre in c2 ma mi allettava molto l’ idea di fare un’ esperienza in Sardegna, anche perchè la squadra era ottima e cosi ho accettato. Siamo partiti un po’ malino e anche lì c’ è stato il cambio di panchina ed è arrivato Gautieri. Con lui altro ottimo rapporto, così come con i miei compagni e i risultati sono notevolmente
migliorati. I gravi problemi societari però persistevano  e con il mercato di gennaio io ed altri 9 compagni siamo andati via. Personalmente mi è dispiaciuto tantissimo fare questa scelta però nel calcio e nella vita si vive anche di soldi, così sono andato a San Bonifacio da febbraio a maggio. Lì non mi sono trovato benissimo sia perchè con Viviani facevo il terzino e non era proprio il
massimo per me, sia perchè dei fastidi alla caviglia mi tormentavano. Comunque è arrivata la salvezza e ho preso poi strade diverse.
L’ anno scorso sono andato in Abruzzo a Celano e direi che è andata abbastanza bene: ho giocato sempre titolare con Modica,ottimo allenatore, che si basa sul gioco di Zeman. A fine anno, a salvezza acquisita, la società sembrava dovesse unirsi ad Avezzano per costruire una squadra competitiva, invece non si è fatto più niente e quindi pochi soldi, via Modica e via noi “vecchi”, e squadra
totalmente composta da ragazzini al minimo contrattuale. Mi aspettavo che quest’ anno facessero fatica, comunque mi sono trovato bene e ringrazio e saluto la gente di Celano.

“Cosa pensi della politica delle società di lega pro e dilettantistiche in pratica “costrette” a far giocare i giovanissimi per ambire a dei contributi. Non dovrebbero giocare “i più bravi” in un mondo normale?”

Penso che da un lato alcune riforme fossero obbligatorie visto la situazione economica delle società ma sono state fatte in modo sbagliatissimo. I giovanissimi vanno secondo me inseriti piu gradualmente, devono imparare e poi i più meritevoli vengono fuori in modo naturale, non è giusto farli giocare per forza anche se non sono pronti, è un danno anche per loro oltre che per i vecchi.

Se non c’ è competizione per la maglia da titolare con i più esperti, come è stato per la mia generazione e quelle passate, i giovani non migliorano, vengono buttati in mezzo al campo per obbligo e poi quando passano l’età vanno a giocare 2 3 categorie sotto.
Tutti si lamentano di queste regole ma Macalli in lega pro e anche nel mondo dilettanti non hanno fatto niente per modificarle. Per me sono assurde. Prendono i giovani, li mettono a fare i terzini o gli esterni, cosi “dicono” fanno meno danni. Non si puo fare calcio in questo modo… i risultati sono agli occhi di tutti: campionati di livello sempre più scarso e pochissimi giovani emergenti…
Bisognava incentivare molto di più lo sviluppo dei settori giovanili e premiare le società sane di bilancio e che sfornano giovani bravi dal vivaio.

“C’è qualche giocatore, tra i tuoi compagni o tra gli avversari, che ti è rimasto particolarmente colpito e al quale ti senti di dire che farà una grande carriera? Come hai visto in generale il livello della lega Pro italiana?”

Mi aveva colpito molto Dionisi quando era a Celano e ci giocavo contro, era giovane ma aveva una grande personalità, grande fisico e tecnica. Ero certo che sarebbe andato in serie A, infatti lo ha comprato il Livorno l’ anno successivo.
Il livello in lega pro è calato. Ogni anno si abbassa il livello tecnico per i motivi sopra elencati,secondo il mio parere.

“Quando ti è maturata l’idea di lasciare i sogni da una parte per riavvicinarti a casa, alla squadra del tuo paese? Hanno prevalso altre priorità della tua vita o c’erano stati dei contatti concreti per tornare presto a calcare certi palcoscenici? Perché, se ce lo puoi dire, non si è realizzato nessun accordo?”

Qualche contatto l’ ho avuto sia dalla lega pro sia da un paio di serie D, diciamo blasonate, però a livello economico abbastanza scadenti e allo stesso tempo senza garanzie e distanti da casa. Ne ho dedotto che era meglio riprendere gli studi e giocare in zona perchè le prospettive, soprattutto per la lega pro italiana, sono molto nere. Sento continuamente amici ed ex compagni che non prendono stipendi da molti mesi e con situazioni insostenibili. Direi che il calcio professionistico nelle serie minori è pressochè agli sgoccioli. Ho firmato qui a casa mia in promozone a novembre ma poi a dicembre ho avuto la proposta di tornare a Rovigo in Eccellenza e ho accettato.  Società nuova con prospettive e ambizioni: a dicembre hanno preso ottimi giocatori tutti da categorie superiori all’Eccellenza. Visto il brutto girone di andata l’ obiettivo è la salvezza quest’ anno per poi puntare in alto l’ anno prossimo; sta andando bene, i risultati sono venuti e per ora siamo fuori daI PLAY OUT. Io purtroppo mi sono rotto il crociato dell’altro ginocchio, mi sono operato il 20 febbraio e questa volta è andato tutto alla perfezione… a fine aprile dovrei essere pronto per correre e recuperare al 100% per inizio stagione a fine luglio.

“Quali sono le squadre che maggiormente ti piace vedere giocare? Qual è il giocatore nel quale ti rivedi meglio? Io ti vedo “sprecato” per il ruolo di terzino destro, secondo me a centrocampo rendi di più”

Mi piacciono le squadre offensive che attaccano con molti giocatori e che fanno una fase difensiva coraggiosa con pressing alto e fuorigioco. Secondo me è il modello di calcio del futuro. Ovviamente il Barcellona è la squadra più forte in questo e più bella da vedere ma mi piacciono anche le squadre che hanno nel dna  il pressing ma cercano la verticalizzazione in profondità abbastanza velocemente con meno possesso palla, ad esempio come  vuole Zeman.Le partite del Pescara sono sempre molto belle da vedere. Non so in chi mi rivedo meglio, non vorrei fare dei paragoni fuori luogo con giocatori importanti, comunque sono d’ accordo con te che sostieni che io sia molto più utile e incisivo nella posizione di esterno alto o eventualmente mezz’ ala nel centrocampo a tre.

“Cosa bolle in pentola per te in questo 2012? Quali sono i tuoi progetti”

Aspettiamo la salvezza di quest anno e la nascità del nuovo Rovigo calcio. La città merita una buona società che ambisce a categorie superiori. Io penso a recuperare al meglio poi l’ intenzione mia e della società è orientata a  proseguire il rapporto nella prossima stagione, però aspettiamo la fine e poi si farà il punto della situazione, si sa che nel calcio è tutto possibile.
Comunque la società si è rivelata molto corretta nei miei confronti anche dopo l’ infortunio senza entrare troppo nei dettagli, quindi i presupposti ci sono tutti. Ora speriamo nella salvezza e che vada tutto per il meglio anche per il mio recupero.

Un sentito “grazie” ad Alessandro Castellan per l’estrema disponibilità e gentilezza. A presto e in bocca al lupo per tutto

Un abbraccio, Alessandro


 

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5 risposte a “PELLEeCALAMAIO intervista ALESSANDRO CASTELLAN, ex talento dell’ Hellas Verona

  1. Una bella intervista, perché offre davvero un’infinità di spunti di riflessione, e non saprei sinceramente da dove cominciare. E’ palese, innanzitutto, l’umiltà del ragazzo, che non si è tirato indietro quando si è trattato di cominciare a girovagare fra varie società di C, accettando addirittura i Dilettanti. Bisogna adattarsi, in certe circostanze, comunque lui, anche se a livelli non eccelsi, continua a praticare il mestiere che più gli piace e questo allevia sicuramente il dispiacere per non essere riuscito (finora) ad affermarsi ai vertici.
    Emerge poi, nientemeno, che certe società di Eccellenza sono economicamente più appetibili, per i giocatori, di buona parte di quelle di Lega Pro, e la cosa ha un che di sconvolgente, anche se in fondo risponde a una sua logica.
    Ho letto nomi che ricordo bene: Parlato (mi pare giocasse nel Padova), Gautieri, che non ha bisogno di presentazioni, e Modica (non so se fosse quello di Licata e Messina). Giusta e ampiamente condivisa l’opinione del ragazzo sulla regola per i giovani in Lega Pro: è stata fatta in buona fede, ma il rimedio si è rivelato peggiore del male, perché è un controsenso tecnico e tattico e nuoce ancor di più ai calciatori in erba.
    In conclusione, un giocatore molto sfortunato sul piano della tenuta fisica, ma dalla grande forza d’animo e voglia di sorridere alla vita. E anche una persona niente affatto banale, deve essere stato un piacere chiacchierare con lui.

  2. grazie Carlo del lusinghiero e approfondito commento. Il merito è ovviamente di Alessandro, lontano anni luce da molti calciatori stereotipati che rispondono con un senso di vaghezza così tanto simile al nulla. Al di là degli infortuni resto convinto che tutto dipenda da lui, dalla fiducia nel sistema calcio. Per il resto, con le qualità che ha, il curriculum accumulato e la giovane età credo davvero abbia tutte le carte in regola per tornare presto tra i professionisti. Per me potrebbe ambire benissimo a una C/1, tanto per capirci

  3. grazie a voi per le belle parole nei miei confronti.. ho solo espresso le mie opinioni non credo di meritare queste lusinghe.. Per me lo sport è sempre stato tutto e spero di giocare ancora tanti anni perchè mi da sempre grandi emozioni nel bene e nel male.ciao un abbraccio..

    • grazie Alessandro per il tuo intervento! Carlo è un grande intenditore di calcio e non ha speso parole a sproposito. Sono i confronti con altri giocatori che ti “elevano”, sei un ragazzo in gamba! 🙂 L’umiltà e la serietà, condivise pure da Rebecchi altro giocatore che stimo tantissimo intervistato tempo fa su PELLEeCALAMAIO, sono doti che ti sapranno ripagare dei sacrifici. Alle prossime (ps… l’intervista in ogni caso è molto letta e condivisa!)

  4. Grazie a voi due. Senza bravi intervistatori, e senza intervistati che abbiano voglia di parlare e che, soprattutto, abbiano qualcosa di interessante da raccontare, sarebbe dura anche per me commentare. ^^

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