La mia intervista al cantautore emergente Massimiliano Lalli

PELLEeCALAMAIO oggi ospita il giovane cantautore Massimiliano Lalli, da molti conosciuto perché reduce da un’esperienza importante con Gianluca Grignani, al quale è indissolubilmente legato.

“Ciao Massimiliano, benvenuto nel mio blog. Con grande entusiasmo ho il piacere di conoscerti meglio, dopo averti visto all’opera con Gianluca Grignani”.

Ciao Gianni , grazie a te e a tutti i lettori del tuo blog.

“Ho accennato alla tua collaborazione con il grande cantautore brianzolo. Spieghi un po’ a chi ti non conosce bene com’è nato questo sodalizio?”

È nato in maniera magica. Stavo disperatamente cercando un contratto,un contatto,qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi nel mio percorso musicale. Attraverso Rosario Parrotta che oltre ad essere un mio grande amico è anche fonico live di Gianluca ,siamo riusciti a far arrivare dei demo ad Andrea Mainolfi che si è subito entusiasmato e ha girato a Gian il materiale. Apriti cielo per me,non avevo idea che di li a pochi giorni la mia vita e carriera avrebbero virato così velocemente. Ho incontrato Grignani la prima volta a casa sua nel marzo 2010 è stato da subito un mentore per me. Mi ha portato in tour per capire dove e come lavorare sulla mia musica e su di me,dopo di che abbiamo scelto il mio primo singolo,lo abbiamo riscritto a quattro mani e alla fine è nata Lacrime senza fine così come la avete conosciuta e spero apprezzata. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda musicalmente parlando,lui a mio avviso è tra i big il più geniale e preparato sia musicalmente che a livello di produzioni. Fosse americano si parlerebbe di lui come un genio assoluto.

“Sei impegnato in un tour “solo”, dopo aver letto un tuo commento tempo fa su facebook mi vien da dire “finalmente!” Quanto è importante per un giovane artista come te capire quand’è il momento di provare a spiccare il volo, senza l’aiuto di un “mentore”?

 Ma vedi,in realtà il mio tour solo non è mai finito. Solamente negli ultimi mesi ho messo da parte i live per dedicarmi al nuovo lavoro discografico. Dopo l’ottimo esordio del primo le responsabilità sono non poche e devo mantenere alta la tensione per non sbagliare     Ho intenzione di fare musica per molto tempo e soprattutto di scrivere canzoni sincere che arrivino all’anima delle persone e che,magari,le consolino nei dolori della vita. Per quanto riguarda l’importanza del distacco bè,credo sia fondamentale togliersi di dosso un’ombra così ingombrante come quella di Gianluca,per evitare di diventare il figlioccio,un erede per forza. Insomma un allievo a un certo punto deve distaccarsi per crescere e diventare credibile.

“Nei tuoi brani, di stampo prevalentemente cantautorali e acustici, parli spesso di te, o almeno questo è ciò che percepisco. C’è un’evoluzione nel tuo percorso a livello di testi o sei più attento alla componente musicale, a mio avviso più curata?”

 I testi sono sempre ricercati e a mio modesto parere mai banali,ma la musica deve essere forte,bella,struggente,trascinante. Sono molto più musicista che paroliere e credo che una buona melodia sua un buon 70% di una canzone. L’evoluzione comunque c’è e deve esserci,la vita è una crescita continua,una ricerca no?

“Quali sono i tuoi modelli di riferimento italiani e stranieri?”

Adoro Jeff Buckley,questo credo lo sappia chiunque mi segue,ma sono un onnivoro. Ho suonato moltissimo blues e jazz,non si direbbe ma ho un passato da trombettista innamorato di Chet Baker. Ultimamente ascolto moltissimo folk,Bon Iver in particolare,Wylco,Ryan Adams,Amos Lee.

Vado a periodi e solitamente mi immergo in maniera totale in un disco,ricordo di aver dovuto comprare O di Damien Rice due volte per quanto lo avevo ascoltato.

(già i nomi di Jeff Buckley e Damien Rice tirati in ballo me lo fanno apprezzare ancora di più, trattandosi di due dei miei idoli 🙂 )

“Cosa pensi di questo mercato ormai saturo di prodotti preconfezionati in tv? Non pensi che, talento a parte, essi tolgano spazio vitale ad artisti come te che propongono una musica certamente più matura?”

È un peccato che un paese come l’Italia che ha moltissima buona musica dia molto spazio a musicisti da autogrill,a quei prodotti che sanno di plastica e di già sentito. Nel sottobosco ci sono artisti che credo verranno fuori col tempo,la qualità secondo me Gianni alla lunga paga sempre. Se guardi ai mostri sacri della nostra musica non ce n’è uno che non abbia faticato a venire fuori o a rimanere sull’onda. D’altra parte questi cantanti dei reality,a parte pochissime eccezioni,durano giusto il tempo di arrivare a una nuova edizione del talent che li ha lanciati. Io non sono contro i talent,dai paesi stranieri escono musicisti mostruosi,in Italia non lo so,gli autori andrebbero bacchettati o istruiti,messi nella condizione di scegliere prodotti e musicisti validi.  Lo dico anche per le discografiche che attingono a piene mani e investono in artisti che hanno vita breve a volte brevissima. Non puoi stare su un cavallo che galoppa se non sai cavalcare.

“Sei giovane ma immagini tu ricordi benissimo un periodo (verso metà anni ’90) in cui band o artisti anche di area alternativa raggiungevano agevolmente le classifiche di vendita. Rimpiangi quel periodo o meglio ora che con i social network e internet è possibile arrivare a più persone?”

Rimpiango l’atmosfera degli anni novanta,la musica,la voglia di suonare. Oggi non su vendono più i dischi,pero grazie a internet anche musicisti e band che non hanno una macchina da guerra come le major alle spalle possono arrivare col passa parola a un vasto pubblico. Oggi si campa con i live ed è giusto così,la musica va suonata dal vivo non solo sugli album. Per sapere se davvero un artista è valido va ascoltato live.

“Quali sono le tue aspettative? Credi che l’esperienza di un’impegnativa tournèè solistica possa favorire una diffusione più specifica della tua musica, con gente che viene appositamente per scoprire un lato di te e della tua arte?”

 Non ho aspettative,cerco di navigare a vista e di non illudermi,ma se il buon giorno si vede dal mattino credo che potrei anche ritagliarmi il mio spazio nel panorama musicale italiano.  Ci vorrà ancora tempo,fatica,sudore,ma ci vuole grinta come in tutte le cose. Ora voglio concentrarmi sul prossimo lavoro,portarlo ancora in radio e dal vivo con la mia band,da solo,ovunque e comunque dai piccoli club alle aperture,chi lo sa,di qualche grande artista,come si fa nelle gavette vere.

“Tra i tuoi brani, quali ti senti di consigliare maggiormente ai neofiti? Da quali ti senti maggiormente rappresentato o li ritieni tutti sullo stesso piano, come dei “figliocci”?

Adoro Brace col suo andamento soul,ma se dovessi consigliare un brano evitando ovviamente Lacrime senza fine consiglierei Il Tempo,la trovo una canzone matura e completa,ne adoro il testo,la melodia,insomma è uno di quei rari casi in cui non cambierei una virgola. Ovviamente poi i nuovi brani saranno da sentire,una bella sterzata rispetto a quello che conoscete…amo cambiare,credo dia giusto e doveroso sperimentare e crescere sempre!

Grazie Massimiliano per la tua grande disponibilità e non mi resta altro che farti il mio più grande “in bocca al lupo” per il tuo futuro

Crepi il lupo mille volte!

Ciao

(qui sotto un’esibizione live del suggestivo brano dal titolo “Brace”)

Annunci

Una risposta a “La mia intervista al cantautore emergente Massimiliano Lalli

  1. un piccolo appunto: come giustamente mi ha fatto notare la gentilissima Giada, sorella del Grigna, rilevo che Gianluca non è brianzolo, ma di Milano, quartiere Precotto. Si è trattato di un lapsus!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...