Dischi anni ’90 – 6) 883 “Nord Sud Ovest Est”

Ero un adolescente, 14 anni, quasi 15 quando esplose il fenomeno degli 883, sì, il periodo che ancora vedeva il biondo Mauro Repetto a fianco del sodale Max Pezzali. Dai banchi di un liceo scientifico di Pavia al palco di Castrocaro in un batter d’occhio, fino alla consacrazione dopo l’incontro col mentore Claudio Cecchetto, il quale ci vide davvero giusto all’epoca, dando fiducia a questo insolito duo, di cui uno ci metteva la faccia e cantava, l’altro componeva ma nelle esibizioni si limitava a dimenarsi in modo apparentemente assurdo.

Bei tempi quelli, tempi di scoperta e di meraviglia per il sottoscritto, tempi in cui stai per approdare nel mondo dei “grandi”, lo avverti dentro di te che vuoi smettere i panni del timido bambino per buttarti in una nuova dimensione.

Non nego che imparai a sciorinare tutti i versi del debutto degli 883, il famosissimo disco “Hanno ucciso l’uomo ragno” ma preferii il seguito, che mi si rivelava più maturo, in un certo senso, anche se ancora fortemente connotato da tematiche giovanilistiche e giovanili che mai abbandoneranno Max, a differenza di Mauro che invece lascerà la squadra che vince dopo appena due album, trionfali in termini di vendite.

In “NordSudOvestEst” prevalgono ancora temi di tutti i giorni, di libertà e sana ribellione adolescenziale, l’amicizia, i giochi e i locali ma traspare una certa malinconia, una nostalgia che parrebbe poco credibile se messa in bocca a dei 25enni com’erano in fondo allora Pezzali e Repetto ma che invece risuona autentica, sincera, non costruita.

Brani come la stupenda ballata “Come mai” o “Weekend” denotano uno sforzo compositivo mirato ad atmosfere più malinconiche e meno festaiole, per non parlare di “Cumuli” che tratta con pudore e schiettezza il tema della droga. Autentici cult diventeranno poi “Sei un mito” con la quale vincono il Festivalbar, “Nella notte” sul mondo delle discoteche, un brano che fa quasi tenerezza a riascoltarlo adesso con una società che da allora è diventata molto più “spietata” e “Non ci spezziamo” nella quale era impossibile non immedesimarsi se si aveva 15 anni all’epoca e si odiava la matematica 🙂

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...