Milan – Barcellona: è giusto gioire per uno 0 a 0 casalingo?

Mi è venuta un po’ di tristezza ieri sera nel constatare come la stragrande maggioranza dei tifosi milanisti abbia esultato, gioito, si sia esaltato per un misero pareggio casalingo a reti bianche, seppur con i campioni in carica del Barcellona.

Ma come? Il Milan, la squadra più titolata del mondo (Galliani puntualmente dixit), deve essere così contenta per non averci lasciato la pelle ieri sera in uno stadio San Siro assolutamente gremito?

Così davvero il calcio italiano andrà a farsi friggere, se al cospetto di un’altra big europea non si fa altro che comportarci da “provinciali”! Il Milan non ha nulla da invidiare al Barca, nè per prestigio, nè per blasone, storia, trofei, calciatori che vi hanno vinto, indossando la maglia.

Il Milan ha insegnato calcio a una generazione, ha fatto innamorare di sè tifosi da più parti del mondo, e ora per carità non scambiatemi per un “Pellegatti” di turno, sapete che non tifo per i rossoneri, eppure nonostante dati inappuntabili ieri sembrava la squadra di basso rango che affronta la regina.

Il Barcellona non è una squadra di marziani, tutti quegli epiteti su Messi, Xavi e compagnia vanno benissimo ma poi basta, il campo è rettangolare per tutte e due le squadre! E’ cambiato il modo di fare giornalismo, ahimè, ora QUALSIASI azione di un inconcludente Messi (quello visto all’opera per tutta la durata della gara di ieri sera, buono solo ad attirare falli e creare scompigli a un’improvvisata difesa) viene accompagnata da lodi sperticate, esagerazioni, iperboli impazzite. Ma una volta, non è che ad ogni intervento di Baggio o Baresi si gridasse al miracolo, al Dio del calcio sceso sulla Terra per allietare le nostre amorfe serate di Champions.

No, il Milan, ma come lui, tutto il calcio italiano, deve cambiare registro, va bene l’umiltà ma non si può raccontare uno 0 a 0 ai quarti di finale come una vittoria nella manifestazione!

Anche perchè davvero ora credono che sia più facile andare al Camp Nou e giocarsi la qualificazione? Solo perchè non si sono subiti gol in casa propria? Guardate il Leverkusen che fine ha fatto!

Come sostenevo ieri con mio fratello Nico, assistendo alla gara, in questo modo cambia tutta la percezione della stagione. Se ci si “accontenta” di uscire ai quarti – eh cosa vuoi, affrontavamo i Campionissimi – allora poi non si deve più parlare di stagione fallimentare  se non si vince la Champions. Cambiano le prospettive e le priorità: si può ambire a fare “una bella figura” tra le Big. Ma questo è lo stato d’animo con cui le squadre italiane possono riprendersi lo scettro d’Europa? Direi proprio di no! In ogni caso, in bocca al lupo al Milan, anche se io preferivo di gran lunga quello di Sacchi e di Capello, che non temeva proprio nessuno, nemmeno i “marziani”.

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4 risposte a “Milan – Barcellona: è giusto gioire per uno 0 a 0 casalingo?

  1. Appunto numero 1:
    Baggio e Baresi straordinari, ma oltre 230 gol in poco più di 300 partite fanno di Messi un Dio del calcio, vista anche la giovane età.
    Appunto numero 2:
    “se io preferivo di gran lunga quello di Sacchi e di Capello, che non temeva proprio nessuno, nemmeno i “marziani”. A chi lo dici, tu non eri ancora nato quando io mi vantavo da anni delle nostre Coppe dei Campioni. Però ai tempi di Sacchi e Capello, se il Milan voleva giocare contro dei marziani… FACEVA LA PARTITELLA IN FAMIGLIA!
    Appunto numero 3:
    Robinho e Ibra hanno avuto le occasioni più ghiotte di tutta la partita, proprio schifo non abbiamo fatto, nè?
    Appunto numero 4:
    Non è questione di umiltà, il Barca è nettamente più forte da centrocampo in su, lì dove iniziano a nasconderti la palla e non c’è verso di portargliela via. Ma come è entrato in campo “Il Faraone” e loro hanno mollato a livello fisico nel pressing, la partita l’abbiamo fatta noi. Qualche speranziella per il ritorno c’è.

    Fai una cosa, lascia stare il Milan e vai avanti a scrivere il nuovo romanzo.
    🙂
    Max

  2. ah ah, grazie mille del tuo commento! qualche milanista si sta già risentendo del post. Dai, la mia è una provocazione! è proprio perchè considero il Milan la nostra più grande rappresentante a livello internazionale che mi dispiaccio nel vederci così inferiori al Barcellona che, per carità, mi rendo conto che ha già segnato un’epoca con i suoi campioni (non è che pure in difesa siano scarsi, anzi, ma da centrocampo in su in effetti non hanno rivali, se non nel Real Madrid), ma non vorrei che si partisse già sconfitti. Il Milan ha fatto la sua parte, ha provato a tamponare, ha avuto due occasioni buone, specie quella di Robinho, ma mi aspettavo di più. Ora sarà tremendamente difficile passare in Catalogna! ciaooo

  3. Ciao Gianni, se hai avuto la bontà di leggermi ho in pratica già risposto col post sul mio blog, che avevo “in canna” già da ieri sera. In sintesi: siamo d’accordo sul generale, ossia sul momentaccio del calcio italiano, della cui crisi strutturale ho peraltro parlato a più riprese su Note d’azzurro, anche nell’articolo sulla partita. Meno d’accordo sul “particolare”, ossia sulla lettura del match di San Siro: vista appunto la situazione contingente, il Milan ha fatto l’unica partita possibile, in rapporto alle sue capacità e alle doti dell’avversario, e il risultato è ottimale come punto di partenza, anche se poi, certo, al Campo Nou si può perdere, eccome. E nella circostanza non trovo che le lodi per il Barça e per il suo… MESSIa (eheheh!!) siano state eccessive, ho visto azioni da manuale del calcio, non concretizzatesi per un nonnulla. Diverso è il discorso in prospettiva: se sul momento va bene così, nel medio e lungo periodo il calcio italiano non può accettare una situazione simile, che ci vede in posizione di sempre maggior soggezione verso inglesi, spagnoli e tedeschi, ma di questo, della necessità di rivoltare come un calzino il nostro football dando spazio e fiducia ai nostri giovani, ho fatto quasi un punto fermo dei miei modestissimi interventi sul web. Oltretutto il discorso sulla mentalità vincente è un po’ quello dell’uovo e della gallina: è necessaria ma da sola non basta se non hai i mezzi tecnici per opporti alle corazzate, e una volta che trovi questi mezzi sboccia spontanea anche la mentalità vincente. Mentalità che comunque il Milan secondo me ha ancora, l’ha solo modificata e “tarata” sulla base della sua condizione attuale.

  4. certamente Carlo condivido il tuo pensiero riguardo la partita di ieri che il Milan ha portato a termine nell’unico modo possibile, viste le oggettive difficoltà di organico. Non sono convinto che ieri il Barcellona abbia giocato benissimo. L’avrò visto un centinaio di volte e di partite di gran lunga migliori di quella di ieri sera ne ha disputate, anche e soprattutto in Champions. La mia sensazione è che la squadra di Guardiola abbia controllato bene la partita, gestita nel migliore dei modi (da Grande Squadra, quello sì) ma nulla di più! Per questo dico che il Milan poteva osare di più, soprattutto in vista della gara di ritorno. Vado su “Note d’Azzurro” 🙂

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