In serie A va di moda la “pareggite”, in Bundesliga la “spettacolite”!

Archiviata la 29esima giornata di campionato, quello che rimane negli occhi, oltre alla bella affermazione juventina ai danni di un’Inter che, nonostante la sconfitta, ha dato segni di vita grazie soprattutto alla vitalità e all’impegno dei suoi giovani migliori (Obi e Poli), è la lunga serie di pareggi.


Mentre le due big si sono affrontate a viso aperto, nel segno di un’accresciuta rivalità (extra)calcistica, con Ranieri che in un primo momento aveva azzeccato bene le sue mosse, incollando Poli a Pirlo e limitandone le giocate (poi però ha “ritratto” le scelte iniziali, dando campo aperto alla Juve sulle fasce e spazio al regista azzurro per impostare.. mah), il resto delle gare, escluso la sofferta vittoria della Lazio in extremis con il Cagliari mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

Niente dietrologie per carità, ma la “pareggite” sembra aver colpito molte squadre. A 9 gare dal termine è possibile che vi sia già chi, come triste usanza soprattutto degli ultimi tornei, si mette a far calcoli sul punticino, e ne dispensi a cuor leggero grazie alla benevola posizione in classifica ottenuta?

Non lo so, mi sembra però che basti spostarsi di pochi centimetri per assistere a scenari ben diversi. In Germania, va di moda la “spettacolite”.

Lì gli stadi sono davvero pieni dalla prima all’ultima giornata (ultima parentesi, speriamo davvero che molte squadre invece di continuare a parlare di “progetto nuovo stadio”, iniziassero a mettere in pratica l’idea, avete visto che splendore ieri lo Juventus Stadium?), in Bundesliga tutti si affrontano per vincere, dalla corazzata Bayern al fanalino di coda Kaiserslautern, lì ogni club è formato per metà da giocatori under 23, e ogni anno si svezzano e si preparano per una Nazionale sempre più forte giocatori completi.. l’ultimo esempio è il ficcante e spietato attaccante del Monchengladbach Reuss, già acquistato dal Borussia Dortmund per la prossima stagione.

Arriviamo quindi alla capolista Borussia Dortmund che non smette più di stupire, anche ieri con un po’ di sana pressione addosso – il Bayern che a suon di gol e vittorie si avvicinava in classifica – si è sbarazzata con una facilità disarmante dell’avversario di turno, il Colonia. E se col Werder la settimana prima aveva segnato un solo gol, sbagliandone una decina, ieri i frombolieri giallo-neri avevano evidentemente preso meglio la mira, finendo col colpire ben 6 volte il malcapitato portiere di turno.
Una squadra, quella allenata da Klopp, messa in campo benissimo, composta da giovani fortissimi (su tutti Gotze, Kagawa e Hummels) nell’ambito di un collettivo equilibrato e un gioco votato perennemente all’attacco. Strano che in tv o sui media se ne parli così poco, a parte gli esperti Nicolodi e Gentile di sky che conoscono la Bundes a menadito e il Guerino che già l’anno scorso al termine del girone d’andata dedicò un ampio pezzo su questa squadra (allora) emergente, adesso diventata una grande realtà.

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2 risposte a “In serie A va di moda la “pareggite”, in Bundesliga la “spettacolite”!

  1. Mah, sai, comunque c’è pareggio e pareggio: restando a ieri, ad esempio, Genoa – Fiorentina, pur non bellissima sul piano tecnico, è stata partita tesa e combattuta fino all’ultimo istante, e in Novara – Lecce le due squadre non mi pare abbiano giocato al risparmio, anzi soprattutto i piemontesi hanno molto da recriminare sul risultato finale, fra legni e altre occasioni mancate di un soffio. Insomma, non vedo il segno X come cosa da condannare a priori, e non dimentichiamo che anche uno 0 a 0 può essere estremamente spettacolare o comunque ben giocato (personalmente lo preferisco a partite che magari terminano 5 a 3, ma con errori sesquipedali e dormite difensive da una parte e dall’altra). Poi, certo, ci sono anche pareggi da botta e risposta e poi tutti a centrocampo, esecrabili, ma mi pare che negli anni recenti siano diminuiti, magari a vantaggio di vittorie “regalate” da squadre demotivate ad altre bisognose, che non è cosa migliore dei pareggi di fine stagione.
    Il vantaggio della Bundesliga sulla Serie A attuale è essenzialmente di altra natura, e lo sottolinei bene quando parli di squadre formate “per metà da giocatori under 23, e ogni anno si svezzano e si preparano per una Nazionale sempre più forte giocatori completi”. La chiave è tutta lì, assieme a stadi moderni e a una componente televisiva che forse (dovrei documentarmi) è meno invasiva che da noi. Riguardo alla spettacolarità della Bundesliga, c’è sempre stata, da quelle parti, una mentalità più offensiva, ma questo non impedì, in tempi di crisi simile alla nostra di oggi, lo svuotamento degli stadi tedeschi. Viceversa, da noi, un tempo, gli stadi erano sempre gremiti e strabordanti anche quando si segnava davvero poco e prevaleva il tatticismo: ricordi la Serie A fine Settanta – primi Ottanta, quando si festeggiava se si riuscivano a raggiungere i venti gol per giornata (evento eccezionale)? E ricordi le foto sui Guerini dell’epoca, che mostravano sempre e comunque spalti con autentiche muraglie di folla?

  2. sì, Carlo, ricordo (e rimpiango decisamente) quell’epoca di stadi pieni e di vero calore dei tifosi italiani. Per carità, gli ultras e gli scontri sono sempre esistiti, ne ricordo alcuni quando ero piccolissimo, mi avevano colpito tanto, però io mi sentivo fortissimo con mio papà e mio zio a fianco. Non ho mai rischiato nulla! La cosa che faceva da contraltare era appunto la stupenda partecipazione sugli spalti, il clima di festa, l’attesa, le canzoni. Che, magari, ci sono ancora ma certamente non in egual misura. Posseggo i dvd sulla storia del campionato e mi commuovo a pensare a quei giorni, che hanno in qualche modo scandito la parte più bella della mia infanzia, quella della scoperta di un “mondo”, quello calcistico che poi mi ha sempre accompagnato.
    Ma soltanto nel vedere vecchissime foto d’epoca, del mitico Filadelfia ad esempio (torno sempre lì, alla fine), con gli spalti assolutamente gremiti, mi fa un effetto incredibile, mi stringe il cuore. Non è la passione che manca, a noi tifosi italiani; piuttosto cominciamo a interrogarci sul perchè di questo fenomeno, di svuotamento degli stadi ecc. Sempre e solo dare la colpa alle tv mi sembra ormai un pallido luogo comune

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