Intervista ad Alex Astegiano, primo cantante dei Marlene Kuntz ma soprattutto persona sensibile e artista a tutto tondo

PELLEeCALAMAIO è lietissimo di avere oggi con noi Alex Astegiano, famoso fotografo e artista ma anche, come sanno bene tutti gli amanti del rock, il primo vero cantante dei cuneesi Marlene Kuntz.

“Ciao Alessandro, è un piacere particolare per me ospitarti nel mio blog, perché sono uno dei tanti fan del gruppo che purtroppo non ha avuto occasione di vederti dal vivo sul palco con la band. Eppure sono riuscito a scovare in rete qualcosa con te alla voce e devo farti i complimenti per la grande energia e passione che mettevi nel canto. So però che già da quei primi tentativi tu eri più attento e interessato alla performance tout court e nei concerti c’era tanto spazio per la “fisicità”. Puoi ricordarci qualcosa di quei concerti? Se non erro suonavi strumenti, come dire, poco convenzionali, no?”

Piacere mio,

dunque…bisogna sempre premettere che si parla di 22 anni fa…e  i “condizionamenti” musicali erano diversi e noi poco maturi, per quanto mi riguarda i Marlene sono nati unendo (per tentativi) musica, teatro e arte, sono sempre stato attratto da Antonin Artaud e da Alfred Jarry prima e Carmelo Bene poi; per questo i primi concerti erano più performance teatrali non solo musicali. E anche per questo il mio cantato era più un recitato (non mi sono mai reputato un buon cantante).

In più, nel marzo del 1989 quando si formò il gruppo, fummo molto affascinati dal concerto che gli Einsturzende neubauten tennero a Torino nella storica sala presse del Lingotto. Da lì…le nostre sperimentazioni sonore si svilupparono.

Fino alla mia uscita dal gruppo usavo spesso una caldaia in acciaio (per distillare grappa) come campana, una sirena e varie “suppellettili”.

“La tua scelta di lasciare il gruppo è maturata dopo pochi anni dalla fusione dei Jack on Fire (da cui, oltre a te proveniva pure il futuro leader Godano) con il gruppo di Tesio, Bergia e Ballatore. Quando e come hai capito che la musica non sarebbe stata la tua strada principale? Avevi comunque la percezione che i Marlene, cambiando registro musicale, sarebbero arrivati lontano?”

La mia scelta di lasciarli è dipesa da motivi lavorativi, non c’è mai stato nessuno screzio tra di noi.

Io e Cristiano arrivavamo dai Jack on Fire, Luca e Riccardo provavano per conto loro e conobbero Cristiano al quale proposero  il loro progetto, Cristiano mi chiamò per dirmi che mi voleva nel gruppo , non più come batterista, ma come cantante….accettai.

Mi sono sempre fidato di lui ho sempre avuto stima del suo impegno costante, voleva arrivare…dove è ora.

“Ultima di area “nostalgica”. Mai pentito di quella scelta? Nemmeno quando avresti potuto duettare con l’immensa Patti Smith a Sanremo (mi rifaccio a un tuo commento)?

Forse è l’unico rimpianto che ho…averli lasciati, ma a quei tempi non potevo fare altrimenti, sicuramente oggi sarei più disponibile (senza guardare dove sono arrivati).  Ma è andata così, e ci incontriamo sempre volentieri, Cristiano ed io ci frequentiamo oramai da 27 anni.

Il vederli suonare con Nostra Signora Patti Smith mi ha davvero commosso ed emozionato, conoscendoli bene so cosa hanno provato sul palco di Sanremo.

“Veniamo alle tue numerose esperienze come fotografo e ritrattista. Dico così perché penso che una foto astratta sia ben diversa da quella inerente visi e corpi umani. Sei stato anche un bravo tatuatore? Come riesci meglio a plasmare, fissare e modellare i corpi? Le due professioni sono correlate tra loro o appartengono a due momenti distinti della tua vita?”

Il lavoro di tatuatore è stata una parentesi durata sei anni, quando viaggiavo molto (soprattutto in Asia),  e nelle stagioni invernali facevo il Soccorittore in montagna. Sono momenti molto diversi del mio passato ma sempre uniti dal conoscere…i rapporti con le persone che fotografi o tatui sono importantissimi,  creare un rapporto di fiducia con chi hai di fronte è fondamentale, non basta saper fare delle belle linee sulla pelle o essere un bravo tecnico con le luci.

“L’elenco dei tuoi lavori come fotografo per musicisti o persone legate al mondo della musica è sconfinato! Hai ritratto Julian Cope, Robert Wyatt, Shane McGowan, New Order ma anche tantissimi esponenti di una scena alternativa che, emersa negli anni ’90, di strada ne ha fatta parecchia (Carmen Consoli, Manuel Agnelli, Vinicio Capossela, Perturbazione o gli stessi Marlene). Insomma, la musica ha ancora un peso rilevante nella tua vita e nella tua ricerca. Quali artisti riescono maggiormente a scuoterti l’anima, a trasmetterti delle sensazioni forti?”

Sono dell’idea che non si vive senza musica, qualunque essa sia. Ho solo cambiato posizione..dal palco sono sceso e faccio fotografie dal sottopalco 🙂

Tanti sono gli artisti che mi regalano emozioni, viventi e non. Sento musica molto diversa, dal rock al jazz alla classica. L’elenco sarebbe infinito.

“In Piemonte hai lavorato anche con Alberto Campo e il regista Guido Chiesa, che ho avuto modo di apprezzare ai tempi di Materiale Resistente e che ho conosciuto di persona a un cineforum per il lancio del suo stupendo film “Io sono con te”. Parlaci di come sono nate queste due collaborazioni”

Sono collaborazioni legate dall’amicizia prima di tutto, non ci si incontra solo per lavorare insieme ma anche per farsi una bella cena, il meglio di un desco per scambiarsi pareri e collaborazioni. Con Alberto Campo ho iniziato a collaborare nel 2003, ma lo conoscevo già da tempo per amicizie comuni, ed è anche stato uno dei primi a scrivere dei Marlene, per me e Cristiano era un vate della musica hai tempi di Rockerilla, se scriveva che un disco era “buono”, lo compravamo a  scatola chiusa.

Con Guido Chiesa ci siamo incontrati tramite Giuseppe Napoli (che purtroppo ci ha lasciato 2 anni fa) ai tempi del suo primo lungometraggio (Il caso Martello). Ho poi seguito vari lavori che sono venuti anni dopo. Non ci vediamo quasi più, vive a Roma da anni con la sua bella famiglia, ma resto molto affezionato a lui.

“Negli anni ’90 sei stato protagonista di un’avventura assai affascinante e penso pure impegnativa: documentare elementi della cultura e religione indiana e buddista, spingendoti fino all’Himalaya. Cosa hai scoperto con quel lavoro e cosa ti porti ancora dentro di quell’esperienza”.

Sono stato in India dal 1993 al 1998, l’ho vista quasi tutta, ho vissuto per mesi in Rajastan e seguito il pellegrinaggio che parte dalle pianure dell’Himmachal Pradesh fino alle sorgenti del Gange a 4.000 metri, sotto la maestosa cima dello Shivling (6.500 metri) al confine tra India, Nepal e Tibet. Ho poi seguito l’ultimo Kumbha Meela del millennio (una sorta di giubileo induista) ad Haridwar, nel giro di tre mesi si sono radunati circa 7 milioni di persone, un immenso ritrovo di Sadhu (sacerdoti) Shivaiti. Sicuramente un bella esperienza, faticosa ma fatta di incontri fantastici, specialmente in Himalaya. Forse per il fatto che in montagna sono cresciuto e continuo a frequentarla…è come la musica…non potrei mai farne a meno.

Mi rendo conto che avrei tante altre cose da chiederti e curiosità da soddisfare ma direi che carne al fuoco ne abbiamo messa parecchia. E’ stato un piacere per me conoscerti e mi auguro di passare presto dalle tue parti per scambiare altre chiacchiere dal vivo.

Grazie di tutto Gianni, spero di poterti incontrare…da qualche parte.  Un abbraccio 

ciao Alex

Grazie ad Alex per l’estrema disponibilità e gentilezza.

(nella foto qui sotto un ritratto fotografico di Alessandro a John Cale)

 

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2 risposte a “Intervista ad Alex Astegiano, primo cantante dei Marlene Kuntz ma soprattutto persona sensibile e artista a tutto tondo

  1. sì, ho sentito anch’io delle canzoni dei primissimi marlene con alex alla voce, l’ho scritto in apertura di intervista. Secondo me lasciava intravedere un gran talento, certamente una notevole personalità. In ogni caso ha seguito altre strade che gli hanno regalato tante soddisfazioni.. è una gran bella persona!

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