Non solo Barcellona: è calcio spettacolo anche quello di Borussia Dortmund, Swansea e… Trapani!

Il Barcellona sta segnando un’epoca, grazie ai trionfi in serie, agli exploit dei suoi migliori interpreti (ovviamente su tutti Messi) e soprattutto alla qualità del suo gioco. Un ciclo vincente, composto da tanti giovani (oltre all’argentino, anche Piquè, Pedro e Fabregas sono dell’87, Busquets è un’88,così come Sanchez,  molti giovani “canterani” hanno già assaggiato con grande profitto la prima squadra): questo a significare che le basi sono solide. Replicare pedissequamente questo impianto di gioco sfavillante non ha senso, o meglio, non è proponibile. Anche il Grande Torino, la Grande Ungheria, l’Ajax di Cruyff e il Milan di Sacchi hanno trovato tanti imitatori, tanti emuli, ma la qualità non è semplicemente replicabile.

Allora, lasciamo perdere il famoso “tichi taca” e vediamo chi in Europa si sta guadagnando grandi attestati di stima e sorpresa grazie a un gioco che provoca meraviglia e stupore. Di Zeman si parla già molto (e giustamente, aggiungo io), così come ho già avuto modo di parlare della qualità corale di Udinese, Napoli o Hellas Verona.

La mia lente di ingrandimento stavolta fa un giro strano, spostandosi dapprima in Bundesliga dove da due anni spopola il Borussia Dortmund, dopo i fasti degli anni’90 (esemplificati dalla conquista della Champions nella finale ’96 ai danni della Juve di Lippi).

Una squadra che fino a un paio d’anni fa stazionava a metà classifica, anonima al cospetto di un super tifo (80.000 tifosi presenti per ogni gara casalinga al Signal Iduna Park!) fino a quando il tecnico Jurgen Klopp, da sempre preparatissimo sul piano tattico, ha trovato il bandolo della matassa, allestendo una rosa giovane, motivata e dalle indubbie, quanto nascoste qualità tecniche. Senza inventare nulla per carità (d’altronde in Germania quasi tutte le squadre giocano ormai a viso aperto), però un conto è avere Robben, Ribery, Muller e Gomez che ti possono vincere le gare da soli, un altro “inventarsi” una squadra vincente!

In pratica nel Borussia, solo tre giocatori sono addetti alla fase difensiva totale, i due centrali, gli assortiti Subotic e il nazionale tedesco Hummels, nome emergente del calcio europeo, e il mediano Bender, gemello del più famoso pari ruolo che gioca a Leverkusen.

Talvolta, dopo che l’enfant prodige Sahin (gran direttore d’orchestra l’anno scorso) se n’è andato alla corte di Mourinho, ad affiancare Bender sta l’esperto Kehl, autentica bandiera giallonera, ma l’idea alla base di gioco è che ci sia con l’incontrista un vero regista, trovato quest’anno nelle sembianze di Ilkay Gundogan che, così a colpo d’occhio, ricorda in tutto e per tutto Sahin. Deve ancora modellarsi un po’ ma le qualità tecniche e la visione di gioco sono notevoli.

Sulle fasce due veri terzini fluidificanti, come da anni non se ne vedevano: a destra il polacco Piszczek, a sinistra il giovane autoctono Schmelzer, possibile nuovo crack in nazionale. Due stantuffi, guardare per credere! Sulla trequarti brillano le stelle di Mario Gotze, un ’92 che da tre anni gioca come un veterano (a me ricorda Thomas Hassler) e il giapponese Shinji Kagawa, sorta di Holly Atton in carne e ossa. Rivelatosi l’anno scorso, autore di 8 gol nel girone di andata, prima del lungo stop per infortunio, si sta ripetendo alla grande quest’anno con la sua classe, la sua tecnica brasiliana, il suo senso dell’opportunismo in zona gol. Un campione vero, acquistato per un “sacchetto di patatine” dalla seconda serie giapponese, praticamente era un semi professionista.

Sulla trequarti anche Grosskreutz, un valido interprete offensivo, meno appariscente dei due talenti citati ma altrettanto efficaci. Spesso agisce subentrando a loro il polacco Blaszczikovski, solido e coriaceo. In avanti una sola punta di ruolo nel pieno di un vero tourbillon offensivo, il paraguaiano Barrios o Lewandowski. Una macchina perfetta, quella giallonera, che non a caso si sta riguadagnando con pieno merito il titolo di regina di Germania.

In Premier, la vera sorpresa giunge inaspettatamente dal Galles. Nell’infausta stagione delle due superbig di Manchester, pallide protagoniste in Champions, ecco che la matricola terribile Swansea  (nelle cui fila l’anno scorso si è ben disimpegnato il romanista Borini) sta deliziando ogni platea, uscendo sempre tra gli applausi dei propri tifosi e spesso e volentieri pure di quelli avversari.

Una favola, ben raccontata dal tecnico Brendan Rodgers, un altro di quelli che ha lavorato a fianco di Mourinho ai tempi del Chelsea, ma che ha dimostrato di aver appreso in fretta dal maestro. Squadra cortissima, possesso palla spaventoso (addirittura contro il Fulham per l’80% del tempo effettivo!) grazie soprattutto all’uomo nuovo del calcio inglese Leon Britton – addirittura meglio di Xavi secondo le statistiche europee sui passaggi fatti) e ficcanti escursioni offensive con gli esterni Dyer e Sinclair, talenti autentici che sembravano persi per il grande calcio. E poi una rivelazione come l’islandese Sigurdsson giunto dall’Hoffenheim e subito protagonista di splendidi gol in serie. Una squadra spettacolare!

Infine, è doveroso citare come esempio di squadra che gioca alla grande una rivelazione del nostro calcio di provincia: il Trapani!

Capace di passare in un batter d’occhio dalle infuocate categorie dilettantistiche al sogno della serie B, grazie a un tecnico (Roberto Boscaglia) che, oltre all’agonismo – indispensabile per vincere in Lega Pro – insegna a praticare un buon calcio, valorizzando le singole qualità tecniche nel contesto di un collettivo che fa la differenza.

Costruito sulla base dei giocatori che hanno conquistato la doppia promozione recente, la rosa è composta da giovani ed esperti su cui eccellono alcuni talenti indiscutibili. Su tutti, il tedesco Salvatore Gambino, di chiara origine italiana, un 28enne capace di segnare 5 gol in Bundesliga al Borussia Dortmund (dove è cresciuto calcisticamente) e che si è letteralmente reinventato in Sicilia, facendosi portatore di un sogno. A Trapani pure lo svizzero Giuseppe Perrone e Cristian Caccetta, l’anno scorso protagonista col Foggia di Zeman  mettono qualità, così come il centrocampista Dario Barraco. E che dire delle punte Mastrolilli e Abate, o dell’esterno tuttofare Madonia? Difficile in Lega Pro vedere all’opera giocatori del genere! E allora aggiungiamoci pure l’esperienza di capitan Filippi, del difensore Lo Monaco, insuperabile in area di rigore e il regista Giacomo Tedesco (ha forse bisogno di presentazione?) e capirete che quest’anno la B può davvero diventare realtà, in un girone in cui ci sono autentiche corazzate come Spezia, Cremonese, Frosinone e le tre fresche retrocesse Portogruaro, Piacenza e Triestina.

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2 risposte a “Non solo Barcellona: è calcio spettacolo anche quello di Borussia Dortmund, Swansea e… Trapani!

  1. Una originale idea giornalistica, questo viaggio attraverso tre realtà calcistiche che oggettivamente, sul piano tecnico, sono lontanissime tra di loro, ma che per il resto molto hanno in comune. Dal gusto per lo spettacolo o più semplicemente per il bel gioco al “progetto”, parola di cui qui da noi, a livello di Serie A, ci si riempie la bocca quasi sempre a sproposito, e che invece in queste tre città ha trovato un senso, perché il progetto si è davvero sviluppato in modo equilibrato e organico: attenzione massima ai giovani, ricerca di buoni giocatori poco reclamizzati e in luoghi lontani dai giri del grande calcio, rilancio di elementi che parevano ormai persi agli alti livelli, costruzione di collettivi compatti e ben assortiti, senza prime donne, e poi, dicevo, il cercare il successo praticando gli impervi sentieri del calcio di qualità. E in quest’ultimo caso, se mi è permesso, una lancia in più va spezzata a favore del Trapani: tu che segui il Verona, e io che ho seguito il Genoa nella sventurata stagione 2005/06, sappiamo che nella terza serie fare buon calcio è un’impresa ai limiti della fantascienza, lì per emergere ci vogliono atletismo, agonismo e praticità estrema, se poi hai anche qualche piede buono meglio, ma non è sufficiente. Insomma, nella ex C1 gli spettacoli, spiace dirlo, sono sovente mortificanti, ed eccezioni come il Trapani non possono che essere accolte con giubilo.

    • Vedere il derby siciliano tra Siracusa e Trapani alla tv ha fatto un certo effetto. Un entusiasmo tangibile, un pubblico incredibile e risultato forse un po’ prevedibile, pareggio a reti bianche che però ha mantenuto inalterate le distanze tra le due contendenti alla serie B.
      In ogni caso due belle realtà, ripeto, nel contesto di un girone dove tutti davano per scontate le affermazioni delle corazzate Spezia (soprattutto) e Cremonese. Sul Dortmund credo che gli aggettivi siano finiti.. meglio guardarsi le partite, nell’ultimo turno, a dispetto di un misero 1 a 0 contro il Werder, grazie a un guizzo del solito giapponesino Kagawa, ho perso letteralmente il conto delle palle gol create. E giocava contro il Werder, che avrà pure una difesa che scricchiola, ma è una grande di Germania. La Bundesliga mi diverte tantissimo, presto un post sul torneo. 🙂
      Lo Swansea? Beh, la meno prevedibile delle tre. Partita in sordina, emanazione del Galles, sta stupendo tutti, dopo un periodo di normale assestamento. Lì vince la forza della novità! a presto Carlo

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