Il precariato sicuro degli insegnanti

In un recente passato sono stato anche insegnante! Tramite una cooperativa, tendo a precisare ma il mio compito era il medesimo dei colleghi “di ruolo”. La mia avventura professionale entro le mura scolastiche è durata poco, e non per scelta mia. O meglio, la scelta è stata pienamente e consapevolmente mia ma la realtà contingente ha fatto la sua parte in tutto ciò.

Purtroppo si vivono in questo ambito, ma allargando il cerchio, noto che riguarda non solo l’aspetto didattico ma tante altre realtà lavorative, anni di precariato pesante! Intere stagioni a insegnare, a prodigarti perchè il tuo possa essere non solo un (rispettabile, almeno così dovrebbe sempre essere) mestiere ma pure un momento davvero formativo e educativo per i bambini, gli adolescenti con i quali tu docente ti devi rapportare.

Ci ho provato, ci ho messo il cuore e tanto impegno, ho fatto sostegno, l’educatore, ho insegnato agli stranieri, ho fatto studiare nei dettagli (passando per anacronistico) la storia, la geografia e, soprattutto, la grammatica! Aaaahhhrrrggg! La grammatica, sembra quasi sparita nei temi degli scolari, quasi smarrita al cospetto di un linguaggio sempre più “sms-izzato”, sempre più veloce, sempre più “digitato”.

Non mi è stato possibile proseguire nel mio cammino, lasciato non senza qualche rimpianto! Ho trovato però troppa disorganizzazione in due anni e mezzo e poco più, ho sentito troppe storie di colleghi che da 10 anni insegnano e ancora non hanno una cattedra. E’  dura quando passi l’estate ad arrabattarti con lavoretti, senza sapere l’anno dopo dove andrai a insegnare, quante supplenze riuscirai a ottenere e quanto lunghe, che poi le graduatorie sono immobili, i concorsi pubblici inesistenti e pertanto chi te lo fa fare di proseguire, quando avresti bisogno di sicurezze, di rimanere saldi nello stesso istituto per insegnare come si deve. Una classe la dovresti portare dalla prima alla terza media, non cambiare scuola, alunni e liceo ogni anno! Insomma, sono tornato con grande soddisfazione e gioia al mio principale lavoro, quello di educatore formatore presso una struttura che opera nel socio-sanitario. L’impronta didattica ce l’ho sempre ma il contesto è molto diverso, più dinamico, meno stantio, più solido. Perchè alla fine, se hai quasi 35 anni e vuoi legittimamente progettare una vita, chiedere un mutuo, allevare e curare una famiglia, occorrono anche dei posti sicuri, delle certezze, alla faccia della flessibilità sempre più richiesta. NON SONO GLI ANNI DI PRECARIATO A RENDERE POSSIBILI CERTI SOGNI!

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3 risposte a “Il precariato sicuro degli insegnanti

  1. Come ti capisco. Anch’io farò una supplenza, maggio giugno, sarò solo una semplice tappabuchi, ma ci metterò il maggior impegno possibile, perchè in fondo gli insegnanti sono i responsabili delle generazioni future, anche i semplici supplenti…

  2. ciao Silvia, no, io è dal 2009 che non insegno più e la mia è stata una parentesi di un paio di anni. Io mi sento portato per quest’attività ma ho studiato un ramo socio-pedagogico e da sempre opero in quel campo con soddisfazione. In seguito a un mio brusco licenziamento (causa dissapori con la direttrice del centro dove lavoravo) accettai gli incarichi. La mia era una sorta di sfida, pur con una cooperativa. Però appena ho avuto modo sono tornato al mio lavoro di formatore con i disabili e ho ritrovato stabilità economica ma anche gratificazioni che purtroppo a scuola non ci sono più. La figura del prof non è più così rispettata. Vidi una vignetta fortissima tempo fa che esemplificava meglio di qualunque parola la situazione attuale dei docenti. In bocca al lupo per la tua esperienza comunque.. insegnare è una grossa responsabilità, così come l’educazione da impartire a giovani (spesso) svogliati

    • Grazie, crepi. Loro sono una bella classe e non credo avrò gravi problemi. La mia è una formazione differente, ma sarà che ho due genitori insegnanti e certe cose uno le ha un po’ nel dna 🙂

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