Natalie Imbruglia australiana di Lipari

Scherzando (me neanche troppo) ho indicato a Mary come meta per il viaggio di nozze le isole Eolie o Lipari, posti assolutamente incantevoli della nostra Italia. Essendo leggermente fuori mano le Hawaai e la Nuova Zelanda, credo possano compensare al meglio la nostra voglia di mare, belle spiagge e relax. Poi ho aggiunto con nonchalance “Lipari è anche il paese di origine di Natalie Imbruglia  e allora Mary ha cominciato a negarmi questa possibilità, facendosi “gelosa”. Scherziamo, come quando io la stuzzico su Raoul Bova (che le piace molto).

Ma, scherzi a parte, davvero la bella australiana è nata nell’isola, anche se sono in pochi a saperlo. Il nonno emigrò in Australia e lei di italiano conosce ben poche parole, così come la sorella Laura, folksinger abbastanza nota in patria, con la quale per scriverci su face book adottiamo l’inglese.. almeno mi tengo in esercizio.

Chi mi conosce sa che i miei gusti musicali viaggiano su tutt’altre onde, dal rock d’autore a quello psichedelico, dal folk al jazz, in ogni caso preferisco l’area alternativa rispetto alla becera musica pop da classifica. Qualcosa di buono si trova pure, ma diciamo che il mio è un ascolto passivo delle varie Lady Gaga, Katy Perry, i nostrani Eros e Biagio, passatissimi alle radio e in tv.

Ma quando comparve per la prima volta la Imbruglia, nel ’97 con la graziosa “Torn”, non solo rimasi colpito, come molti,dal ciuffo o dagli occhietti da cerbiatto, ma mi piacque anche la canzone in sé e il successivo album di debutto, che ebbe molta fortuna a livello internazionale.

Reputo che lei, a differenza di tante altre pop star emerse negli ultimi 10/15 anni metta l’anima in ciò che fa, nel comporre le musiche e nello scriversi i testi. E’ vero, sempre di semplice pop si tratta, ma gli arrangiamenti sono sempre ben curati, l’immagine negli anni è cambiata ma rimanendo sempre “pulita” e sobria, mai volgare a differenza delle Rihanna o Beyonce di turno che pur di sfondare sono disposte a tutto.

Il mio album preferito è il terzo “Counting down the days”: è quello che percepisco come più maturo, e per il quale si è avvalsa, come collaboratori, di ottimi professionisti quali Martin Harrington, Steve Robson, Ben Hillier e l’ex marito Daniel Johns, leader degli australiani Silverchair, gruppo di area grunge molto in voga negli anni’90. E’questo l’album della celebre “Shiver”, tra le cui perle hanno collaborato musicisti famosi, come il chitarrista di Robbie Williams o il leader dei mai dimenticati Longpigs.

Dopo questo bell’album tuttavia, Natalie ha deciso di ritagliarsi i capelli, sfoggiando un caschettino e mettendo in mostra ancora i suoi occhi azzurri per la raccolta di hit single “Glorious”, prima di rientrare in pista due anni fa con un nuovo disco di inediti in cui la sua svolta elettronica non mi ha certo convinto.

Sempre in bilico se seguire le orme di gente come Alanis Morissette (all’insegna quindi di un buon pop rock al femminile) o puntare sull’aspetto del puro marketing (è stata attrice e pure testimonial per una nota linea di bellezza) rischia di perdersi all’interno di un sempre più affollato music business. Pericolo che tuttavia verrebbe sventato alla grande se si ripresentasse con altre canzoni, tipo la splendida “That day” o la spensierata “Wrong Impression”

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4 risposte a “Natalie Imbruglia australiana di Lipari

  1. “Torn” è stato un gioiello autentico del pop anni Novanta, una canzone che ancora oggi mantiene intatta la sua freschezza, un brano di qualità e grande orecchiabilità che non a caso è stato una hit planetaria. Azzeccatissimo anche il video, originale, simpatico e… minimalista. Una strana artista, la Imbruglia, molto parsimoniosa nelle sue produzioni e nelle sue apparizioni, del tutto in controtendenza rispetto alle modalità dello show business (anche se va detto, banalmente, che un successo come quello del ’98 ti può sistemare per tutta la vita): qui in Italia, praticamente, si è passati da “Torn” direttamente a “Shiver”, con un salto di sette anni. Mi hai spinto ad andare su wikipedia per sapere qualcosa in più di questa insolita carriera fatta di qualche exploit e molte pause, e leggo di un altro suo album nel 2001, che però, vado a memoria, in Italia non ottenne grandi riscontri (almeno, io non ho ricordi di esso e dei brani estratti).

  2. L’album del 2001 ebbe meno impatto, un po’ perchè Natalie tornò dopo 4 anni di assenza (una distanza siderale nell’odierno panorama pop dove tutto brucia e si consuma in fretta) e poi perchè aveva detto addio al suo look sbarazzino da ragazza acqua e sapone e si era presentata, sempre bellissima, con uno stile più maturo. Ti consiglio vivamente comunque il singolo “That day”, accorata supplica alla persona amata e pure il video che ho postato qui sopra, la più sbarazzina “Wrong impression” non è male. Tuttavia, come scritto nel post ritengo che il terzo album, quello di “Shiver” per capirsi sia il più riuscito, perchè mischia egregiamente la freschezza pop dell’esordio con l’atteggiamento maturo e i suoni più ricercati del secondo. L’album si intitola “Counting down the days” e te lo consiglio vivamente 🙂 ciao Carlo, buona giornata

  3. Wow, le Egadi sono splendide, le ho approfondite per studio ma non ho mai avuto il piacere di andare. Idee ne abbiamo parecchie e i posti non mancano. Grazie della tua testimonianza Max

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