La mia intervista a Massimiliano Mistri e Serena Isa Coppola di “Edizioni La Gru”

E’ con grandissimo piacere che ospito su “PELLEeCALAMAIO”  Massimiliano Mistri e Serena Isa Coppola, due amici ma soprattutto gli editori de “La Gru”, interessantissima casa editrice con sede a Padova ma che non si preclude alcun confine nella diffusione dei loro libri.

“Ciao carissimi, non vi chiedo l’origine del nome “La Gru”, così induco subito i lettori a precipitarsi sul vostro sito, visto che lì’ avete abbondantemente spiegato questo aspetto. Vi chiedo invece, come sta la casa editrice La Gru? Gode di ottima salute, considerando le tante belle uscite?”

La nostra casa editrice è giovane, ha appena un anno e mezzo, e certamente giova della passione, dell’entusiasmo, e della grande fiducia che investiamo in ogni pubblicazione. Credo che questi aspetti, oltre al profondo impegno profuso, siano gemme rare che ci consentono di essere un’azienda che non bada solo al mero fatturato, ma anche e soprattutto alla qualità delle pubblicazioni e dei rapporti con gli autori e i lettori.

“Siete ancora sommersi da manoscritti? Vi siete posti la domanda sul perché in Italia ci sia così tanta gente che ambisce a pubblicare un proprio scritto?”

 I manoscritti che ci arrivano sono tanti, forse troppi per una piccola casa editrice come la nostra e a volte non riusciamo a dare risposta a tutti. Gli scrittori si dividono in due categorie: chi scrive per arrivare a dire “ho pubblicato” e solleticare così il proprio ego (Vanity Press), e chi lo fa perché sente la vera esigenza di comunicare qualcosa, non solo per se stesso. La scrittura come atto altruistico e umanistico si riconosce ed ha una forza incredibile.

 “Voi avete un catalogo assai variegato, dalla poesia (uno dei casi rari in Italia di editore che le pubblica senza contributo) al romanzo esistenziale, dai racconti a una narrativa più ostica, denominata “pulp”. Mi soffermerei su quest’ultima, visto che mi sembra stia raccogliendo diversi consensi”

La collana CortoCircuito è interamente curata da Francesca Zannella, lettrice onnivora, persona curiosa, aperta, estremamente comunicativa che riteniamo possa avere delle qualità che ci completano e ci fanno crescere. Non a caso, Portello Pulp di Simone Marzini, primo libro della collana, sta ottenendo consensi. Il genere pulp, noir, così come i classici gialli, e tutte le commistioni di generi affini, sono un mondo per noi piuttosto sconosciuto. È grazie a Francesca che ci permetteremo di scoprire, anche in questo ambito, nuovi scrittori.

“Senza dividere in “figli” e “figliastri”, c’è un vostro autore o autrice a cui siete più legati e a cui dall’inizio avete creduto fortemente? Una sorta di sfida che pensate di aver vinto nel dare una chance di pubblicazione?”

Tutti i nostri autori e i libri che abbiamo pubblicato sono stati importanti; direi che hanno scandito la nostra vita, sia lavorativamente parlando, sia dal punto di vista umano. Per quanto riguarda una sfida vorrei spendere due parole su un libro particolare, “Qualcosa non va..”, diario personale e delicato che Giulia Zatti ha scritto riguardo al disturbo ossessivo compulsivo. Un male oscuro di cui si parla molto meno di quanto si dovrebbe.

“I vostri libri si trovano abbastanza agevolmente in ambiti territoriali. Pensate di allargare questo cerchio o puntate sul mercato on line che rende reperibili ovunque ogni vostra uscita editoriale?”

Sul web è possibile acquistare i nostri libri attraverso il nostro sito oppure su librerie molto fornite tra cui ibs o la Feltrinelli online. Ovviamente il nostro intento è quello di espanderci mediante un rapporto fiduciario e personale con le librerie seguendo a grandi linee il messaggio lanciato da case editrici come Minimum Fax.

 “Dal vostro punto di vista, come vedete il mercato degli ebook? Si fa un gran parlare sul fatto che un giorno sostituiranno i libri cartacei. Un giorno che spero non giunga mai, mi permetto di dire. Insomma, alla fine prevarrà la comodità d’acquisto e la fruibilità oppure è un fuoco di paglia? Ma soprattutto, si vendono tanto gli ebook?”

Siamo d’accordo con te, da buoni nostalgici riteniamo che il libro non possa essere sostituito da un file. Ad ogni modo ci stiamo preparando ad entrare in questo mercato, che può essere utile ad esempio alle case editrici che hanno difficoltà con i lenti mezzi di distribuzione nazionale. Stiamo studiando il formato ePub e presto lo affiancheremo alle nostre pubblicazioni cartacee.

 “Ho letto i racconti di Pierucci e il libro diario di Meri Nigro, due libri diversissimi tra loro ma accomunati da una forte tensione emotiva. Quanto spazio date alle vostre emozioni nell’approcciarvi a leggere l’ennesimo manoscritto? Quanto è importante che, per prima cosa a voi editori, una storia debba coinvolgere? Mi viene tristezza a pensare a chi ragiona in meri termini di profitto (che pure deve esserci per la sopravvivenza di qualsiasi attività)”

L’emozione è ciò che rende un libro universale, è ciò che fa del libro uno dei più grandi strumenti per apprendere, perché permette di fare esperienza attraverso la riflessione e l’immedesimazione. Non esiste lettura, ma direi “non esiste arte” senza passione, senza che ci sia la tensione verso il cambiamento.

“Cosa bolle in pentola per questo 2012? Quali sono i vostri principali progetti?”

Ci sono diversi progetti in divenire. Alcuni esperimenti meta letterari come “Piccole seccature” di Luca Lunardi e “Guru” di Giulio Della Rocca. Per questo libro ci avvarremo, in fase elaborativa, della collaborazione fattiva di BookCrossing Italia. Poi alcune raccolte di racconti, tra cui “Sbramami”, primo libro di Claudia Porta (che uscirà in CortoCircuito) e che è stata definita da alcuni bloggers l’Amelie Nothomb italiana e “Scegliere”, seconda opera letteraria di Enrico Maria Tomassi, giovane scrittore molto particolare specialmente per il suo modo di entrare nel libro vivendo in prima persona ciò di cui scrive.  Poi ancora il debutto di Piero Balzoni (sceneggiatore per la TaoDue Film) e il romanzo “Cenere” di Emiliano Stefanelli, sua personalissima visione dell’inferno. E naturalmente tanto spazio a creatività e originalità. Noi editori siamo i primi a non volerci annoiare.

 

Potrei andare avanti  ore a scrivervi ma direi che di carne al fuoco per soddisfare i miei lettori se n’è messa a sufficienza.

Sono felice di avervi ospitato qui e il mio augurio è quello di vedervi sempre in forma. Ci vediamo presto a Padova, quando in forma mi sarò rimesso pure io.

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