Quante soddisfazioni mi stanno regalando Aries CastagnaroMenà e Cerea, le squadre dilettantistiche dei miei paesi!

Scrivo un articolo a me caro tra il personale e il “professionale”, nel senso che comunque si parla di calcio, seppur dilettantistico. Volevo spendere delle belle parole per sottolineare i bellissimi campionati che stanno disputando le due squadre dei comuni che sento più vicini: Castagnaro, dove sono cresciuto e vivo tuttora, e Cerea, il mio comune di residenza, dove ho comprato casa con la mia fidanzata e nel quale presto andrò ad abitare. Le emanazioni delle due squadre militano attualmente con successo in serie D, anticamera dei professionisti (il Cerea) e in seconda categoria (l’Aries Castagnaro Menà).

Inizio da quest’ultima, alla quale sono indubbiamente più legato, non fosse altro che a guidarla come Presidente è Roberto Salaro, mio zio, e perchè in realtà rappresenta più la frazione Menà, nella quale ho vissuto da bambino.

A Castagnaro la squadra “storica” sarebbe un’altra che al momento è stata superata nelle gerarchie dall’Aries, nella quale un ruolo chiave ce l’ha proprio mio zio. Da sempre impegnato nel mondo dello sport, ha iniziato col calcio giovanile e per un po’ di anni è riuscito a mantenere un dignitoso livello in ambito provinciale, suscitando l’ammirazione e il rispetto nei ragazzi (da brividi, quando al funerale di mia zia tutti i baby calciatori erano presenti con le loro tutine sportive per stare vicini al Presidente in un momento così duro). Impossibile superare un lutto simile, specie se una moglie ha appena 43 anni e ti muore improvvisamente ma Salaro dopo un po’ si è rituffato ancor più nella sua attività, lanciando una sfida, creando così una squadra dilettantistica da iscrivere alla terza categoria. In molti storsero il naso, essendoci già presente in un comune di nemmeno 5000 abitanti un altro club, ma in fondo l’Aries come detto rappresenta maggiormente Menà e, per quanto irrisori i km che separano i due paesi, a cambiare è soprattutto la mentalità, tanto che forse Menà per certi aspetti è più simile alla limitrofa Baruchella, che si trova già in provincia di Rovigo. Questo sconfinamento del piccolo paese ai margini della provincia veronese non ha però impedito la fioritura di una grande passione per il calcio di Verona. Lunghissima l’esperienza di mio padre come Presidente di un numerosissimo calcio club negli anni gloriosi dell’Hellas (l’ho sempre detto che sono cresciuto a “pane e calcio”.. se sono così appassionato lo devo a mio papà, che per lo meno mi è stato vicino quegli anni, anche se per il resto mi sento ancora una volta di ringraziare mia mamma e mia nonna, donne splendide che “davvero” hanno seguito me e i miei fratelli.. ma questa è un’altra storia ed è meglio sorvolare) e attivi tuttora dei calcio club animati da giovani con autentico cuore gialloblu.

L’Aries si destreggia bene da subito, grazie anche all’impegno di alcuni sponsor vicini al territorio e al reclutamento da parte dei dirigenti di quei giocatori castagnaresi che ben si sono disimpegnati in questi anni in categorie dilettantistiche superiori. Insomma, si è puntato molto anche sul senso di appartenenza. Il primo tentativo di promozione, tre anni fa,  sfuma sul filo di lana: dopo aver duellato a distanza per tutto il campionato,  viene promosso direttamente il SorgàRondinelle, l’Aries ai playoff pecca di ingenuità, non c’è più a livello fisico e perde lo spareggio con la più esperta compagine di Venera. L’anno successivo tuttavia è piuttosto agevole la promozione e quindi è traguardo storico: seconda categoria e sorpasso allo storico Castagnaro, anonimo in terza.

L’anno scorso all’esordio in seconda, nuovo campionato ai vertici, nuovi sforzi economici per garantire dapprima la permanenza ma poi per inseguire un sogno promozione-bis che si infrange sul filo di lana.

Nella stagione in corso troppi infortuni in corso e una rosa qualitativa dotata ma forse con la coperta troppo corta stanno impedendo alla squadra di Menà di sognare ma il piazzamento parziale è comunque più che dignitoso, a ridosso delle prime.

Più semplice parlare del Cerea, una società più ricca di tradizione e di ambizione, se è vero che dopo aver visto sfuggire la promozione in D per due anni consecutivi (al termine di combattuti gironi di Eccellenza Veneta, con squadre come Legnago o Monselice) questa stagione si è regolarmente iscritta al massimo torneo dilettantistico, “approfittando” delle inadempienze altrui. Peccato che la squadra rivale, la confinante Legnago militi, clamorosamente, in un altro girone di serie D e così la gente non ha potuto gustarsi un derby storico per due comuni tra i più popolati della provincia, distanti appena 5 km tra loro!

La dirigenza granata, solida nella figura del presidente Doriano Fazion, ha allestito una buona formazione, costruendola comunque sul ciclo di giocatori che ben hanno figurato in Eccellenza, dal bomber Moretto (che da giovanissimo spopolava a Bovolone con un certo Riccardo Meggiorini) agli esperti difensori Bonfà e Dal Corso, ai centrocampisti Ghirigato e Angelico fino alle promesse Guccione e Filippini. La squadra sta andando ben al di là delle più rosee aspettative, in piena zona playoff, a 11 punti dalla capolista, la sorprendente Este, e in grado di inanellare un ciclo di vittorie ad inizio campionato che avevano proiettato il Cerea in testa alla classifica, con perle assolute come la netta vittoria a casa del favoritissimo Forlì.

Ah, quante soddisfazioni quest’anno dalle “mie” squadre! 🙂

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