Notizie sul mio nuovo romanzo: quando la magia dello scrivere ti pervade è impossibile sottrarsi!

Chiamiamolo “work in progress”, lavoro in divenire: sta di fatto che da circa una settimana sono alle prese con la stesura del mio nuovo romanzo e la cosa mi sta prendendo molto, e in un certo senso, sorprendendo.

Già, perchè onestamente non avevo messo in conto di riprendere per mano una storia nuova di zecca a così poca distanza dall’uscita del mio romanzo d’esordio (Verrà il tempo per noi, ed. Nulla Die), per il quale siamo ancora attivi a livello di promozione e vendite.

Diciamo che sto spudoratamente “approfittando” di questa mia lunga pausa forzata dopo la paura della malattia, scongiurata per fortuna grazie a un miracolo. Ho perciò molto tempo da dedicare a me stesso, alla mia piena guarigione, all’utile ginnastica ma pure alla scrittura. E difatti avrete notato quanto io riesca ad aggiornare il mio blog in queste settimane!

La voglia di scrivere è sempre tantissima per me, che si tratti di post nel blog, articoli giornalistici, recensioni musicali o interventi altrove, ma una storia per un romanzo è altro affare.

Per contratto ne devo presentare uno nuovo alla mia casa editrice, ma i tempi sono lunghi e io avevo intenzione di trascorrere questo 2012 dedicandomi in primis al romanzo d’esordio, anche perchè, detto fra noi, non mi balenava ancora in testa un soggetto interessante al punto di trasferirlo su pagina. Tendenzialmente, anche se non sembra, viste le molte attività, sono pigro e perciò me ne sarei rimasto tranquillo ad “aspettare” la mia storia, tanto una volta acchiappata mi scatta una sorta di “urgenza creativa” per cui non posso fare altro che buttarmi giù a capofitto a scrivere, con le parole che mi sgorgano quasi spontaneamente dall’anima.

C0n Verrà il tempo per noi fu diverso, perchè è un progetto partorito anni fa, in tempi non sospetti! Avevo già l’idea, la trama, i personaggi, tutto chiaro in testa: mi capitavano cose tipiche che avevo sentito da certi scrittori, come non riuscire a dormire perchè troppo assorbito dalla mia storia, immagini e dialoghi che ti passano per la testa e tu non puoi fare altro che raccoglierli e farli tuoi, fissarli e dare loro valore. Lì era scattata una sorta di “magia” creativa, non saprei come definirla diversamente.

Non avevo fretta per il seguito, e invece… pum.. eccomi qui. Da una settimana ho iniziato quello che mi auguro possa diventare il mio secondo libro pubblicato, anche se con l’editore sono stato vago, dicendogli che sarò in grado di consegnare il manoscritto per fine anno (in quel caso tra editing e altro, il libro uscirebbe nel 2013, a due anni dall’esordio, un lasso di tempo che ci può stare nel mondo dell’editoria).

Ciò che mi è successo negli ultimi mesi avrà il suo peso nella storia che, lo dico subito, non sarà autobiografica ma certo conterà come sempre sulle mie emozioni e, pertanto, non possono mancare le scorie della passata malattia e della degenza in ospedale. Però ci sarà spazio per tante situazioni diverse, per diversi stati d’animo. Mi piace definirla una storia d’amore, ma in un senso più universale, l’Amore per una donna, quello che ridà un nuovo senso alla tua vita, e l’Amore per la vita stessa.

Sto alternando la prima persona, che in un primo momento avevo deciso di adottare come scelta stilistica narrativa e la terza, ma poi ho optato per una narrazione alternata “prima/terza”, ovvero in terza ma non con narratore onnisciente, piuttosto dando spazio in prima persona ai pensieri intimi dei personaggi, al fine di renderlo più credibile e coinvolgente.

Invece Verrà il tempo per noi era un romanzo corale e lì era naturale utilizzare la terza, oltretutto con narratore esterno che conosceva benissimo tutta la vicenda, tanto che alcuni mi hanno scritto che sembrava che il narratore fosse anch’egli uno dei ragazzi di quella compagnia e che ci stesse pertanto raccontando vicende condivise con degli amici di un tempo. Insomma, non avevo utilizzato la tecnica definita “show, don’t tell”: quella a mio avviso funziona benissimo con i gialli, dove al lettore piace essere accompagnato lungo la storia, fino alla scoperta dell’assassino, non vuole saperlo dall’inizio da un narratore onnisciente!

Non anticipo più nulla, anche se avrei voglia di parlarvi per ore di questo mio nuovo romanzo! E’ un po’ come quando hai una cosa nuova e bella che ti è capitata e non vedi l’ora di comunicarla. Io sento quasi di poter gridare la mia felicità ritrovata, la mia gioia piena e totalizzante per essermi riappropriato della mia vita. Scrivere mi consente di lasciare dietro di me emozioni e immagini e di conservarle con me, per me e per gli altri, per tutte quelle persone che mi vogliono bene e che non mi hanno abbandonato nei momenti di grossa difficoltà causati dai problemi di salute. A tutti coloro che mi hanno scritto durante il periodo ospedaliero frasi come “non ci puoi lasciare, hai ancora tante cose da scrivere”, “devi guarire, devi scriverci ancora tanti libri”… alle persone che non hanno mai smesso di incoraggiarmi e di instillarmi fiducia, beh, a loro sento di dedicare questo mio nuovo lavoro che spero presto veda la luce.

Avrei già il titolo, ma quello per ora non lo sa nemmeno l’editore, solo Mary ne è al corrente, ma lei in fondo è la mia musa.

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4 risposte a “Notizie sul mio nuovo romanzo: quando la magia dello scrivere ti pervade è impossibile sottrarsi!

  1. “ho optato per una narrazione alternata “prima/terza”, ovvero in terza ma non con narratore onnisciente, piuttosto dando spazio in prima persona ai pensieri intimi dei personaggi, al fine di renderlo più credibile e coinvolgente.”

    Ossignur, Gianni, ossignur signur. Occhio, occhio ragazzo mio, ricordati sempre del punto di vista, occhio o ti scateno contro Greta, sai che per lei il PDV è più importante del marito! 🙂

    ” la tecnica definita “show, don’t tell”: quella a mio avviso funziona benissimo con i gialli, dove al lettore piace essere accompagnato lungo la storia, fino alla scoperta dell’assassino, non vuole saperlo dall’inizio da un narratore onnisciente!”

    Invece quella tecnica la dovevi usare “alla grandissima” per “Verrà il tempo per noi”, e non l’hai fatto, mannaggia a te, anzi, mannaggia a chi ti ha editato. Poi, questa panzana dei gialli, mica sempre l’assassino salta fuori all’ultima pagina, giusto? 🙂 🙂

    Gianni, ultimo consiglio, dai retta a uno stupido… visto che sei appena partito con la scrittura fammi un favore… comincia a togliere il mare di puntini di sospensione che avrai già messo. 🙂 🙂 🙂

  2. ciao Max, grazie mile per il messaggio! Show, don’t tell, non lo so… probabilmente non fa per me (eccoti di nuovo i miei puntini di sospensione! 🙂 ), leggo molti libri dove il narratore chiaramente dà delle indicazioni precise, fa quasi parte della storia, e a me sinceramente non urta. Poi i gusti son gusti! E’ vero, i puntini di sospensione sono un problema che io non sapevo come risolvere, per me andavano bene in certi frangenti ma in molti altri andavano chiaramente estinti. In ogni caso sto ricevendo commenti e giudizi di ogni tipo e io accetto (quasi) tutto con serenità, mi fanno piacere tutte le critiche, sia positive che negative. Mi interessa migliorare e confido di farlo con questo nuovo lavoro, ho la sensazione che con un professionista vicino avrei potuto estrarre da “Verrà il tempo… ” una storia molto composita e intensa, avrei potuto sviscerare di più alcune situazioni ma non ho voluto “strafare”,mettiamola così, ho preferito tenermi un po’ leggero, era il mio esordio, non sapevo esattamente se sarei riuscito a giostrare bene i personaggi con il giusto equilibrio. La storia ce l’avevo ben salda con me, sapevo esattamente come tenerla in piedi e dove andare a parare, ma con il nuovo scritto amplierò gli orizzonti. Spero in ogni caso che il romanzo ti sia piaciuto, a livello di intreccio narrativo e di trama. Ciao, a presto

  3. Storia d’amore? Degenza ospedaliera…
    No Vanoli non cedere! Basta amore! Che non mi cadi nello sdolcinato santo dio! E lascia stare l’ospedale, troppo forte come cosa,non vorrei scivolassi nella ricerca del lacrimone o nel patetico…occhio che è facile quando si parla di cose così importanti che ti hanno segnato e non vorrei che sti primi indizzi portassero a questo. Dimmi che mi sbaglio e sono felice.
    E scusa…se uno ti ha scritto non ci lasciare hai ancora tante cose da scrivere puoi solo dire…ma vaffanculo, anche non avessi un cazzo da scrivere non me vado no! 😉
    Ciao boss!!

  4. Cavoli, no Ricky! Non sarò nè sdolcinato, nè melodrammatico, non intendevo dire quello e tanto meno la storia non sarà ambientata in un ospedale. Ho solo detto che certe emozioni provate si riverseranno necessariamente sul libro. Io scrivo in modo spontaneo e mi piace anche inserire delle frasi ironiche, dei momenti divertenti, mi piace prendere spunto dalle vite che vedo intorno a me, oltre a ciò che sto vivendo io. Non sarà autobiografica, ecco.. però è innegabile che ci sarà spazio per i sentimenti, ma non nel senso che temi tu. Ti dirò di più: credo che chiunque si appresti a scrivere un qualcosa, dovrebbe mettervi del sentimento, e anche un bel po’ se vuole provare a comunicare emozioni.
    comunque mi hai dato lo spunto per scrivere un post, grazie 🙂

    ps.. le persone che mi hanno detto che ho ancora tante cose da scrivere, sono quelle che mi conoscono per la maggior parte grazie al libro, è chiaro che gli amici stretti e i parenti non si preoccupavano di questa cosa in primis, però mi hanno fatto piacere anche quelle testimonianze di affetto.. tutto aiuta in quei momenti e tu che da gradissimo amico sei venuto pure in ospedale, sai quanto avessi bisogno di forza interiore. buona giornata

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