Cuore diviso a metà: ieri però ha prevalso alla grande l’Hellas Verona: 4 a 1 al Toro!

Altre volte ho scritto riguardo la mia ambivalenza sportiva, in merito al tifo, quello più sano e passionale. Oddio, quando si parla di calcio, è quasi “bigamia” perché è peccato tifare per due squadre. Io in ogni caso non sono più quello viscerale di un tempo, seguo il calcio con tanta passione ma con meno ardore “di parte”! C’è una sostanziale differenza comunque  tra ciò che provo per l’Hellas Verona  e ciò che sento per il Torino.

Il Verona è la squadra della mia città, quella che più mi ha fatto battere  il cuore, l’unica diciamo che mi ha “davvero” fatto battere il cuore, con le gioie (tante): a 8 anni vidi in presa diretta il trionfo dello scudetto di Bagnoli. E non pensiate che fossi un “semplice” bambino ignaro di cosa stesse succedendo! Già da due – tre anni ero stato colpito dal morbo calcistico: mio padre Vincenzo come detto mi portava allo stadio ogni domenica e da posizione privilegiata mi godetti quello spettacolo di squadra. Tanti ritiri coi giocatori, trasferte con il calcio club di cui mio papà era Presidente, io che fungevo da mascotte autentica, visto che sapevo le formazioni, le classifiche. Ma non scambiatemi per secchione o, peggio, per saccente, ero solo un bambino che voleva sapere tutto della sua squadra del cuore. Crescendo ho visto l’Hellas attraversare momenti bui, come le retrocessioni ma lì siamo a uno stadio differente, a qualcosa che aveva lasciato spazio alla razionalità e alla mia voglia di perlustrare tutta la sfaccettata storia del calcio. Mi sono così legato ad altre vicende, lasciandomi trasportare dal ricordo di personaggi antichi, dalle meraviglie degli anni ’60 e anche prima.

Ma una squadra ha fatto di più, insinuandosi lentamente nella pelle: il Grande Torino! Mi sono “perso” emotivamente in quelle pagine di storia, mi sono commosso, ho anche pianto e non me ne vergogno. Ho iniziato a divorare libri sull’argomento, a ricercare notizie sui giocatori, sui dirigenti, su quell’epoca triste, gli anni’40, sul lascito dei Campionissimi sul nostro calcio!

Ho capito che nulla sarebbe rimasto come prima, ho così scoperto una passione per tutto ciò che concerne il “mondo” granata, il cosiddetto “tremendismo”, i valori forti e radicati che fanno parte del Dna di questa meravigliosa squadra. E prima o poi andrò a Superga e mi prenderò pure la maglia ufficiale del Grande Torino!

Ieri però è stata tutta un’altra storia: in campo il cuore batte forte ancora per l’Hellas, troppi i bei ricordi che associo alla mia infanzia con mio padre. Se fosse stata gara di Champions avrebbe vinto il Verona: 3 a 1 all’andata per i granata, 4 a 1 ieri per i gialloblu!

Che gara, ragazzi! Stadio Olimpico pieno, tutti che si aspettavano un salto in avanti del Toro, verso una promozione che ai più pare legittima. Ma il Verona non è certo uno sparring partner ideale per questo, dato che la squadra, allenata da un ex cuore Toro come Mandorlini è una delle più belle viste all’opera per tutto il campionato, una delle più complete, delle più spettacolari e continue.

Nessuno tuttavia poteva prevedere l’entità dello scarto tra le due compagini: 4 gol in trasferta per il Verona, al cospetto di un Toro che mai aveva lasciato 3 punti alle rivali che gli facevano visita.

C’è riuscito alla grande l’Hellas con una prova magistrale, perfetta, da squadra di categoria superiore e, a mio avviso, l’obiettivo sarebbe alla portata, sia come classifica che sulla base di un’affermazione così prepotente e autoritaria come quella fatta vedere ieri sera.

Una squadra completa, con alcuni giocatori di gran spessore, dal nazionale islandese Hallfredsson, autentico lusso per la categoria, all’emergente Tachtsidis, miglior centrocampista della cadette ria per rendimento, dal funambolo Gomez (inaudite tutte quelle stagioni in Lega pro per un talento simile) al difensore Mimmo Maietta, cresciuto nella Juve e mai a questi livelli in carriera!

Maietta meriterebbe un capitolo a parte, per come sta affrontando queste sue due stagioni in gialloblu: ha letteralmente conquistato la platea scaligera, idolo della curva, mai domo in campo dove confeziona prestazioni “monstre”, perfette in difesa e positive in attacco; prima di vestire la maglia dell’Hellas mai un gol in carriera e quest’anno già 3… e che gol! Ieri uno alla Messi, guardate il filmato per credere!

Il mio auspicio è che entrambe le squadre possano andare a braccetto nella massima serie, magari insieme al Pescara, la formidabile squadra allenata da Zeman. Certo, ci sono pure  il tenace Sassuolo, Sampdoria e Padova, le due delusioni del torneo in leggera ripresa, e altre squadre tignose come Brescia, Reggina e la rivelazione Varese. Non sarà facile ma le qualità per emergere ai massimi livelli ce le hanno sia il Toro che il Verona.

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2 risposte a “Cuore diviso a metà: ieri però ha prevalso alla grande l’Hellas Verona: 4 a 1 al Toro!

  1. No, quest’anno mi sbilancio.. niente campionato di transizione, anzi.. Verona e Torino “devono” tornare in A! Dai, non può esserci una massima serie senza queste due squadre, mancano da troppo tempo ormai

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