Davide Chiumiento e Luca Scicchitano: promesse del calcio purtroppo non mantenute

Questo post dal mio punto di vista è molto triste, nel senso che parlerò di due calciatori sui quali avevo puntato tantissimo, considerandoli ben più di due promesse.

Davide Chiumiento, svizzero ma italiano d’origine e Luca Scicchitano, calabrese di Cirò Marina, hanno condiviso un sacco di partite e trionfi nelle giovanili della Juventus.

Due tornei internazionali di Viareggio consecutivi, campionati Primavera di altissimo livello, l’assaggio fugace quanto precoce col calcio che conta. Sembravano due predestinati, con la loro tecnica cristallina, entrambi agivano inizialmente da trequartisti dietro l’unica punta, Palladino o Olivera.

Classe ’84, il loro destino si incrociò in una finalissima del Viareggio di cui la Juve non veniva a capo, nonostante tutti i favori dei pronostici. Scicchitano, con addosso un insolito numero 2, quello dei terzini, per tutta la gara si era scannato, perdendosi in corse infinite e tentativi di tiro, specie su punizione o dalla lunga distanza. Nei tempi supplementari il cambio col compagno Chiumiento che d’astuzia risolse la gara con un bel tocco. Trionfo bianconero a anticamera di quello che accadrà nella stagione seguente con lo svizzero protagonista assoluto del torneo Primavera, miglior giocatore del Viareggio nel trionfo-bis, gol spettacolari, azioni da fuoriclasse, i primi titoli sui giornali, i paragoni con Del Piero, la bandiera bianconera. Chiumiento all’esordio nella massima serie, caldeggiato da ogni organo di stampa, si guadagna la prima pagina del quotidiano torinese “Tuttosport”. Scicchitano partecipa alla grande a quei trionfi, svolge il ritiro estivo agli ordini di Fabio Capello con la prima squadra, arretra il raggio d’azione spostandosi a interno o  mezz’ala, quando non proprio mediano playmaker.

Nella stagione 2004-05 gli occhi degli addetti ai lavori sono puntati su di loro, in mezzo a tanti giovani bianconeri che si stanno mettendo in luce (il regista Paro di un anno più grande, il già citato Palladino, il terzino Konko, il mediano Boudiansky tra gli altri). Chiumiento, sul quale le aspettative sono altissime, parte dalla serie A, al Siena, all’epoca società molto amica della Juventus, Scicchitano passa a una società ambiziosa, l’Avellino. L’impatto con i professionisti è duro, lo svizzero racimola poche presenze, appare timido, trova comunque il primo gol in serie A in 14 presenze ma resta un po’ l’amaro in bocca nei tifosi juventini. Il crotonese arranca, si infortuna, e questo peserà tanto sulla sua carriera, visto che già da giovanissimo si operò una volta. A gennaio Scicchitano passa in comproprietà al Crotone in B, è uno degli idoli dei tifosi, lui crotonese doc ma resta al palo, troppi infortuni, fa solo in tempo a debuttare.

Nel 2005-06 Chiumiento saluta l’Italia, la Juve lo presta al Le Mans, ricavandone una stagione assai modesta (18 presenze e un solo gol), sembrano non riuscirgli più certe magie in campo, a livello tattico è certamente di difficile collocazione, fantasista minuto, fisicamente gracile, poco presente in zona gol. Scicchitano cade vittima di un altro infortunio, perde quasi tutta la stagione, da Crotone si accasa a gennaio al Ravenna in C1, suscitando grandi aspettative e interesse nei tifosi romagnoli ma non esordisce nemmeno in campionato, solo sporadiche presenze in Coppa Italia con una condizione fisica assai precaria. La Juve lo lascia definitivamente al Crotone, non credendo più sul suo effettivo recupero: purtroppo non si sbaglierà.

L’anno successivo, mentre Chiumiento tenta la carta svizzera (a proposito, in un primo momento attenderà ad accettare la chiamata della Nazionale biancorossa, in quanto lusingato dalla prospettiva di indossare quella della nazionale maggiore azzurra, tanto per dire quanto si fossero spinte in là le attese sul nuovo Del Piero); la stagione allo Young Boys è l’ennesima di transizione, mentre poi inizierà un fruttuoso sodalizio al Lucerna (88 presenze e 17 gol in 3 stagioni e l’esordio nella nazionale maggiore svizzera). Davide contribuisce enormemente alla conquista dello scudetto della società Lucerna, sembra l’anticamera del successo tanto atteso. E’ nel giro della Nazionale, all’interno di un interessante ciclo (Derdiyok, Behrami, Liechsteiner, Barnetta tra gli altri), si parla di un passaggio in Bundesliga, stavolta da protagonista… e invece, colpo di scena, l’ancora giovane calciatore, appena ventisettenne, accetta le lusinghe (e i soldi) della Soccer Major League americana, campionato dai forti introiti ma ancora relegato a una modesta proposta tecnica. Chiumiento si accasa volentieri in una società nuova, all’esordio nella lega statunitense, ai Whitecaps di Vancouver. L’impatto è buono, ma resta il fatto che così si è nuovamente allontanato dal grande calcio.

Scicchitano, alle prese con infortuni pesanti, sceglie di ripartire da casa, Rossano Calabro, la cui società riversa in difficili condizioni economiche e si trova negli ultimi posti in classifica del girone I della serie D. Dilettanti, insomma, e spiace per Luca, le cui qualità sono innegabili e risapute. Se non altro riassapora il campo, la gara ma poi scende addirittura in Eccellenza, al Cutro, sempre in Calabria.

Notizie certe lo danno alla ricerca di una squadra professionista, che le sue qualità tecniche garantirebbero in condizioni normali di efficienza fisica. Durante i ritiri estivi, sostiene periodi di prova con Pro Patria, si parla di un interessamento di Foggia, Sangiovannese. Non se ne fa nulla e Luca decide comunque di imbarcarsi in una lunga trasferta, addirittura a Cerea, nel mio comune di residenza! Non credo alle mie orecchie: Luca Scicchitano, grande promessa della Juventus, illuminerà il gioco della squadra della mia città, che a maggior ragione con lui può legittimamente ambire a passare dall’Eccellenza alla serie D.

Luca è in forma, gioca sempre titolare, tiene i 90 minuti, indossa solitamente la maglia granata (eh, sì, il Cerea è chiamato “Piccolo Toro”) numero 4, si destreggia alla grande in mezzo al campo. Segna poco, ma quando lo fa regala grandi perle, specie su punizione, la sua specialità dei ricordi juventini. Al termine di due belle stagioni, in cui la squadra giunge sempre a ridosso delle prime (il Cerea comunque quest’anno è iscritto alla serie D e si sta comportando egregiamente, essendo a ridosso della prima, in piena zona play-off), Scicchitano torna a casa, di nuovo alla Rossanese. Siamo nel 2010-11, gioca le prime gare da titolare, poi però a gennaio ritorna al Cutro. Quest’anno le mie fonti me lo danno nella  Cremissa, la squadra di Cirò Marina, se non erro in Promozione. Il sogno dei Pro, nonostante i 27 anni, sembra ormai lontano per lui, probabilmente i tanti infortuni gli impediscono veramente di imporsi a certi livelli, ma la scelta comunque mi lascia dispiaciuto. Mi piacerebbe intervistarlo, chissà che non ci riesca sul serio!

Il calcio italiano da sempre annovera talenti che non ce la fanno a sfondare come sarebbe lecito attendersi dopo gli inizi promettenti: ho raccontato le storie di due ragazzi  che chiunque abbia avuto modo di vedere all’opera nelle giovanili, ricorda come campioncini autentici.

Mi sembrava giusto rendere loro omaggio. Il mio blog serve anche a questo.

(certo, restano i rimpianti: guardate qui che razza di gol ha segnato di recente Chiumiento contro i New York Red Bulls)

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20 risposte a “Davide Chiumiento e Luca Scicchitano: promesse del calcio purtroppo non mantenute

  1. se sei interessato ad intervistare luca scicchitano posso aiutarti. io lo seguo giocare nel cremissa è uno spettacolo

    • ciao raffaele, grazie dell’intervento. Come ho detto nell’articolo, certo che sarei interessato a un’intervista con Luca. Avevo provato a contattare la società Cremissa ma non ho trovato un indirizzo mail. Fammi sapere, lo seguo dall’inizio della sua carriera. Alle prossime

      • ok perfetto lasciami il tuo numero per posta o aggiungimi su facebook.. raffaele patera

      • Il Lucerna però non ha vinto lo scudetto con Chiumiento, il Lucerna non vince il campionato svizzero dal 1989

      • grazie Claude del tuo intervento. Hai ragione, col Lucerna non vinse lo scudetto, si consacrò comunque. Soltanto con lo Zurigo, di ritorno in patria dopo la fugace esperienza in Canada, vinse il suo primo trofeo, la coppa Nazionale

  2. SCICCHITANO che giocatore mi ricordo la semifinale di viareggio contro il vicenza 2 goal da cineteca.. Peccato poteva essere il nuovo pirlo..

    • sono d’accordo con te Leonardo. Era un ciclo splendido, molti divennero big come Konko, Palladino, Paro, Cassani, Boudiansky… altri però si sono persi, penso a Benjamin, Fumasoli e appunto Luca, frenato dagli infortuni. Questo post è tra i miei più visualizzati, e la cosa mi fa ovviamente piacere perchè rende giustizia a queste due promesse.

  3. SCICCHITANO LO RICORDO BENISSIMO, DOVE GIOCA ORA? ERA VERAMENTE FORTE MI RICORDO I SUOI LANCI MILLIMETRICI ED UN TIRO PRECISO ED INSIDIOSO. DEDE’ CHIUMIENTO CHE CLASSE TECNICA SOPRAFFINA PECCATO. 2 FENOMENI A TORINO LI CHIAMAVANO IL PICCOLO ZUZU’ ED IL PICCOLO DEL PIERO. MA COME E’ POSSIBILE CHE STI RAGAZZI NON GIOCANO NEL CALCIO CHE CONTA..

    • sono felice dei tanti commenti, questo perchè il mio post è nato per ricordare e omaggiare questi due talenti autentici che, per un motivo o per l’altro, non sono riusciti appieno a mantenere le promesse! Chiumiento è comunque buon protagonista nel campionato statunitense, mentre Scicchitano gioca per la squadra della sua città, Cirò Marina, nei dilettanti dove è assoluto protagonista

  4. LUCA SCICCHITANO GIOCA NEL DILETTANTISMO NON CI POSSO CREDERE, UN FENOMENO DEL GENERE NON GIOCA NEMMENO NEI PROFESSIONISTI. MA ERA TROPPO FORTE A TORINO SI PARLAVA TANTO DI QUESTO RAGAZZO, HA UNA VISIONE DI GIOCO DA PAURA. PECCATO SONO VERAMENTE SCONVOLTO. LO RICORDO NEGLI ALLENAMENTI ALLA SISPORT MI HA IMPRESSIONATO DURANTE UNA PARTITELLA. ANCORA RICORDO QUEL GOAL MARESCA CHE VA VIA SUL FONDO E CON UN CROS INNESCA SCICCHITANO CHE INSACCA BUFFON CON UN GESTO TECNICO CHE SEMBRAVA LA REPLICA DEL GOAL DI ALE DEL PIERO CONTRO LA FIORENTINA. RICORDO QUESTO PARTICOLARE, E LA GENTE CHE ERA SUGLI SPALTI PARLAVA DI QUESTO RAGAZZINO. QUESTO POST MI HA RICORDATO UN FENOMENO CHE AVEVO PERSO LE TRACCE. PECCATO

  5. grazie anche a te Marco per la testimonianza! potrei scrivere diverse storie su quei giocatori che avrebbero meritato una carriera migliore. Ma quella Juve era veramente piena di interpreti.. mi fa piacere che ricordiate così in tanti Davide e Luca

  6. Ciao , Davide Chiumiento e’ tornato in Svizzera , gioca con lo Zurigo , fisicamente piu’ potente , tecnicamente non si discute , ha bisogno di un grande Tecnico che lo collochi nella sua giusta posizione , il talento non svanisce all’improvviso , e lui ne ha da vendere .

    • grazie mille Antonio per la tua informazione che, sinceramente, mi lascia un po’ basito. Ero convinto che Davide in Canada avesse trovato continuità, un ambiente ideale dove far muovere le masse, brillare del suo talento.. invece il ritorno allo Zurigo.. non che sia un passo indietro, però sembra proprio che non trovi pace, che non trovi un ambiente, una squadra in grado di farlo esprimere al meglio. Se non altro giocando in Svizzera avrò modo di vederlo all’opera e di seguirlo meglio, ma non capisco questa scelta.. mi piacerebbe intervistarlo! grazie ancora per il tuo intervento 🙂

  7. e così Davide è tornato ufficialmente in Svizzera, allo Zurigo. Ringrazio ancora Antonio per essere intervenuto nel mio blog e a questo punto rinnovo il mio “in bocca al lupo” a lui, in vista di una carriera che può regalargli ancora soddisfazioni, forse più di quante raccolte sinora

  8. ho avuto il piacere di vedere sul campo questi due ragazzi al Viareggio.
    avrei creduto di vederli in Serie A fissi.
    ora scopro che Luca è svincolato.
    l’italia non è un paese meritocratico, anche nel calcio.
    sara

    • ciao sara, non so se si tratta in effetti di scarsa meritocrazia. In tanti anni che seguo il calcio da vicino, prima da appassionato ma poi anche da giornalista, mi rendo conto che subentrano spesso e volentieri delle dinamiche difficili da decifrare. Luca e Davide erano talenti autentici, inutile smentire questo, ma purtroppo non sono gli unici che non hanno goduto di una carriera in linea con le proprie doti e promesse. Soprattutto Luca, che ho intervistato, ha passato una vera Odissea, e mi spiace per lui proprio da un punto di vista umano. mi piace in questo spazio dedicare spazio a talenti che magari meritavano di più e i vostri contributi, commenti, le molte visualizzazioni a questi tipi di articoli, mi danno lo sprono per continuare a trattare di questi argomenti. alle prossime

  9. Grazie Gianni per l’intervista a Luca…chi se lo scorda Scicchi…abbiamo fatto la terza media insieme alla Gobetti di Rivoli (TO), era appena arrivato da Cirò Marina ed era ospitato da una famiglia che abitava lì vicino…Io ricordo un fenomeno, con il pallone in palestra faceva quello che voleva… e poi ricordo un bravissimo ragazzo…
    Ho sempre cercato di seguire la sua carriera, ricordo ancora un titolo su un giornale piemontese in cui veniva definito Luca “Zizou” Scicchitano, mi è dispiaciuto non vederlo esprimersi su palcoscenici che più si addicono alle sue caratteristiche…
    Approfitto del tuo blog per mandargli un saluto, nel caso in cui legga queste righe…
    Ciao grande Scicchi!
    Stefano Pacifico

    • ciao Stefano, bellissima la tua testimonianza. Non so se Luca avrà modo di leggerla ma appena lo sentirò stai sicuro che mi ricorderò di salutartelo. Come molti altri che sono intervenuti, anche tu tieni un bel ricordo di lui come persona e come giocatore. Se hai letto bene l’intervista, si capisce come siano intervenuti anche fattori extra calcistici purtroppo per la sua mancata affermazione. Se dovesse contare solo ed esclusivamente il talento puro, tutti siamo pronti a scommettere che Luca avrebbe fatto una carriera ad alti livelli. Ciao e ancora grazie del tuo commento

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