La bellezza del cinema, da “The Iron Lady” a “Paradiso Amaro”, sorvolando sui “Soliti Idioti”

Non ho avuto molte occasioni in questo periodo di andare al cinema, causa il periodo di convalescenza. Mi piace tanto l’atmosfera del cinema, ma ovviamente dev’essere corroborata da un buon film.

Se in dvd ho acconsentito a una visione pessima (“I soliti idioti”), perchè ero a casa in malattia e mio cognato Vincenzo, a cui voglio molto bene, pensò di farmi passare un pomeriggio allegro con la visione di questo non-film, l’ultima mia presenza al cinema risale a qualche settimana fa, per lo splendido “The Iron Lady”, con Meryl Streep – fresca di Oscar come miglior attrice protagonista – nei panni della Tatcher.

Ho apprezzato davvero tanto il biopic sul Primo Ministro inglese, soprattutto per l’ottima contestualizzazione storica e per le immagini di repertorio. Soprattutto cosa che abbiamo apprezzato sia io che Mary è stato vedere la vita di un politico importante e influente con i suoi occhi. Infatti la pellicola si sofferma molto sui sentimenti della Tatcher, sulla sua assoluta dedizione al lavoro e sull’ansia e sulle aspettative nell’imminenza di scelte tanto importanti quanto assai difficili.

Poi superba la narrazione in doppio binario, con un racconto in flashback e immagini attuali che ritraggono la Streep assolutamente credibile nei panni di una Tatcher invecchiata e prematuramente malata di Alzheimer. Un film “vero”, pulito, sobrio, per niente trionfalistico o apologico: un omaggio sincero a un personaggio molto controverso e discusso ma allo stesso tempo ricco di umanità e passione, oltre che di autentica dedizione agli altri e alle giustizie, pur con tutti gli errori in cui incappano i capi di stato, quando si parla ad esempio di intraprendere una guerra. Il regista è stato bravissimo nel tratteggiare di umanità una persona ai più nota come fredda e rigida.

E stasera mi godo il nuovo film di George Clooney: “Paradiso Amaro”, che per un soffio non ha conquistato l’Oscar per la sua interpretazione. Mi aspetto un bel film, in attesa di recuperare “The Artist” e “Quasi Amici”, il vero caso cinematografico francese, un film esilarante ma dal grande messaggio sociale.

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2 risposte a “La bellezza del cinema, da “The Iron Lady” a “Paradiso Amaro”, sorvolando sui “Soliti Idioti”

  1. Visti questo week entrambi i film.
    Il film sulla Tatcher a mio avviso è solo una grande prova d’attrice. Nulla di più. Film piatto, senza sussulti. Mediocre nella regia e che non vuole osare nulla. Non è questione di essere sobri, è che proprio manca la voglia (e la capacità) di fare un passettino più in là di una semplice riscostruzione.
    Il registra bravissimo io non lo vedo. Mi pare che vada nella classica direzione rassicurante, che è quella del piantino facile. Dissento anche sull’omaggio, perchè tutto sommato non è che lei ne esca benissimo, e prende le sue belle legnate nel film, quindi almeno qui il regista, che si muove in punta di piedi per non scontentare nessuno, ecco almeno qui pare essere leggermente di parte.
    Paradiso Amaro invece è bello, George è favoloso e tutto fila davvero bene con alcuni momenti proprio da 10 e lode.
    Ma ricordiamo sempre che il 6 aprile esce Titanic 3 d…..e li ci si deve inginocchiare davanti a Dio Leonardo!!

  2. no, a me The Iron Lady è piaciuto proprio per i motivi spiegati nel post. Paradiso Amaro mi ha.. lasciato un po’ l’amaro in bocca! Forse mi ero fatte troppe aspettative sul film, avendone letto meraviglie su Ciak e in rete. Il registro di Alexander Payne è quello suo classico, quindi, dramma sì ma con leggerezza, per quanto possa sembrare un ossimoro di definizione. Premetto che adoro Payne proprio per certe sue caratteristiche stilistiche (Sudeways col grande Paul Giamatti rimane un grandissimo road movie sui generis, a mio avviso), qui forse avrei puntato più sull’aspetto drammatico, e grazie a una maggiore predisposizione in quel senso magari l’Oscar o il Golden Globe l’avrebbe portato a casa sul serio. Ma a distanza di pochi giorni, riflettendo sul film, anche con Mary, mi accorgo che invece è stato giusto così. In fondo il film mi è parso molto realistico, e in questo George Clooney ha davvero recitato bene. Ha tratteggiato un uomo in difficoltà, magari un po’ goffo e pasticcione, ma risoluto al momento giusto, anche nei timidi approcci con le figlie (bravissima l’ex starlettina di La Vita segreta di una teenager americana) e col rivale che gli stava per scippare la moglie. Un film da promuovere a pieni voti ma, per quanto i premi a volte non significhino nulla, per ambire alla statuetta ci vuole qualcos’altro. Ad esempio i film del vecchio Clint Eastwood (anche se a Damiano l’ultimo non lo ha convinto più di tanto, quello col TUO Di Caprio) hanno un’altra misura, una profondità diversa.
    Titanic in 3d? Ma dai, Ricky, a che serve a distanza di 15 anni? Per carità, accrescerebbe il pathos per le scene mozzafiato ma mi sa tanto che c’è bisogno di incasso sicuro (anche per i prezzi più sostenuti per il 3d) e rinverdire i fasti del bel Leo, che invece finalmente ha trovato la sua strada, diventando adulto. Non credo proprio che me lo rivedrò, anche se rimane un film unico.

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