Recensione Antonino Di Cara – “Novelle dell’Altrove

Antonino Di Cara, rientrato da poco in pista col suo nuovo lavoro “Novelle dell’altrove”, rappresenta un caso unico nel panorama folk italiano “d’autore”. Già, perché le sue novelle, lungi dal discostarsi troppo da una tradizione popolare a cui il Nostro comunque rende doveroso omaggio, sono molto intimiste, impregnate di suoni prevalentemente acustici, a conferire calore e profondità ai brani. Una voce quasi sussurrata, poco fracassona come si addice invece a molti interpreti di questo genere, che canta e decanta le emozioni e i sapori della vita, in 8 pezzi che si distinguono per freschezza e pulizia formale degli arrangiamenti, nei quali vi è un adeguato posto e spazio per strumenti imprescindibili per una musica del genere, quali flauti, violini e fisarmoniche.

Un  perfetto equilibrio, anticipato e chiuso in bellezza e intervallato da tracce che lasciano il segno, a partire dalla solare “L’amante della luna”, raffinata composizione, la poetica e sognante “L’angelo ubriaco”, l’intensa “Il capitano dei marinai” o le dolci “L’uomo di poche parole” e “Lo sposo di Marianna”. Sembra di stare in Irlanda e forse è per quello che mi sono innamorato di questo album solare eppure malinconico, evocativo e struggente ma mai pesante, piuttosto un album che abbraccia e conforta, lontano anni luce dai prodotti immessi sul mercato negli ultimi mesi. Un disco molto promettente che, almeno in ambito folk, meriterebbe un certo riconoscimento.

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