Musica italiana: è sempre più il momento della Puglia!

Un tempo era Al Bano a tenere alta la bandiera della Puglia nell’ambito della musica italiana. In coppia con l’ex moglie Romina, è diventato icona e alfiere di un canto all’italiana che non rinnegava mai le sue forti radici di uomo del sud, pugliese per l’appunto.

Poi vennero altri esponenti minori, fino alla fioritura di questi ultimi 10 anni, nei quali l’onore e la credibilità artistica della Regione è appannaggio ormai di molti e investe tutti gli ambiti della musica moderna, dal pop da alta classifica, al rap/hip hop, dal rock alternativo a quello mainstream, dall’invasione nei talent di giovani virgulti, a cantautori in erba in possesso di doti riconosciute.

Se veniva più facile un tempo parlare di “scena romana” o “torinese”, ora è invece difficile raccogliere in un “unicum” tante validissime proposte come quelle emerse in Puglia, tanto che ci si azzarda a localizzare ulteriormente, e allora ci sono i salentini, i baresi… insomma, vediamoci un po’ più chiaro.

I Negramaro sono i massimi esponenti di un mainstream rock partito dal basso, dalle scene alternative: d’altronde la loro proposta da subito è stata assai multiforme, tra decise virate rock e ballate da accendino. La popolarità va alle stelle dopo una (sfortunata) esibizione sanremese, con la loro canzone eliminata tra i fischi e lo sgomento dell’allora conduttore Paolo Bonolis, che aveva puntato molte fiches sull’affermazione del gruppo salentino.

L’istrionico, imprevedibile Michele Salvemini, da Molfetta, noto ai più come Caparezza (pseudonimo derivato dalla sua folta e caratteristica capigliatura) è ormai da quasi 10 anni esponente di un genere ibrido, che partito dal rap chilometrico è confluito in un mix di suggestioni e attitudini, che contemplano rock, funky, alternative, hip hop. Fanno da contraltare liriche come se ne sentono poche in Italia, non solo condite da rime ricercate e messe ad hoc, ma intessute di disagio sociale, denuncia, ira, il tutto utilizzando l’arma del sarcasmo.

Una cantautrice ormai affermata è Emanuela Trane, in arte Dolcenera, da subito notata per la potente ugola e per la vasta conoscenza musicale, soprattutto per la maestria nel suonare il pianoforte. Con lei, negli ultimi anni, sono emerse prepotentemente, grazie al talent di Canale 5, “Amici”, due star delle classifiche attuali, le amiche Alessandra Amoroso, dolce e passionale nel canto, e la più grintosa Emma Marrone, recentissima vincitrice del Festival. Che aggiungere su di loro? Il tempo ci dirà se diventeranno delle Big del panorama della musica leggera italiana, sulle orme delle dichiarate madrine, rispettivamente Laura Pausini e Gianna Nannini, di cui sembrano plausibili eredi.

Da un talent, precisamente da X Factor, è uscito anche un gruppo che ha avuto meno impatto sul pubblico, ma che in trasmissione colpì moltissimo per le grandi doti vocali dei suoi componenti, al punto che vinsero a mani basse l’edizione, sotto la guida del guru Morgan: gli Aram Quartet. Ormai sciolti, stanno tentando una (difficile) carriera solista.

Tra le gemme uscite dalla Puglia, non si può dimenticare la giovanissima Erica Mou, da Bisceglie,  vincitrice del Premio Critica tra le Nuove Proposte. Suadente, profonda e meritevole della vittoria, la sua “Nella vasca da bagno del tempo” è  prova tangibile di un nuovo cantautorato che non lascia indifferente. Da Bari invece proviene un’altra ex promessa del bel canto italiano, Valeria Vaglio che, chitarra a tracolla (come la Mou) colpì molto per la delicatezza con cui affrontò il tema dell’omosessualità sul Palco di Sanremo, nel 2008. La sua “Ore e ore” è davvero un gran pezzo, meritava più ascolti.

A Sanremo Giovani 2012 sul podio finiscono anche gli scanzonati, sin dal nome di battesimo, IoHoSempreVoglia, da Monopoli, un quintetto che con disinvoltura ha affrontato l’Ariston, senza perdere nulla della loro spontaneità e carica. Semplice ma non banale la loro proposta, una ballata che in radio funziona bene.

Non ha ancora raggiunto la piena popolarità ma può vantare già una folta schiera di estimatori la bravissima cantautrice jazz-pop Evy Arnesano, da Squinzano, una voce pulita e una determinazione senza eguali, nel proporre un genere poco convenzionale dalle nostre parti.

Ma sono pugliesi anche altri due (ex) amici, il foggiano Antonino Spadaccino, dotato di una voce dalle cadenze suol/rhythm and blues da brividi e il tarantino Pierdavide Carone, che con Dalla alle spalle potrebbe davvero fare il gran salto come cantautore brillante e originale.

Last, but not the least, cito un gruppo a me carissimo, i Sud Sound System, esponenti di punta di un rap sapientemente miscelato col reggae e col dub, scatenati e fortissimi, tra i migliori in assoluto nel loro genere, con le loro liriche cantate spessissimo in dialetto salentino mandate a memoria dai loro numerosi fan.

Doveroso però accennare anche a tutto quel retaggio folk, popolare presente in gran quantità nella Regione pugliese.

Tra i tanti, mi piace nominare Michele Merla, di San Giovanni Rotondo compaesano della mia fidanzata (Mary è originaria della splendida cittadina del Gargano), autore di brani popolari in cui la competenza musicale va a braccetto con il perpetuarsi di una cultura di quel paese, in brani come “Saluteme a soreta”, “A Luca”, “La ciuccia de Lurenze”.

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