La mia intervista alla Dioniso Folk Band!

 Continuo con piacere a pubblicare interviste con artisti (dei più vasti generi, perchè arriveranno anche scrittori, sportivi e… politici) che stimo particolarmente. Nel caso di questa band, poi, la stima si è estesa anche alle persone, in quanto ho avuto modo in questi mesi di interagire più volte col leader (che parola brutta per un gruppo folk!) della band, Massimo De Vita, scoprendone tante doti umane.

Proprio Massimo mi ha cortesemente risposto!

a voi le mie 7domande7

1) Già dal nome tradite una chiara ascendenza “folk”, che per me significa non solo un genere musicale codificato ma soprattutto un’attitudine, un modo di vivere. Voi siete sempre stati folk oppure venite dalla classica band punk- metal-rock? Insomma, quand’è che vi siete avvicinati a questa splendida musica dalle radici popolari?

ecco Gianni, come giustamente dicevi, il folk non è solo un “suono”, ma un modo di vivere, un metodo di approccio… da questo punto di vista potremmo dire che dentro di noi il folk c’è sempre stato. Poi ognuno di noi viene da esperienze musicali anche lontane tra loro. Io personalmente amo il punk, il blues (e non venitemi a dire che i ramones o i clash o i canned heat non sono profondamente folk!) ed è da li che sono partito alla scoperta dell’irlanda prima, e di tutta la musica folk in genere da pete seger a teodorakis. Ma nella band c’è chi viene dal jazz, chi dal reggae, chi dal rock più puro, dal country, fino alla dance e chi invece ha sempre suonato musica popolare… insomma non ci facciamo mancare niente!

2) Nei vostri testi c’è grande eterogeneità, come d’altronde negli arrangiamenti. In che misura sono importanti l’aspetto più solare, immediato e quello più intimista, quasi cantautorale? Ci tenete a mantenere un bell’ equilibrio o prevale l’istinto compositivo?

in genere è dalle esperienze dirette, dalla vita di tutti i giorni che parte l’ispirazione. Se il periodo è particolarmente felice, verranno fuori cose più “allegrette-andanti”, ma se il periodo è no… e allora so cazzi! Magari è più il modo di raccontare che si puo’ curare. Un argomento particolarmente scomodo o importante, lo puoi trattare con ironia, cinismo, o con serietà, in questo si, cerchiamo di essere equilibrati.

3) Tornando ai testi, ho notato una grande accuratezza e in un certo senso una ricerca, tra citazioni, rifacimenti e modelli ispiratori? Anche voi come Vinicio Capossela vi rinchiudete in biblioteca per scrivere o quei riferimenti, anche alti, sono frutto di autentiche passioni personali?

assolutamente fuori dalle biblioteche!!! Io, che scrivo la maggior parte dei brani, sono un appassionato lettore e succede che, mettendo insieme le idee per un testo, mi torni in mente una citazione, una particolare espressione letta chi sa dove e allora…. si infila tra le parole spontaneamente.
oppure capita che, proprio leggendo, mi venga l’idea per una canzone come è successo per “la vastoviglie”, nata una notte al telefono con un caro amico dopo le folgoranti parole de “il poema dei lunatici” di Cavazzoni.

4) Per un gruppo come il vostro quanto è ancora importante l’aspetto live?

suonare dal vivo è in assoluto la cosa più bella che ci possa capitare. Il suono, la carica che riusciamo a dare sul palco non è nemmeno lontanamente paragonabile alla dioniso in studio. Infatti l’ultimo ep lo abbiamo registrato in presa diretta, tenendoci anche qualche sbavatura, come fosse effettivamente un live, e il risultato per me è di gran lunga superiore al precedente disco.

5) Rimpiangete gli anni ’90, decennio in cui gruppi di matrice folk come Modena City Ramblers o Bandabardò raggiungeva agevolmente le classifiche o preferite ora che la musica, grazie a Internet e ai Social Network, è di più facile diffusione?

forse oggi di “diffusione” ce nè anche troppa! Il punto è che sarebbe bello poter avere un po di “attenzione” in più nei confronti della Musica in generale, ma non me la sento di rimpiangere gli anni 90 o gli anni 60 o quel che sia… noi siamo figli di questa nostra strana epoca, dobbiamo fare, per quello che è possibile, la nostra parte, interpretando il suono di questo tempo. proprio per tornare alle citazioni:« Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti – alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi ” (Bobi Bazlen). questo è per dire che abbiamo già abbastanza da fare, non c’è tempo per i rimpianti.

6) Quali sono i gruppi italiani e stranieri con i quali vi sentite più affini?

la risposta e’ talmente vasta e trasversale che serve un’intervista ad hoc! Proprio rispettando le radici musicali di ognuno di noi, gli ascolti e quindi i riferimenti sono tantissimi: i pogues; i beatles; bob marley; carlos nunez o i chieftains; caetano veloso; i fair port convention; dylan; i radiohead; jhon kage; les negres vertes; tom waits; ravi shankar; leadbelly o gli intillimani… giusto per fare qualche nome internazionale. Poi ovviamente il grande cantautorato italiano: guccini; fossati; de andre’; stefano rosso; e poi c.s.i.; ovviamente i modena city ramblers e la bandabardo’ (due band alle quali chiunque si avvicini al folk in italia deve pagare tributo); la nostra cara nuova compagnia di canto popolare o i compaesani daniele sepe e gianfranco marziano. Insomma potrei continuare all’infinito!
Poi se volevi chiedermi a chi somigliamo, allora devo dirti che noi siamo vicinissimi ad una band italiana, non conosciutissima, ma in ascesa… la dioniso folk band!

7) Ultima e in un certo senso d’obbligo: quali sono i progetti futuri, soprattutto a livello discografico?

domanda che mi stanno facendo praticamente tutti!!! Proprio in questo periodo stiamo lavorando su brani nuovi. abbiamo intenzione di mettere insieme un po di materiale per pensare poi più concretamente al secondo disco. il lavoro e’ ovviamente complesso soprattutto da quando la ricerca di un suono piu’ preciso si e’ fatta un imperativo… il percorso verso l’elettronica in chiave folk non e’ semplice, ma ce la faremo. auguriamoci di poter entrare in studio il prossimo inverno e soprattutto speriamo di non dover dare alle stampe un secondo lavoro da gestire poi da soli… insomma speriamo di incrociare le buone intenzioni di un’etichetta. in caso contrario continueremo a disturbare la quiete pubblica dal vivo ad oltranza!!!

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