Il ritorno della difesa a 3

 

All’inizio erano solo Udinese e Napoli ma ora sta dilagando sempre il nuovo (vecchio) credo. Sto parlando del ritorno della difesa a 3, sulla scia dei rinnovati successi juventini e dell’affidabilità di un modulo che contempla maggior attenzione alla fase difensiva, senza precludere giocate offensive.

Ovviamente la storia di questo sport, ha dimostrato che non esistono moduli o sistemi di gioco migliori di altri, una formula vincente non l’ha inventata ancora nessuna, anche perché poi sarebbe inevitabilmente replicabile. A volte è successo che un modo di giocare producesse delle vere e proprie mode, tuttavia pochi hanno saputo raggiungere i risultati del Torino di Mazzola o dell’Ajax di Cruijff, per fortuna poi in campo contano gli interpreti e non freddi numeri, ma ciò non toglie che, andato in sordina il 4-2-3-1 che in pratica aveva estromesso i registi classici in virtù di fantasiosi laterali offensivi, e trascurato l’iper offensivo 4-2-4, in molti sono tornati a giocare con un modulo che richiama alla memoria il primo Parma di Nevio Scala, che seppe stupire tutta Europa e l’Udinese di Zaccheroni.

Chi  schiera terzini a centrocampo, chi invece arretra vere ali nella linea mediana, la ricetta è trovare equilibrio. Quello che sembra essere riuscito al camaleontico Conte, che si è ritrovato in casa validi difensori come gli italiani Barzagli, Bonucci e Chiellini, alle spalle della saracinesca Buffon (che manna dal cielo in vista degli imminenti Campionati Europei), ha avanzato da una parte il terzino Liechsteiner, inserendo un centrocampista puro dall’altro lato, in tal modo l’equilibrio di cui sopra.

Ma anche squadre che devono lottare per salvarsi hanno abbandonato il 4-4-2 per affidarsi al trio centrale: quella  è stata la scelta che hanno condiviso i neo tecnici di Lecce e Novara, Cosmi e Mondonico, alle prese con una difficile missione. Atteggiamenti diversi, se pensiamo che Cosmi schiera da un lato l’offensivo Cuadrado (e abbiamo ancora negli occhi il golasso di ieri) e dall’altro il più difensivo ma efficace pure in propulsione Davide Brivio, finalmente maturo dopo il boom giovanile, uno dei nuovi nomi del panoramo italiano; il vecchio leone Mondonico invece per prima cosa ha chiuso le serrature, inserendo 5 difensori pure, lasciando spazio alle invenzioni di Rigoni e Mascara in fase di rilancio. In entrambe le situazioni i frutti stanno arrivando!

Persino Sannino , Delio Rossi e Reja stanno utilizzando, con esiti ancora incerti il nuovo assetto difensivo. Mi stupisce un po’ la scelta del tecnico del Siena che si trova in squadra validi terzini puri come Vitiello e Del Grosso (o Rossi) e due ottimi centrali (l’esperto Terzi e l’emergente Rossettini, uno dei migliori difensori del campionato per rendimento) ma forse si è trattato di un esperimento, di un modo – sbagliato- di giocare speculare all’avversario.

Anche il Bologna da un paio di mesi si affida a un buon trio difensivo e a due terzini che spingono benissimo (il recuperato Garics e l’instancabile Morleo); il Parma di Donadoni schiera strettissimi Zaccardo-Ferrario-Lucarelli liberando poi l’estro di Biabiany e l’abnegazione di Valiani e Gobbi.

I casi di Napoli e Udinese insegnano comunque che a fare la differenza sono comunque i polmoni degli esterni, non a caso l’azzurro Maggio e il bianconero Armero  sono i migliori su piazza del nostro campionato.  Noi italiani in fatto di tattica siamo sempre stati all’avanguardia e ben attenti, ma c’è pure voglia di novità, come insegnano i numerosi cambi in corso del romanista Luis Enrique che le sta provando  davvero tutte per far rendere al meglio i suoi giovani talenti. Un po’ come l’Inter, che però, oltre ai numeri, dovrebbe anche far ripassare ai suoi giocatori altri punti fermi dell’abc di un calciatore, come l’attaccamento alla maglia, la grinta e la volontà. Non me ne vogliano i tifosi interisti, ma francamente è difficile spiegarsi un’involuzione così netta nelle ultime 5 gare, condite da 4 sconfitte e un misero pari, innumerevoli gol subiti, sbandate con compagini obbiettivamente più deboli (Lecce, Novara e Bologna, quest’ultime affrontate a San Siro). La cessione di Motta e le maliziose accuse di giocare contro Ranieri sembrano scuse deboli, si tratta di rimboccarsi le maniche e di saper trovare nuova linfa dalle stesse vittorie, come d’altronde fanno squadre come Manchester Utd, Barcellona e Milan.

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Una risposta a “Il ritorno della difesa a 3

  1. un mio caro amico mi ha fatto notare che pure il Taranto (sua squadra del cuore insieme alla Juve) sta facendo meraviglie in Lega Pro con la difesa a 3. Beh, mi piace tanto seguire la Lega Pro, ma quest’anno dopo che l’Hellas finalmente ha abbandonato quella categoria dopo difficili stagioni, ho inconsciamente tralasciato un po’ di parlarne. invece la squadra pugliese merita un grande plauso, nonostante l’agguerrita concorrenza, credo proprio che questo possa essere l’anno giusto per riaffacciarsi al calcio che conta!

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