Primi verdetti (parziali) sulle canzoni sanremesi

Ci voleva un secondo ascolto, e così fu!

Ieri sono riuscito ad ascoltare meglio le canzoni, senza troppe distrazioni (oddio, quanto clamore sulle mutandine di Belen: chissà che novità, queste fanno di tutto per farsi notare, non ci sarebbe nulla di stupirsi, in fondo!)

Piuttosto mi è piaciuta l’umiltà della Mrazova, di una bellezza mozzafiato ma più semplice della Canalis, sempre con la sua puzza sotto il naso e magra all’inverosimile.

Le canzoni, dicevamo.

Confermo che la mia preferita è quella di Finardi, riesce a emozionarmi quando la ascolto, così come quella della Civello. Non vinceranno ma hanno portato classe e raffinatezza formale ed esecutiva nella kermesse sanremese.

Dopo averlo visto più volte su you tube, già ero in attesa di rivedere dal vivo uno dei miei cantautori preferiti, Samuele Bersani (a proposito, solo io e il mio amico Riccardo abbiamo notato le sue scarpe da calcio? Possibile che Enzo Miccio non dica niente sul suo look nel salotto di Mara Venier? J)

Bella la canzone di Samuele, indubbiamente. Sufficienza pienissima per due donne, Dolcenera, bel testo e miglior ritornello di questa edizione 2012, e la rossa Noemi, per quanto continui a pensare che il pezzo ne avrebbe giovato se cantato dal suo autore, Fabrizio Moro. Un’autentica love song, interpretata con passione dall’ex cantante di X Factor, una delle migliori uscite da quel talent show.

Renga e Emma, grandi favoriti, hanno certamente buone carte tra le mani, ma continuano a enfatizzare le loro canzoni. Certo, l’ovazione ieri sera per Emma alla notizia del passaggio di turno, lascia presagire una vittoria da molti annunciata.

Arisa si è guadagnata la pagnotta, merita la sufficienza soprattutto per il trasporto che ci mette mentre la canta. Sono stati così eliminati due brani che a mio avviso avevano poche chance, quello dei Marlene, miei pupilli ma “troppo” per i palati fini sanremesi, e la figlia d’arte Irene Fornaciari. Entrambi gli artisti ieri più a loro agio sul palco dell’Ariston ma a mio avviso fuori contesto, eliminati annunciati.

Per la legge del Televoto, molto probabilmente verranno ripescati le due coppie, D’Alessio/Bertè e Carone/Dalla. Sulla prima, sono d’accordissimo sull’eliminazione, pezzo di una piattezza desolante, sulla seconda invece riserbo dubbi, perché si tratta di una canzone di ottimo livello, forse poco orecchiabile e immediata. Al loro posto avrei eliminato i Matia Bazar, nonostante mi renda conta che la Mezzanotte (sempre brava, ma mai così affascinante) ha interpretato con il solito piglio da vincitrice una canzone dagli standard sanremesi elevati.

Come spesso mi accade mi sono appassionato più ai giovani. Sarà perché mi metto nei loro panni, perché anch’io sono reduce da un esordio (letterario) e so quanto si debba sudare per emergere.

Discutibile la scelta dei mini duelli, alla fine concordo con i passaggi di turno di IoHoSempreVoglia, scanzonati il giusto ma raffinati e rispettosi di un palco prestigioso, il formale ma egregio cantautore Marco Guazzone e soprattutto la dolce e bravissima Erica Mou.

Sorvolo sul pur bravo Casillo, vincitore annunciato, considerati i 100.000 fan che ha saputo raccogliere nel web grazie soprattutto alla sua permanenza video nel programma Io Canto. Se il televoto ha tutto questo potere, la vittoria non gliela toglie nessuno, nonostante Erica Mou sia di dieci spanne superiori.

21 anni, ha l’unico “peccato” di aver plag… ehm, di essersi ispirata al famoso brano “Zombie” degli irlandesi Cranberries (una delle canzoni simbolo degli anni ’90) nel momento dell’entrata della chitarra elettrica – gli accordi sono i medesimi – ma a parte questo, si è presentata con una grazia e una sicurezza da stella in ascesa, consapevole della sua arte. E la sua canzone sembra più una poesia, davvero di una categoria superiore. Mi aspetto una grande carriera, io il suo disco lo compro di sicuro. (Scaricare non si può dire, vero?).

Alle prossime!

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2 risposte a “Primi verdetti (parziali) sulle canzoni sanremesi

  1. Ciao Gianni! Io le scarpette da calcio del Bersani le ho notate, altroché! 🙂 Si vedeva proprio che ieri stava meglio, era più sciolto ed è persino andato a cantare coi coristi dell’orchestra! So che sei un estimatore degli Iohosemprevoglia, ma avrei preferito il passaggio di Celeste Gaia, con una canzone più originale, e oltretutto… dedicata a me (e quando mi ricapita più un brano intitolato “Carlo” a Sanremo?). Il pezzo di Finardi è veramente emozionante, lo apprezzo sempre più, giorno dopo giorno. E vedrai che uscirà alla distanza pure quello di Dalla.

    • ciao Carlo! adesso che l’ho riascoltata bene, la canzone di Erica Mou nell’apertura chitarristica può ricordare pure un brano dei Coldplay (The Scientist, nella sua coda finale). Ma, furbizia o omaggi a parte, lei è davvero brava, mi ricorda la mai dimenticata Valentina Giovagnini, talento indiscusso. Concordo su Celeste Gaia, mi ha fatto tenerezza, sembra quasi più giovane dei suoi 21 anni, invece poi ha cantato in sicurezza la sua frizzante “Carlo”… anche quello un omaggio se vogliamo al bravo Calabrò 🙂 alle prossime

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