Perchè Sanremo è Sanremo!

Che Sanremo si prospetta quest’anno per un’edizione prontissima ai nastri di partenza (l’esordio sarà domani sera)?

Dal riconfermatissimo Gianni Morandi ci si attende la consueta sobrietà, mista a quella semplicità popolare che ne hanno fatto un beniamino di intere generazioni da 50 anni a questa parte. Ebbene sì, il cantante bolognese aveva appena 17 anni quando si fece notare con le celebri “Fatti mandare dalla mamma” e “Andavo a cento all’ora”, nel lontano 1962.

A parte il ciclone Celentano, e le solite polemiche legate quest’anno alla mancata presenza della Ecclestone (ma in fondo ai suoi capricci preferisco mille volte la valletta praghese ingaggiata al suo posto) e alle insinuazioni di Enzino Iacchetti (che si è spacciato per paladino dei giovani e delle etichette indie, senza alludere al fatto che la maretta con Mazzi e Morandi sul potere delle major è nata un anno fa, quando si vide escludere suo figlio dalla categoria Giovani). Poi Mazzi e Morandi hanno specificato che i giovani vengono ingaggiati dopo dalle major, interessatesi proprio perché quei nomi selezionati avranno una grossa vetrina e una chance incredibile di farsi conoscere da una vasta platea. Mah… io non mi soffermo mai sulle polemiche e vado oltre, analizzando il cast, che si presenta ai nastri di partenza infarcito dai soliti cantanti da talent – ormai è inevitabile, le classifiche d’altronde sono dominate da questi interpreti, alcuni dotati di indubbio talento – ma anche ricco di sorprese e graditi ritorni. Tra questi spiccano Francesco Renga, già dato per favorito (d’altronde con la voce che si ritrova), il cantautore Samuele Bersani, da me attesissimo, e il “vecchio” ribelle Eugenio Finardi, che punta a bissare il successo di Vecchioni.

Inutile dire che Emma, Noemi, Pierdavide Carone (coadiuvato da un Lucio Dalla in insoliti vesti di direttore d’orchestra) risultano tra i favoriti di un pubblico giovane ma a me piace spostarmi sul versante alternativo e pregustarmi ottime performance da parte dell’aggraziata cantante jazz Chiara Civello, che solitamente si esprime in inglese, e soprattutto da parte dei miei beniamini Marlene Kuntz che, come gli Afterhours un paio di edizioni fa, hanno per così dire “saltato definitivamente il fosso”, entrando a pieni uniti nel mainstream, addirittura nel salotto sanremese. Mi creano diverse aspettative anche le interpreti femminili Irene Fornaciari (chissà mai se riuscirà a emanciparsi da cotanto padre, che nel frattempo le ha permesso di duettare nientemeno che con l’amico Brian May… a proposito, i Marlene ospiteranno la mitica Patti Smith!!!), Dolcenera, sempre meno sdolcinata e anzi modernissima, con una voce splendida e Nina Zilli, forse la miglior interprete r’n’b italiana. Meno curiosità me la suscitano Gigi D’Alessio che parteciperà fino a che non avrà vinto, in improbabile duetto con Loredana Bertè (pezzo dedicata alla compianta sorella Mia Martini) e i Matia Bazar che riaccolgono in squadra la dolce Silvia Mezzanotte, con la quale vinsero dieci anni fa con “Messaggio d’amore”.

Pressochè sconosciuti i giovani, se si esclude l’adolescente Casillo, stellina di Io Canto, e già accreditato per la vittoria finale, e i simpatici Io Ho Sempre Voglia, gruppo di rock’n roll con sede a Monopoli, che avevo visto esibirsi al Mei di Faenza nel 2010.

All’epoca avevano dietro solo le fidanzate e qualche amico… insomma, niente raccomandazioni ma già all’epoca tra centinaia di gruppi mi avevano favorevolmente impressionato, a partire dall’audace nome, fino alla loro proposta fatta di semplici ritornelli e melodie che ti si appiccicano in testa.

Mi sa che proprio che tiferò per loro!

Buon Festival a tutti!

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2 risposte a “Perchè Sanremo è Sanremo!

  1. Ci siamo quasi, dunque! Sulle tue considerazioni, debbo dire che del brano di Irene Fornaciari ho letto buone cose anche da parte di critici mai teneri, a questo punto direi che l’attesa per lei aumenta. Vedo che anche tu hai apprezzato l’ultima svolta di Dolcenera: il pezzo dell’estate scorsa, “Il sole di domenica”, secondo me era bellissimo, solo pochi anni fa sarebbe stato un tormentone, ma i tempi ahimé sono cambiati anche per il mercato discografico. Su Finardi, tutto può essere ma non credo riuscirà a bissare il trionfo di Vecchioni, è un cantautore diverso, più impegnato e di nicchia, anche se indubbiamente molto popolare anche lui (ma non ai livelli del buon Roberto). Buon Festival!

  2. per quanto di gusti molto alternativi, quasi indie.. per me il Festival è un appuntamento irrinunciabile, sin da quando, da piccolo, assistevo in tv alle puntate con mia nonna e mia mamma. Ogni anno con il mio collega radiofonico Ricky (che più alternativo non si può) ci mandiamo decine e decine di sms per commentare, peggio di due comari 🙂
    buon festival anche a te… sì, Dolcenera, mi piace eccome (e poi è nata appena 5 giorni dopo di me), l’album di Com’è straordinaria la vita è stupendo, c’è persino una cover riuscitissima di un pezzo oscuro dei Radiohead, come faccio a non amarla? E poi, “Mai più noi due” mi metteva la pelle d’oca.

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