la mia intervista con la cantautrice Evy Arnesano

Evy Arnesano è stata una piacevole scoperta! Avevo recensito tempo fa il suo disco per yastaradio. Disco che mi piacque molto per il coraggio, l’originalità e la freschezza di melodie sospese tra pop e jazz. Ci siamo conosciuti e ora ecco una bella intervista esclusiva con l’artista pugliese, che compone tutti i suoi pezzi, curandone pure gli arrangiamenti.

1) Come sta procedendo il tuo percorso artistico? Sei reduce da un disco solare, originale, pieno di spunti di interesse. In quale direzione ti stai muovendo ora?

Proseguo il cammino cominciato poiché non ho esaurito l’argomento, sconfinando  anche in aree che non avevo toccato nel precedente.

2) Cos’è cambiato per te dopo la bella apparizione programma Rai della Dandini?

Chi aveva già manifestato positivamente apprezzamenti ha rafforzato le proprie sensazioni, e a questi si è aggiunto un numero sempre più grande di nuovi sostenitori della mia musica e di Evy come persona.

3) Hai scelto un genere per certi versi irresistibile ma dall’altra parte pure poco convenzionale per l’Italia? Come ti si può definire? Pop-swing-jazz?

Un misto di questi generi che hai nominato e altri ancora come il reggae ad esempio: una contaminazione di tutta la musica che mi piace mescolata al mio stile personale. Amo definire il mio swing “ignorante”

4) Una semplice curiosità: che ne pensi di artiste come Simona Molinari o Nina Zilli, che stanno al confine tra sperimentazione e mainstream?

Sono contenta che tramite personalità come le loro possano giungere ai più generi di nicchia. Sono entrambe molto brave, anche se per quanto riguarda la Molinari non ho apprezzato particolarmente la commistione dello swing con l’elettronica di uno dei brani del suo ultimo lavoro.

5)      Collabori con il Fatto Quotidiano (complimenti!)… Ti piaci nella veste di giornalista-opinionista? Che tipo di scrittrice sei?

Grazie! Avere delle opinioni è una grossa responsabilità. Sono onorata di essere stata scelta come blogger. Amo scrivere e lo faccio in maniera viscerale, come tutte le mie cose. Stile asciutto e rapido, adatto alla lettura su monitor.

6)      Su Facebook sei molto attiva e benvoluta da tanti amici o semplici fan. Quanto pensi possano essere tuttora utili questi social network per la diffusione attiva della musica?

Sono ancora utili, la comunicazione funziona, è immediata e a buon mercato, veloce e internazionale. Cosa volere di più? Forse ora che ci siamo abituati a convivere con i social essi non rappresentano più la fonte di curiosità dei primi tempi, ma si sono stabilizzati a diventare pane quotidiano per tutti noi, chi più chi meno.

7)      Ultima e in un certo senso banale: quali sono i tuoi progetti futuri?

Il disco al quale sto lavorando innanzi tutto e poi le serate dal vivo, un video. Le normali tappe della prosecuzione di un percorso artistico. Poi rimango sempre con il sogno di pubblicare una mia raccolta di racconti.

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