Basta con i complessi di inferiorità!

Dopo la splendida affermazione del Napoli di Mazzarri e Cavani al cospetto dei favoritissimi del City e la sfortunata prova del Milan contro i marziani del Barca, direi che sarebbe ora di riappropriarsi di un po’ di autostima. Il calcio italiano può ancora dire la sua, specie se mette in gioco le sue caratteristiche: qualità e tanta abnegazione, senso tattico e personalità, oltre alla necessaria esperienza europea. Il Napoli ha disputato un partitone, ma in fondo è tutta la competizione che si sta imponendo come una forza emergente, in grado di mettere in difficoltà chiunque incontri. Certo, la strada da fare è ancora lunga, la panchina di contro appare corta e a rimetterci per ora è il campionato (anche se lo scontro diretto col Milan, vinto agevolmente, sta a significare che il livello generale è di molto migliorato), ma il tempo per recuperare c’è tutto. Ciò che sinora ha colpito dell’esperienza in Champions dei partenopei è la mentalità, il giusto approccio, la personalità e lo scarso timore riverenziale nei confronti di squadre certamente più accreditate. Magari tra un paio di anni i Citizens trionferanno ma per il momento sembrano acerbi, o meglio, non sembrano un gruppo, latita in loro lo spirito di squadra, lo stesso messo in campo dai ragazzi di Mazzarri, che si conoscono e giocano insieme da una vita, trattandosi di un ciclo le cui basi sono state gettate addirittura in cadetteria. Il Milan, se all’andata è riuscito a ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, dimostrandosi letale nell’occasione dei due gol, al ritorno contro i campioni d’Europa in carica del Barcellona, ha messo nel rettangolo verde di gioco le sue armi migliori, rivaleggiando quasi alla pari per possesso palla e tecnica individuale. I blaugrana sono apparsi più rodati ma se non ci fosse stato quel rigore che definire generoso è un eufemismo, staremmo a parlare di grande Milan. Quindi, l’imperativo è “Gioca!”, non temere di essere inferiore agli altri, e ciò vale anche per l’altra squadra italiana impegnata qui, l’Inter di Ranieri che, ricordiamo, soltanto due anni e mezzo fa trionfava contro il Bayern Monaco (anche se in panchina c’era quel vincente di Mou). Basta con i complessi di inferiorità, il calcio italiano è ancora competitivo.

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