Il punto sulla serie B

La Serie B si dimostra come sempre torneo avvincente e mai banale, non fosse altro per le 42 giornate di campionato che determinano alla fine di un estenuante percorso le tre elette, coloro che approderanno nell'olimpo della serie A. So di non sbagliare se mi azzardo a definirlo il torneo professionistico italiano più complesso e difficile. Escludendo l'anno in cui salirono senza passare dai playoff (tale fu la superiorità dimostrata sul campo) le corazzate Juventus, Napoli e Genoa, anche quest'anno in realtà dopo gli equilibri degli ultimi due anni, in molti avevano notato, neanche troppo velatamente, come vi fossero tre squadre più attrezzate delle altre: la Sampdoria appena retrocessa, l'ambizioso Padova e il glorioso Torino, in cerca di riscatto dopo l'ultima opaca stagione.
Ma qualcosa alle loro spalle si muove, un lungo serpentone di squadre che, con un pizzico di determinazione, convinzione nei propri mezzi e – perchè no? – fortuna, rischia seriamente di compromettere le aspettative delle squadre sopracitate. E allora proviamo ad analizzare il breve tragitto fin qui percorso dalle compagini impegnate nella cadetteria 2011/2012.

ALBINOLEFFE – Non smette mai di stupire la piccola realtà bergamasca, sorta di "Chievo" della B che ogni anno parte a fari spenti, ma che poi sovverte pronostici e tentativi di catalogazione. E' partito a razzo l'ex prodotto del vivaio del Cagliari, il piccolo attaccante Cocco, capocannoniere e mai così prolifico in carriera. Il mister Fortunato all'esordio in B schiera un mix di giovani ed esperti che può mettere in difficoltà chiunque, ne sa qualcosa il Padova sconfitto nell'ultimo turno infrasettimanale.

 – ASCOLI – Dura a morire la squadra di Castori, veterana della B che, un po' come l'Atalanta, è riuscita in un batter d'occhio a cancellare la limitante penalizzazione. Si prevede un campionato difficile, con giocatori da testare, dopo alcune perdite eccellenti (il trio d'attacco Lupoli-Feczesin-Giorgi) ma alcuni stanno emergendo prepotentemente (vedi l'ex clivense Sbaffo o il difensore Ciofani), mentre Papa Waigo con il mister che lo fece esplodere a Cesena ha ritrovato fiducia nei suoi notevoli mezzi

BARI – Dura la vita delle retrocesse, ne sa qualcosa la squadra pugliese, affidata a un esordiente della cadetteria come Torrente, reduce dal boom di Gubbio. Ma le ultime due partite l'hanno rimessa prepotentemente in carreggiata nella corsa come minimo ai playoff. Ottimo Forestieri (ma non è certo una novità), la cosa più importante è che la squadra sembra aver smaltito la delusione dell'anno scorso, quando retrocesse mestamente.

 – BRESCIA – Una delle più belle realtà di questo inizio di stagione, la squadra di Scienza è una sorta di mina vagante, è reduce dalla massima serie ma ha puntato su un profilo basso, lanciando tanti giovani di qualità. Tra questi spiccano le bocche da fuoco offensive Juan Antonio, mago del dribbling in velocità, e il possente Jonatas. Ma anche prodotti fatti in casa come il fantasista El Kaddouri o il playmaker Salamon stanno andando oltre le aspettative

CITTADELLA – Partita senza nessun favore di pronostico dalla critica, che la vedeva assai indebolita rispetto alle ultime due stagioni, la squadra allenata dall'esperto Foscarini si è rimboccata le maniche, pescando l'ennesimo attaccante in grado di garantire numerosi gol (dopo Meggiorini, Ardemagni e Piovaccari, il testimone è stato raccolto da Maah, ormai pienamente recuperato). Attualmente a metà classifica, punta al bel gioco, specie tra le mura amiche del Tombolato.

CROTONE – Appare in difficoltà la compagine pitagorica, così come il suo allenatore Menichini. E sì che il telaio appare molto buono, con individualità di spicco come Eramo, Djuric, Caetano, la sorpresa Florenzi (neo campione d'Italia primavera con la Roma e protagonista pure in under 21) e l'attaccante Ciano, dal sinistro al fulmicotone. L'impressione è che debbano ancora trovare l'assetto giusto per rendere al meglio.

 – EMPOLI – Mi ero lanciato in un ardito pronostico nei confronti dell'Empoli, in quanto fiducioso sui notevoli mezzi dei fenomenini del vivaio, come Mori, Saponara, Dumitru e altri, coadiuvati dalle vecchie volpi Tavano, Buscè e Coralli. Invece, dopo una brutta partenza, Aglietti è stato esonerato e ora toccherà al navigato Pillon l'arduo compito di ridare fiducia a una squadra molto promettente.

GROSSETO – Tra le sorprese della stagione, la squadra di Ugolotti è tra le più continue a livello di prestazioni e risultati. Sognare è possibile, d'altronde, quando si dispone di gente come il cavallo di ritorno Sforzini, l'esperto Zanetti in regia e un ottimo prospetto difensivo come l'ex romanista Antei. Caridi è il leader riconosciuto, l'uomo che si assume le responsabilità maggiori.

GUBBIO – Dopo una partenza da brividi, nella quale la giovanissima squadra allenata dall'esordiente Pecchia è stata in balia di ogni avversario, faticosamente la matricola umbra si sta risollevando, a suon  di pareggi e prestazioni spesso al di sopra dei propri limiti. La difesa, composta per lo più da ex primavera, seppur talentuosi come il nazionale figlio d'arte Benedetti o il biondo Farina. è stata troppo spesso sotto tiro. Si preannuncia un torneo complicatissimo, dopo le ultime trionfali cavalcate che hanno permesso un doppio salto da sogno

JUVE STABIA – Altra matricola, ma che stavolta ha retto sin da subito il passo, contando anche su un pubblico d'eccezione. Braglia fa giocare la squadra a memoria e in B appaiono ancora più evidenti le innate doti del giovanissimo bomber Mbakogu.

LIVORNO– Non si può certo dire che a Livorno regni la massima fiducia nella squadra di Novellino, nonostante sprazzi di buon calcio e la volontà di cambiare ciclo, affidandosi a giovani in rampa di lancio come Remedi, Rampi o Bardi. I playoff comunque paiono ampiamente alla portata dei labronici, soprattutto se Paulinho tornasse a far vedere le meraviglie delle stagioni trascorse a Sorrento.

MODENA – In caduta libera dopo un discreto inizio. Bergodi faticosamente sta riuscendo nell'impresa di miscelare giocatori di categoria affermati come bomber Greco e Perna a giovani rampolli come Carraro, De Vitis e Spezzani. Si subiscono troppi gol.

 – NOCERINA – Diverte la squadra di Auteri, che propone un calcio champagne, come se non avvertisse la differenza di categoria. Ma la B sa essere fatale alla prima tua distrazione e di questo la Nocerina deve preoccuparsi per evitare di perdere punti preziosi. L'entusiasmo comunque sta dando una grossa mano, così come l'apporto del bomber brasiliano Farias, di scuola Chievo.

PADOVA – Rispetto all'anno scorso forse gioca peggio, nonostante l'ingresso in rosa di giocatori eccellenti come Cacia, Milanetto, Donati o Marcolini, tanto per citarne alcuni. L'organico è sontuoso e Dal Canto onestamente non può fallire. Occorre capire se avrà, oltre a indubbie qualità tecniche, anche la forza di allentare le inevitabili pressioni. Il cammino sinora, eccezion fatta per l'imprevista sconfitta con l'Albinoleffe, è stato regolare, e quindi in media promozione.

PESCARA – Tutti attendevano al varco Zeman, che è ripartito dal suo credo iper offensivo, soltanto parzialmente più equilibrato, col risultato che la squadra abruzzese si candida ad essere la vera incognita della stagione , in quanto capace di alternare prestazioni maiuscole, condite di gol e spettacolo ad altre in tono minore, soprattutto a livello difensivo. Finora ne stanno giovando i tre attaccanti, specie Insigne, imprendibile folletto della corsia mancina e l'ex jubentino Immobile che potrebbe addirittura vincere la classifica cannonieri (si accettano scommesse!)

 – REGGINA– Breda ha in mano una squadra apparentemente senza molti punti deboli e sta cercando di individuare l'11 migliore, in attesa del rientro a tempo pieno di Bonazzoli. Sinora non lo hanno fatto rimpiangere i bomber Campagnacci (che grinta 'sto ragazzo) e Ceravolo e l'ex enfant du pays Missiroli, uno dei big della categoria. Permangono tuttavia clamorose amnesie difensive e la mancanza di veri leader nella zona nevralgica del campo, lì dove spesso si vincono le partite.

SAMPDORIA – La corazzata di Atzori ha un compito stimolante ma pure ingrato: deve come minimo tornare in serie A, possibilmente senza passare nemmeno dai playoff. Certo, la rosa è sontuosa, gente come Piovaccari, Dessena o Maccarone si ritrova in panca, quando non confinata in tribuna. Ma il gioco latita paurosamente, si risolvono le partite con le superiori qualità dei singoli rispetto agli avversari e alla lunga questo potrebbe diventare un serio problema.

SASSUOLO – Dopo le ultime stagioni che avevano fatto accarezzare più volte il sogno di un possibile approdo nella massima serie, il ridimensionamento dell'anno scorso ha smorzato gli entusiasmi, specie alla vigilia del torneo. Allenatore preparato ma pur sempre proveniente dai settori giovanili (Fulvio Pea), giovani promesse come l'ex genoano Boakye ('93!), l'italo-tunisino Laribi o bomber fantasia Sansone sembravano poter garantire un campionato vivace ma francamente difficile da catalogare. L'alta classifica invece può essere alla portata, soprattutto se si raggiungerà un equilibrio maggiore, una continuità di risultati che finora è mancata.

TORINO – Non gioca benissimo la squadra di Ventura e per una volta la fortuna sembra sorridere ai granata nella corsa, ancora lunghissima, a quella serie A che manca davvero da troppo tempo. Il team vincente Ventura-Petrachi sta funzionando alla grande: primo posto solitario, squadra costruita con pochi soldi e tante idee, discreta gestione dei casi spinosi. Con un Ogbonna da nazionale.

VARESE – Sono disorientati i tanti sostenitori varesini, dopo le ultime splendide stagioni targate Sannino. A Benny Carbone è già stato dato il benservito, al suo posto un tecnico pragmatico come Maran deve cercare di non affondare la barca, pesantemente indebolita rispetto alla passata stagione. Il tempo è certamente dalla sua parte.

VERONA – L'Hellas sta ancora beneficiando dell'ondata positiva proveniente dalla felice promozione dell'anno scorso. La squadra gioca a memoria, insidia fortemente un posto nei playoff  a compagini più accreditate e, con un pizzico di cattiveria in più sotto rete, potrebbe addirittura avere più punti di quelli incamerati. Hallfredsson da serie A, Gomez che incanta tutti con le sue giocate e lo sprint di D'Alessandro alla stagione che potrebbe definitivamente consacrarlo sono tutte carte che mister Mandorlini vuole giocarsi sino alla fine.

VICENZA – L'ultima compagine veneta non se la sta passando per niente bene… anzi, diciamo pure che è la vera delusione del torneo sin qui disputato. Baldini al ritorno in panca ci ha messo del suo, non riuscendo a trasmettere quelle idee che l'hanno reso famoso sin dai tempi di Empoli quando in pratica inventò in Italia il 4-2-3-1. Di positivo c'è solamente il pieno ritorno al calcio giocato dell'ex juventino Paro, uno che qui può fare la differenza.

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3 risposte a “Il punto sulla serie B

  1. Ottime le tue analisi, mi trovo d'accordo. Il Torino, comunque, per me sta facendo molto bene: al di là del gioco, c'è una squadra vera, capace di vincere anche quando gioca male. Ventura è un grande mister, credo che il Toro possa rimanere ai vertici della classifica finalmente. Mi dispiace, invece, per il Vicenza: a me Baldini non piaceva, assolutamente, ma credo che anche le scelte societarie abbiano influito: prender Paolucci, fermo da un bel po', all'ultimo giorno di mercato non è una scelta proprio felice. Hanno preso Cagni, un buon tecnico: anche lui, però, fermo da tanti anni come Baldini: vedremo.

  2. Vicenza ed Empoli le grandi delusioni di inizio stagione, benissimo invece Cittadella e Albinoleffe, mi ha sorpreso in modo positivo anche il Brescia. Ok che era retrocessa a giugno ma non era così tanto accreditata, visto che ha scelto di puntare sui giovani del vivaio. Invece Scienza sta facendo un gran bel lavoro. Su Toro e Hellas non mi pronuncio, anche perchè domenica avrò il cuore diviso a metà 🙂

  3. 🙂 Allora forse un bel pareggino andrebbe anche bene! Sul Brescia mi trovo d'accordo con te: il progetto era rischioso, ricco di giovani, con un allenatore di prospettiva. Finore la squadra è andata bene, speriamo che possa continuare così: Jhonatas, Juan Antonio e Feczesin sono ottimi, dovranno però mantenere alta la continuità.

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