Super 8: un gran bel film!

 

Finalmente ieri ho avuto modo di vedere il nuovo film di quel geniaccio di JJ Abrams, da molti considerato qualcosa di più dell'ennesimo "figlioccio" di Spielberg (nonostante ci sia eccome il suo zampino, essendo questi co-produttore della pellicola).
La mia attesa è stata ampiamente ripagata, in quanto "Super 8", lungi dall'essere un "filmone", pieno zeppo di effetti speciali, un blockbuster vero e proprio, ha riassunto in poco più di due ore tutto l'Abrams pensiero, emozionando e coinvolgendo non poco la folta platea.
Per i cinefili stretti il suo nome dice ancora poco, ma per chi, come me, ha amato la serie "Lost" alla follia, è invece ben noto per le sua genialità. Il film è un concentrato di generi: avventura e fantascienza la fanno da padroni, ma c'è spazio pure per il dramma, la paura, la tensione, la dolcezza. Tutte sapientemente miscelate in quest'opera raffinata, ambientata nel 1979. La vicenda principale ruota attorno alla passione di sei adolescenti (cinque ragazzini, su cui spiccano il dolce protagonista Joel Courtney e il talentuoso cicciottello Riley Griffiths e la dotatissima ragazzina Elle Fanning, sorella della più famosa Dakota) per il cinema e gli incantati (o spettrali a seconda dei punti di vista, giacchè i nostri sono interessati più agli zombie stile Romero) scenari che si possono riuscire a evocare con una semplice cinepresa in super 8. Ma c'è molto di più, visto che i ragazzi verranno coinvolti in prima persona in una storia misteriosa che investirà tutta la loro cittadina, situata nell'Ohio, vicino a Roswell, quindi facilmente localizzabile come "terra d'alieni". Per chi ha seguito Lost non sarà difficile riscontrare analogie tra il "mostro" e il fumo nero della famosa serie televisiva ma mancheranno quasi del tutto quelle sorprese narrative di cui ci aveva ben abituate. La storia è lineare, viaggia di pari passi con le vicende che si susseguono freneticamente, aggiustando il tiro, giusto per focalizzare meglio alcuni vissuti dei protagonisti. Scopriremo così il legame profondo che lega alcuni di loro. Ma se in questo caso Abrams ha voluto accompagnarci mano nella mano verso la risoluzione del caso, permane identico e inconfondibile lo stile usato per avventurarci in questo incrocio tra "Goonies" e "E.T.": fatto di purezza, stupore, meraviglia, amore.. ben riscontrabili attraverso gli occhi dei teneri ragazzini cinefili. Un film assolutamente da vedere, per il quale è lecito sorridere in più di un'occasione (specie nelle scene dei petardi preparati e lanciati dal dentuto Ryan Lee) ma anche commuoversi per il bel messaggio finale di frattellanza e solidarietà.

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