Serie A al via: i top e i flop della prima vera giornata di campionato

Finalmente è ripartito il campionato! Analizziamo le prime indicazioni, nominando i top e i flop
 
FLOP 3
 
1 – Luis Enrique
 
Lasciamo in pace Guardiola, del quale sarà pure erede plausibile. Qui occorre attenerci ai numeri e ai risultati, che sono da brividi. Ciò che urta è la sua supponenza, quell’aria da maestrino saputello. Deve trovare la propria dimensione e integrarsi in un ambiente giustamente esigente. Ma trovi una strada tutta sua, lasciando da parte i modelli ingombranti (oggi così seduto in panchina sembrava Mourinho)
 
2 – Gasperini
 
Sbaglia l’approccio, sovrastato a livello fisico dal Palermo; ammette il mea culpa tattico, togliendo l’enigmatico (oltre che abulico) Zarate per inserire il fosforo di Snejider ma dimostra di avere le idee poco chiare, sia sui giocatori che sul modulo. La rosa appare squilibrata, e forse abbisogna di tempo per sistemare il tutto. Ma Moratti gliene concederà a sufficienza?
 
3 – Gli arbitri
 
Il nuovo corso intrapreso è coraggioso ma forse poco avveduto: molti giovani lanciati e apprezzati pubblicamente sono apparsi timidi e insicuri. Tra questi difficile ipotizzare un nuovo Morganti, figuriamoci anche solo avvicinarsi a un mostro sacro come Collina
 
Difficili gli esordi delle squadre emiliane: Cesena e Parma umiliate nel risultato e sovrastate a livello atletico, il Bologna mai pericoloso al cospetto di una Fiorentina poco accreditata ma frizzante e vivace. Il Lecce si squaglia subito contro un’Udinese pimpante e promettente; inizio col freno tirato per i campioni del Milan che però hanno messo in mostra un buon Cassano.
 
TOP 3
 
1 – La Juventus
 
La novità più succulente di questa prima giornata giocata: stadio nuovo grondante entusiasmo, gioco nuovo e brioso, allenatore nuovo e con le idee chiare. Pirlo non si scopre certo oggi, è uno dei migliori registi degli ultimi 20 anni a tutte le latitudini e se starà bene potrà essere davvero un valore aggiunto per i bianconeri.
 
2 – Devis Mangia
 
Il vero artefice della sorpresa Palermo. Umile, combattivo, per nulla impaurito dal fatto di esordire nella massima serie contro l’Inter. Dalla Primavera del Varese –  che giocava benissimo e che ha perso la finalissima Primavera contro una Roma di piccoli fenomeni, dandole del gran filo da torcere – a un ambiente infuocato ma stimolante. Squadra aggressiva, ordinata, compatta, che ha messo in luce un’idea di calcio propositiva e moderna. Classe ’74, già apprezzato nei dilettanti lombardi, così giovane ma sa già cos’è la gavetta. Insomma, tutto il contrario di Luis Enrique: speriamo che Zamparini lo preservi, invece di cominciare ad esaltarlo.
 
3 – Napoli e Udinese si vogliono confermare
 
Attese al varco, le due squadre rivelazioni della scorsa stagione, ripartono da dove avevano brillantemente concluso. Vittorie esterne convincenti, un gioco mandato a memoria da due dei migliori tecnici nostrani, dal temperamento assai disuguale (focoso Mazzarri, razionale Guidolin) ma accomunati dalla voglia di mostrare bel calcio
 
Ottimo inizio per la Fiorentina col ritrovato Jovetic (nominato capitano) e un Cerci che non fa più notizia in zona gol; la Lazio parte alla grande con marcatori doc nuovi di zecca ma conosciuti da tempo per le loro doti realizzative (Klose e Cissè si intendono al volo); exploit del Cagliari che lancia il talento dello svedese atipico El Kabir; esordio col botto dell’argentino Moralez e l’Atalanta lascia intendere che la penalizzazione potrebbe essere soltanto un piccolo handicap superabile a breve.
 
Non sono mancati certo gli ingredienti giusti per farci gustare un buon inizio di campionato, come tutti auspicavamo. Questi i primi verdetti, in attesa di nuove sorprese.
 
 

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2 risposte a “Serie A al via: i top e i flop della prima vera giornata di campionato

  1. non credo che la Roma abbia fatto un flop clamoroso! In fondo era solo la prima giornata! Tuttti stanno dicendo di avere pazienza e io sono d'accordo

    Fra da Roma

  2. E' vero, in Italia –  più ancora che da altre parti del mondo – si fa fatica ad apprezzare una svolta e ad aspettare che questa entri in circolo lentamente, trasformandosi in progetto a lungo termine.
    In questo rimango molto sopreso (in senso positivo, ovviamente) da quei tifosi, tanti tifosi, che a fine gara all'Olimpico hanno incoraggiato la squadra. Il flop additato a Luis Enrique è soprattutto di tipo statistico: si poteva e si doveva iniziare meglio in campionato. Il gioco non è mancato e una (timida) impronta comincia a delinearsi ma si deve concretizzare di più. Troppo leziosi e questo credo sia uno degli esempi della madre Barca da non seguire troppo alla lettera, perchè qui non ci sono nè Iniesta, nè Xavi, nè Sanchez, nè tanto meno Messi.
    Comunque sarà interessantissimo seguire il cammino della Roma, che forse avrebbe bisogno di una società più presente, più comunicativa con i suoi tifosi. E speriamo che Luis Enrique continui a inserire giovani della rosa, senza mandarli allo sbaraglio. L'ha fatto con l'ex Chelsea Borini, speriamo accada anche con Caprari, Verre o Viviani.
    ciao

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