Il basso livello del calcio italiano

A meno di due ore dalla partita spartiacque in chiave Champions che vedrà impegnata la "nostra" Udinese contro un ridimensionato ma sempre fortissimo Arsenal, qual è lo stato attuale del nostro calcio? Che livello abbiamo raggiunto.
Lo dico chiaramente, a scanso di equivoci: sono piuttosto pessimista sulla prossima stagione ormai alle porte. Non tanto nei confronti di una squadra o dell'altra ma dell'intero movimento del nostro calcio.
La recente batosta subita dal Napoli in un'amichevole, seppur di lusso come il trofeo Gamper, ha evidenziato un gap francamente imbarazzante tra la squadra azzurra e il Barcellona. E se da una parte vi erano i campioni d'Europa in carica, giustamente indicati come la miglior squadra del mondo, dall'altra vi era comunque una nostra rappresentante della massima competizione europea, non una squadra appena retrocessa in seconda divisione.

L'interrogativo sul reale valore del nostro sistema calcio diventa ancora più pressante se si va ad analizzare il trend del mercato.
Per carità, mancano ancora una manciata di preziosissimi giorni, ma i giochi sembrano fatti e le ultime strategie ben delineate, all'insegna delle reali necessità, più che di fuochi d'artificio (anche se, diciamolo chiaramente, l'Inter avrebbe più che mai bisogno di un "botto" finale, dopo aver ceduto il suo prezzo pregiato, uno dei migliori bomber al mondo).

Più in generale, da quando seguo il calcio con un po' di sano senso critico (suppergiù da 20 anni) non mi era mai successo di assistere a un impoverimento radicale della nostra serie A.
Anche arrivassero Tevez o Forlan all'Inter, sarebbero al livello di Eto'o? Penso di non sbagliarmi, rispondendo in modo negativo. Il che, terra terra, significa che la squadra nerazzurra si è indebolita. Il Milan, che resta la squadra più accreditata per il titolo, può contare ancora su manager capaci ed esperti di mercato, ma se in Italia i rossoneri potrebbero replicare lo scudetto, in ambito europeo basta un eventuale Aquilani o un Taiwo per competere con United, Real o il solito Barcellona?
La Juve ha sì acquistato Vidal, uno dei pochi talenti di risaputo valore internazionale in circolazione, ma per il resto si sta muovendo molto a fatica, avendo acquistato in pratica due campioni come Pirlo e Vucinic, ma pur sempre appena epurati dalle loro società d'origine. Gli altri nomi "caldi" sul mercato li ha acquistati la Roma: Bojan e Lamela appaiono come talenti cristallini ma andranno già a rinforzare la squadra giallorossa, in piena fase di rinnovamento? Non ne sono così sicuro, mi sembra piuttosto un anno zero quello della società capitolina.
Il Napoli, a detta di tutti, compreso il sottoscritto, era la squadra che più aveva convinto in fase di potenziamento dell'organico ma il livello è comunque da quarto o quinto posto, sarà difficile ricentrare il bersaglio Champions con 3 soli posti a disposizione. E se l'amichevole col Barca ha destato preoccupazioni, mettendo in faccia ai tifosi la dura realtà dei fatti – cioò che in ambito internazionale si parte dall'ultimissima fascia – c'è da dire che pure le altre italiane faticheranno e non poco (senza contare la figuraccia del Palermo, già uscito in Europa League con una squadra assai modesta come il Thun e in crisi di identità… dopo Pastore, via pure due pilastri come Bovo e Cassani).

Insomma, la vittoria della nazionale azzurra contro i campioni del Mondo della Spagna, giustamente sottolineata da più parti, potrebbe alla lunga risultare uno specchietto per le allodole, buono più che altro per mascherare le evidente falle del calcio italiano. D'altronde ormai siamo più un paese di esportazione, lo testimoniano le cessioni fuori dai confini nostrani di Pastore, Sanchez, Sirigu, Criscito.. ai quali forse se ne aggiungeranno altri come Montolivo o Bonucci. E si parla di giovani in ascesa, non di calciatori da pensionare.

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11 risposte a “Il basso livello del calcio italiano

  1. concordo in pieno con questo post. Triste constatare tutto questo degrado ma è la verità, anche se l'Udinese ha tenuto testa alla forte squadra inglese

    stefano

  2. ciao stefano. Beh, che aggiungere? Nonostante la sconfitta immeritata dell'Udinese resto della mia opinione. O meglio, l'Udinese se non altro ha tenuto testa per una buona ora a una squadra evidentemente più forte, su questo non c'è dubbio. Mi veniva più che altro una riflessione. Di Natale è il simbolo della squadra, nonchè uno dei migliori attaccanti italiani – dati recenti alla mano, ce ne sono pochissimi davanti a lui – eppure purtroppo proprio lui avrebbe avuto l'occasione di scrivere la storia. Ma negli occhi ci resta l'immagine di una squadra forte, che ha fatto una gran bella impressione e sono queste le squadre che ci possono rilanciare, anche e soprattutto a livello di immagini. Perchè ha giocato alla pari, ribattendo colpo su colpo, dando spesso spettacolo. Invece spesso ultimamente le big nostrane affrontano le grandi d'Europa con una sorta di timore reverenziale, chiudendosi e rinunciando al gioco, cosa che invece non ha rinnegato la squadra di Guidolin.. .e di questo dobbiamo dargli merito.
    notte

  3. Sono d'accordo con te Gianni, ottimo e preciso il post. Il calcio italiano, ha ragione Galliani, sta diventando una pizzeria.

  4. Ciao Carlo, sai perché Galliani non ha preso quasi nessuno? Per il Lodo Mondadori: se Berlusconi avesse preso Fabregas a 40 milioni, tutti avrebbero detto che, in una situazione di gravissima crisi, lui spendeva una marea di soldi…

  5. E' vero marksale, sicuramente hai ragione ma qui allora subentra un discorso complesso: quanto è giusto che il presidente di una squadra di calcio, sia anche padrone di mille aziende, delle tv e, soprattutto, il Presidente del Consiglio che deve guidare una nazione in crisi.. e qui non si tratta di vincere un campionato ma di garantire una vita dignitosa a migliaia di famiglie. Io se fossi milanista sarei in difficoltà nel far combaciare queste due esigenze ma certe cose vengono ben prima di una passione e del tifo per la squadra del cuore. 

  6. ciao mark, sono carlo. Io invece non avevo pensato al lodo mondadori. Certo, spendere tutti quei soldi con la crisi che c'è.. avrebbe dato un sacco di validi argomenti a Bersani, Di Pietro e Casini per chiedere le dimissioni 🙂

    comunque forza inter

  7. Sono d'accordo con voi, assolutamente… Hai ragione, Gianni, se fossi in Berlusconi lascerei: la sua figura, in questo modo, perde ancor più credibilità. Credo che debba lasciare, assolutamente… Sono d'accordo anche con Carlo: chissà cosa avrebbero pensato Bersani e company: il loro ruolo, comunque, è quello di fare opposizione.. sempre e comunque!

  8. Non succederà mai purtroppo! Berlusconi da sempre ha utilizzato il Milan (anche) per propaganda politica. So che potrei attirarmi varie antipatie esponendomi così ma tant'è… Non dico che non abbia a cuore le sorti del Milan (anche se è risaputo che in gioventù era interista e che… stava per acquistare l'Inter) ma che il Milan sia identificato con lui e i suoi trofei è un errore di valutazione enorme. La squadra rossonera ha una storia bellissima, da Liedholm, Nordhal, Boffi, Puricelli, Rocco, Rivera, le eroiche coppe dei Campioni degli anni '60. Lui invece, pur avendo segnato la storia del club da 25 anni a questa parte sembra quasi voler oscurare la gloria passata… parere personale!

  9. Non siamo più il campionato più appetibile del mondo e ci stiamo lasciando andare. Eppure, sia a livello di calciatori che di dirigenti, siamo messi bene… Mah.
    Piuttosto, avete visto il nuovo corso della Roma? Come inizio niente male. Luis Enrique arriverà al panettone?

  10. Ciao, su Luis Enrique ho qualche dubbio… forse farà in tempo a prendersi un'amatriciana! Comunque a me il tecnico spagnolo mi sta proprio antipatico: è un presuntuoso…

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