L’ultimo disco di un grande gruppo: PGR

Posto qui una mia vecchia recensione, uscita per il sito di yastaradio, di un gruppo unico nel panoramo musicale italiano, per ciò che ha saputo rappresentare, da un punto di vista sociale e culturale.

È uscito da qualche mese il nuovo (e ultimo) disco dei PGR, sigla che ormai identificava solamente tre reduci dei precedenti progetti discografici ben più rilevanti per le sorti della musica italica (i CCCP e i CSI).

 

I tre in questione sono Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo e Giorgio Canali, che in quest'ultimo loro atto hanno voluto recitare la parte di un sodalizio comunque destinato a non rompersi, finendo così per illudere tutti i loro fan che già da questo congedo (intitolato in modo   quasi programmatico  “Ultime Notizie di Cronaca”) si aspettavano un lavoro più coeso e passionale.

 

Quello che è emerso è invece un disco alquanto frammentario, cupo, distaccato e, nonostante i loro creatori abbiano sostenuto a più riprese che si tratti della loro opera più compiuta, resta fervida l'impressione che i tre abbiano lavorato in modo autonomo, non da gruppo.

 

La poetica di Ferretti risente certamente degli ultimi sviluppi del suo pensiero, tendente alle parole e alle visioni teologiche di Benedetto XVI; le musiche di Maroccolo sono minimali e più vicine al suo lavoro “multisolista” uscito 3 anni fa (intitolato ACAU la nostra meraviglia) mentre della ruggente chitarra di Canali restano solo echi lontani e sopiti.

 

Ciononostante permangono alcuni pregevoli spunti tra le pieghe di questo disco.

 

Ad esempio l'apertura è affidata ad una delle più efficaci liriche mai scritte da Ferretti (“Cronaca Montana”), una canzone che parla dell'orgoglio di essere montanari; tutto il pezzo è accompagnato da una musica soffusa, dolce, inedita per un gruppo come i PGR.

 

Tuttavia basta passare alla seconda traccia, “ Cronaca del 2009”, per cambiare decisamente atmosfera e trovarsi in mezzo alle tenebre!

 

Questa volta Giovanni Lindo non lascia spazio all'ottimismo, tratteggiando un quadro a tinte fosche sugli scenari socio-politici attuali; anche nella successiva “Cronaca di guerra parte 1”, come già si evince dal titolo, i temi trattati non sono certo leggeri.

 

Entrambe queste canzoni sono permeate da atmosfere cupe, tetre, rivestite di un'elettronica “glaciale”, con echi dei recenti Radiohead.

 

Sembra un grande ossimoro paragonare i due gruppi, specie considerando la differenza che scorre tra le due voci:cavernosa e bassa quella di GLF, chiara e angelica quella di Thom Yorke, ma tant'è.. ormai il confronto è stato azzardato! 

 

Proseguendo con le canzoni, i suoni tornano ad essere appena più soffici e lievi con “Cronaca di Inverno” e con “Cronaca del ritorno”, una sorta di  manifesto esistenziale del carismatico leader reggiano, in cui afferma che “accadde che, non contento di me, tornai a casa”.

 

Vi è infine a chiudere un disco, molto ridotto in termini di durata, la ripresa “Cronaca di Guerra, parte 2”, che vira verso un rock più convenzionale e le meno efficaci “Cronaca filiale”, caratterizzata da un testo forse un po' troppo “buonista” e da inserti di elettronica elementare e “Cronaca Divina”, un'ode vera e propria al Creatore, paradigmatica del pensiero di Ferretti. 

 

Se a livello musicale, si sente la mano di Gianni Maroccolo a pervadere tutto il lavoro (le atmosfere ricalcano in modo abbastanza fedele quelle del suo disco d'esordio solista), è evidente come, a livello concettuale, sia altresì chiara e pregnante l'influenza di Ferretti, mentre il contributo di Giorgio Canali, che pure si è lanciato in considerazioni entusiastiche riguardo l'uscita del disco (definendolo di gran lunga il miglior prodotto della band), sembra piuttosto frammentario e ridotto e nel suo caso  forse vale davvero la pena andarsi a recuperare i suoi recenti lavori usciti da solista o con il gruppo di supporto Rossofuoco, per ritrovare il sacro furore del rock 'n ' roll!

 

Un'avventura che si può quindi a tutti gli effetti ritenere conclusa quella dei PGR, con i loro tre componenti ora molto impegnati su altri fronti.

 

E' appena uscito “Gente d'Appennino”, il nuovo libro di Ferretti, alla ricerca delle proprie origini; Maroccolo è un apprezzato produttore e collaboratore di molte band alternative e non, mentre Canali, oltre ai suoi cd, è impegnato pure nella valorizzazione di giovani talenti… che colpaccio con il prodigioso progetto “Le Luci della Centrale Elettrica”, dove si sentono fiammanti echi dei primissimi CCCP!…. come dire: tutto torna? 

 
 

 

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